- Pubblicità -

don Claudio Bolognesi – Commento al Vangelo del 24 Novembre 2024

Proprio bella la “Pala dell’Agnello Mistico” qui a fianco. L’immagine centrale rappresenta secondo alcuni Te, Cristo Re, benedicente, seduto su di un trono, con tanto di scettro e tiara, la triplice corona. Questa simboleggia la Tua autorità sul nostro mondo, su quello dello spirito e sui cieli. Al di là della magnificenza dell’opera, del fatto che ha significati allegorici e dovremmo sempre cogliere il bene e lasciare stare ciò che non convince… ebbene sì: qui c’è molto che non ci convince. Ci piacerebbe anzi chiedere a Te, Gesù, cosa ne pensi. Se in questo selfie Ti ci ritrovi.

Link al video

Ci hai tenuto anche davanti a Pilato a ribadire che il Tuo non è un regno di questo mondo, e qui ci sono i simboli dei regni di questo mondo, moltiplicati all’infinito. In effetti è sempre pericoloso parlare della fede con le parole che partono da noi, dalla nostra esperienza. Ad esempio, se abbiamo avuto una bella esperienza familiare, sentir parlare di un Dio “Padre” e “Madre” può commuoverci. Ma se siamo cresciuti in un orfanotrofio, se il nostro vissuto circa la “paternità” e la “maternità” è doloroso, sarebbe meglio evitare. A qualcuno di noi la parola “Re” fa tenerezza, rimanda ad un’atmosfera britannica da tè pomeridiano, ad altri se va bene ricorda il palco di Sanremo… anche qui meglio evitare.

Inoltre, nella Bibbia spesso troviamo una reale perplessità di fronte al concetto di regalità, che è visto come inutile. Il Tuo nome proprio è tradotto con “Signore” e questo dovrebbe bastare. A livello storico-politico ogni altra regalità nasconde il rischio di usurpazione: i re della terra si attribuiscono un potere proprio, tra l’altro non reale, che invece è solamente realmente Tuo. A livello teologico porta a pensare ad un “regno di Dio” in termini principalmente mondani – cosa che nella storia forse abbiamo già fatto sufficientemente -. Quanti eserciti hanno combattuto in Tuo nome?

Allora cosa significa che Dio – e quindi Tu, Gesù – sei “Re”? Bisogna che lasciamo da parte le nostre reazioni e impariamo il significato di questa parola nel modo in cui viene utilizzata nella Bibbia. Dal punto di vista concettuale Tu sei “Re” prima di tutto perché sei… “prima di tutto”, dall’inizio dei tempi sei il Creatore. Poi lo sei perché nel presente sostieni il mondo, la realtà, nella sua esistenza. Quindi perché sei garante del fatto che nel domani la Tua creazione finirà in Te.

Nell’esperienza quotidiana che facciamo di Te lo sei in quanto Sposo, Fratello ed Amico. Il vangelo di oggi aggiunge un’altra pista: sei Re perché Testimone della Verità. “Verità” è una delle parole care al Vangelo di Giovanni, dove ricorre il triplo delle volte in cui la incontriamo negli altri tre messi assieme. Ha a che fare con l’amore di Dio, con la libertà, con lo Spirito e con la santificazione. Abita ed è trasmessa nella Tua Parola.

Troviamo anche un altro termine caro a Giovanni: Tu sei Re in funzione del fatto che “testimoni”, sei martire della verità. Sei venuto a costruire un ponte tra “ciò che è” – vero, santo, giusto, amabile – e la realtà, la nostra vita. Sei Re affinché non viviamo più in un mondo che è illusione e in quanto tale è destinato a perire. Pilato Ti chiederà “cosa è verità”? Quello che sta per accadere, che Tu per salvarci debba essere crocifisso non lo è. Ma quello che in realtà succede, oltre le apparenze, l’amore che sgorga dalla croce e ci risana, quello sì che lo è. Di questa “verità vera” Tu sei il Re.

don Claudio Bolognesi