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don Alfonso Giorgio – Commento al Vangelo di domenica 1 Dicembre 2024

Movimento Apostolico Ciechi

Riflessioni dell’assistente spirituale don Alfonso Giorgio per il Vangelo di domenica 1 dicembre 2024.

https://youtu.be/HZmIw3jgr-s

Trascrizione, non rivista, del video.

Inizia un nuovo anno liturgico: la prima domenica di Avvento.
Potremmo dire che questo è il Capodanno della Chiesa, poiché questo anno ci accompagna in un tempo speciale. Peraltro, inizia l’anno giubilare. Viviamo la gioia e la solennità di questo tempo forte che è il Giubileo del 2024.

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Si introduce, quindi, questo tempo di Avvento, un inizio particolare che ci condurrà al Natale. Ci prepariamo, dunque, a costruire la speranza. Questo è il tema che ci viene proposto per questo anno giubilare che sta per iniziare.

In effetti, l’Avvento potremmo dire che è il tempo favorevole per alimentare la speranza, perché questa speranza infuochi i nostri animi, perché si accenda sempre di più nei cuori di tutti. È un tempo forte di attesa, un tempo di vigilanza.

Gesù, con il Vangelo di questa domenica, ci esorta ad accendere la speranza, ad alimentarla, ma soprattutto a rimanere desti, a rimanere svegli, a rimanere in piedi. Stare in piedi significa conservare la dignità di figli di Dio, mettersi in cammino insieme e accogliere la bellezza di questo tempo favorevole che è il tempo dell’Avvento.

Colui che deve venire, che noi attendiamo, è il centro di questo tempo. Il problema è che, molto spesso, questa generazione non attende più o non sa attendere. Si ferma a ciò che è immediato.

In genere, si ha subito voglia di cogliere i risultati. Anche le tecnologie ci portano a essere rapidi, e questa rapidità è certamente una risorsa, un dono di Dio. Poter vivere il tempo in maniera rapida e perseguire dei risultati con efficacia è un dono, ma viene meno il tempo dell’attesa, della preparazione, del sogno e del desiderio.

Il Signore ci dice di andare al di là dell’immediato, di non accontentarci delle cose effimere e immediate, ma di perseguire cammini di speranza che ci portino ad accogliere doni preziosi. Il dono più alto e più prezioso, evidentemente, è Gesù stesso: la sua bontà, la sua misericordia, la sua venuta sulla terra.

A Natale, ricorderemo questa bontà di Dio che è disceso in mezzo a noi per insegnarci ad amare, per insegnarci l’umiltà e la semplicità di un bambino.

L’Avvento, allora, deve essere caratterizzato proprio da questo atteggiamento del capo alzato. “Risollevatevi, alzate il capo,” cioè non limitiamoci a guardare le cose di quaggiù, le cose terrene. Come diceva Qoèlet, non dobbiamo essere polli che razzolano, ma colombe che guardano verso il cielo.

In questo senso siamo invitati ad alzare il capo verso l’alto, ad accogliere i valori che contano e a perseguirli, testimoniandoli gli uni agli altri: il valore dell’amicizia, il valore dell’accoglienza, il perdono e, soprattutto, la generosità verso chi soffre, verso chi è più debole e fragile di noi.

Il sostegno ai più sfortunati e svantaggiati è fondamentale. Questo è un tempo in cui possiamo sentire questa liberazione che è vicina, come ci dice il Vangelo. Veniamo liberati da quei legacci di un mondo che ci vuole oppressi, schiavi, chiusi in noi stessi in maniera egoistica e individualista.

L’Avvento ci apre, ci dilata il cuore, ci mette gli uni accanto agli altri. Allora non siamo più soli, ci riconosciamo comunità e camminiamo insieme. Ecco perché non può esistere un cristiano da solo, non può camminare sempre soltanto da solo. Ha bisogno di rifarsi a una comunità.

Ed è per questo che la domenica il popolo di Dio rivela questo essere Chiesa, questo essere comunità in cammino, come diceva don Tonino Bello.

Oggi, però, siamo a corto di speranza. E perché? Perché se non sappiamo attendere è proprio per questo: perché siamo a corto di speranza. Abbiamo bisogno di alimentarla, di viverla in pienezza.

La speranza alimenterà il desiderio, motiverà la nostra fede e la carità stessa, che diventa poi il fuoco vivo che trasforma, che divampa, che accende e che suscita nell’altro conversioni e interesse per la vita di fede che noi stessi ci sforziamo di condurre insieme come comunità cristiana in questo tempo di Avvento.

Buon cammino di Avvento a tutti!