Il commento al Vangelo del giorno a cura di padre Enzo Fortunato.
Buonasera, buonasera brava gente!
Eccoci qui, e allora ci siamo. Metto, faccio l’avviso qui.
Eccoci, eccoci! Vediamo se ci prepariamo. Allora, la prima domenica di Avvento.
Stasera abbiamo avuto una sorpresa: qui รจ stato Andrea Bocelli! Stiamo preparando, insomma, un bel momento, ricco di spiritualitร , ricco di storia, ricco di musica che diventa, che si fa preghiera. Perรฒ poi vi aggiorno su questo.
Intanto, credo che il nostro pensiero debba andare ai nostri confratelli ad Aleppo, in uno dei momenti tragici della guerra, che puรฒ cambiare anche lo scenario internazionale in Medio Oriente. I rapporti tra Russia e Turchia adesso… non si sa che cosa accadrร , perchรฉ il regime di Assad รจ protetto dalla Russia. C’erano legami tra la Turchia e la Russia… insomma, le cose veramente si complicano.
Perรฒ, in mezzo a tutto questo momento di tensioni, che portano al male, anche i nostri frati sono stati colpiti. Il collegio dei nostri frati ad Aleppo, dei Frati Minori, รจ stato colpito. La cosa che fa impressione e rende la notizia ancora piรน grave รจ che i frati erano sotto shock: stavano facendo il pane. Ecco, solo questo fa riflettere e ci fa capire che la guerra รจ veramente insensata.
Hanno ragione i Papi a dire che รจ un’avventura senza ritorno, che รจ la sconfitta della diplomazia, la sconfitta dell’umanitร . Nella guerra l’uomo rivela la sua parte piรน brutta, la sua parte piรน diabolica.
E allora ci vogliamo affidare a Maria, e ci vogliamo affidare soprattutto a quello che il Vangelo stasera ci raccomanda: una fede grande, una fede che si abbandona al Signore e sa che Lui riuscirร a portare luce dove c’รจ buio.
Ma ascoltiamo.
In quel tempo, entrato Gesรน in Cafarnao, gli venne incontro un centurione che lo scongiurava e diceva: โSignore, il mio servo รจ in casa, a letto, paralizzato e soffre terribilmente.โ
Gesรน gli disse: โVerrรฒ e lo guarirรฒ.โ
Ma il centurione rispose: โSignore, io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto, ma dรฌ soltanto una parola e il mio servo sarร guarito.
Pur essendo anch’io un subalterno, ho dei soldati sotto di me: dico a uno โVaโ, ed egli va; a un altro โVieniโ, ed egli viene; e al mio servo โFa’ questoโ, ed egli lo fa.โ
Ascoltandolo, Gesรน si meravigliรฒ e disse a quelli che lo seguivano: โIn veritร io vi dico, in Israele non ho trovato nessuno con una fede cosรฌ grande! Ora io vi dico che molti verranno dallโOriente e dallโOccidente e siederanno a mensa con Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli.โ
Brava gente, questo Vangelo ci ricorda quell’affermazione liturgica eucaristica che facciamo prima di ricevere lโEucaristia durante la Messa:
โO Signore, io non sono degno che tu entri nella mia casa, ma dรฌ soltanto una parola ed io sarรฒ salvato.โ
Gesรน dice che questo รจ frutto di una fede grande.
A volte ci chiediamo: che cosโรจ la fede? Ho trovato questa affermazione, questa riflessione che mi ha colpito: la fede non รจ un pensierino, ma รจ una relazione intima con il Signore Gesรน.
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E allora, quandโรจ che cโรจ fede? Quando cโรจ una relazione con il Signore. Rafforziamo questa relazione, rafforzeremo la nostra fede. Rafforziamo questo legame, e rafforzeremo la nostra forza.
Se tu avrai fede, anche solo quanto un granello di senape, potrai dire a questa montagna: โSpostati,โ ed essa si sposterร . ร la grande provocazione di Gesรน, per dire che chi si affida, chi ha fede, chi vive questo dono, puรฒ compiere miracoli.
E il miracolo piรน bello รจ Gesรน nella propria vita.
โSignore, non sono degno, ma dรฌ soltanto una parola ed io sarรฒ salvato.โ
Mi fermo qui, brava gente. Andiamo avanti, e ci accompagni questo episodio, ma anche quell’affermazione di Gesรน:
โDรฌ soltanto una parola ed io sarรฒ salvo.โ
Diventa quasi la risposta a quel: โVerrรฒ e lo guarirรฒ.โ
Bellissima! Verrรฒ e lo guarirรฒ! Gesรน verrร e ci guarirร . E se lo lasciamo entrare nella nostra vita, quante ferite potranno essere guarite, sanate.
E chi ha Gesรน dentro puรฒ sanare anche le ferite degli altri.
Andiamo avanti, brava gente. Buona serata, buona giornata a chi si affaccia domani.
Facciamo i saluti a mamma Angelica, che ha il figlio Emanuele, che fa il compleanno: 15 anni. Emanuele, ogni bene! Eh, ogni bene, Emanuele. Coraggio, eh!
Poi vi ricordo il numero di Alessandro per il libro Vivere il Giubileo:
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No, non tornate indietro, andate avanti e lo potete risentire, cosรฌ lo scrivete bene.
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Chi non puรฒ, non si preoccupi. Mi dica: โTu lo sai!โ Andiamo avanti. Non vi preoccupate!
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Una preghiera anche per me, mi raccomando: forti, forti, forti, eh! Forti!
Ah, condividete tutto. Vabbรจ, giร lo sapete.
Un abbraccione forte! Abbiamo preso un poโ di freddino stasera, perchรฉ stavamo preparando alcune cose per il 24 sera.
Ma ci saranno tante sorprese belle!
Andiamo avanti.
