Non so se questa storia del sole, della luna e delle stelle ci preoccupi, ci faccia realmente paura. Le nostre eco ansie, la paura da covid&derivati, la preoccupazione per il futuro, per il livello di vita, per molti problemi legati all’immigrazione o anche per le guerre quelle sì, sono reali. Le Tue parole invece ci sembrano un po’ esagerate.
Hai appena finito di raccontare la “tribolazione”. Un lungo elenco di situazioni che vanno dalle guerre agli eventi naturali, alle persecuzioni per motivi di fede. Particolarmente dolorosa è la descrizione delle divisioni all’interno delle famiglie. Poi c’è questa storia de “l’abominio della devastazione” che a leggerlo ci lascia perplessi.
In generale la tribolazione è in relazione a chi promette una risposta a basso costo a tutti i problemi. Che risolve tutti questi eventi in modo ingannatorio. Ad una lettura più attenta ci rendiamo conto che la tribolazione è la situazione in cui già viviamo.
Cosa ci dice allora il Vangelo di oggi? Parte dalla meraviglia, dalla percezione modernissima della fragilità del mondo in cui viviamo. Il sole si oscura ogni sera, risorgerà domani? Ma quante volte nella vita ci sembra che un domani non ci debba essere? Una notte senza luna, senza stelle è un luogo in cui non ci si orienta, un tempo in cui non sappiamo dove andare. Nel buio che cresce, crescono le ansie e le paure ci assalgono. Sia le certezze che le speranze vacillano. Una situazione cosmica ma anche molto esistenziale.
Questo oscuramento è successivo alle tribolazioni. La perdita di riferimenti, la consapevolezza delle paure è un passo avanti, come se Tu ci stia dicendo che dobbiamo fare attenzione a ciò in cui confidiamo.
In questa navigazione a vista arriva la risposta alle nostre domande. Non è una ricetta magica, una filosofia di vita: sei Tu, Figlio dell’uomo che vieni nella gloria.
Detto così rimane un po’ difficile da credere. Proviamo a capire come si realizza.
Il primo passo è la raccolta degli eletti dai quattro venti. Un evento cosmico che coinvolge la terra e il cielo.
Poi ci chiedi di acquisire la capacità di chi guarda il fico: arrivare al significato di ciò che accade. Potremmo dire che ci chiedi di riconquistare la dimensione simbolica dell’esistenza. Le cose che accadono non sono, noi non siamo autosufficienti. Non bastiamo a noi stessi. Tutto ci dice che il pezzo mancante sei Tu. Ma non sei lontano, assente: sei alla porta. Di ogni uomo e in ogni tempo, a livello personale e comunitario.
Rimane però il problema che noi in questa tribolazione dobbiamo viverci. Abbiamo bisogno di riconquistare quotidianamente una dimensione in cui poterci orientare.
Qual è allora il punto fermo, la roccia a cui aggrapparci? Sono le Tue parole. Dentro le quali vivi Tu. In esse ci accompagni, illumini il cammino. Guidi le scelte, sostieni nel dubbio, rialzi nel fallimento.
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Il problema allora non è sapere oggi cosa accadrà domani. Prevedere la fine del mondo… Perché?
Se siamo capaci di aprirTi la porta della nostra vita ogni giorno troviamo il nostro fine, la gioia di stare con Te e con i fratelli.
don Claudio Bolognesi
