Gesù racconta questa parabola mentre siede a tavola in casa di uno dei capi dei farisei: una categoria di persone con la quale entrare in relazione non fu semplice: illusi di aver capito come funziona il mondo, di conseguenza, si arroccano sulle loro posizioni, fermamente convinti di essere sempre nel giusto.
«Beato chi prenderà cibo nel regno di Dio!»: è bello essere invitati a una mensa del genere, per quale assurda ragione non parteciparvi? Gli invitati alla cena sono l’immagine perfetta della società nella quale (soprav)viviamo.
Non raccolgono l’invito perché sono troppo occupati: c’è chi punta sui beni materiali; chi sul lavoro senza sosta; chi invece, assolutizzando gli affetti, si isola dal mondo per rinchiudersi in una comfort-zone. Tutti si scusano, ma non basta.
L’ira di Colui che invita è inevitabile e la decisione altrettanto netta: lo spazio lasciato da chi non è degno sarà riempito, fino all’ultimo da coloro, da coloro il cui dolore ha fatto perdere ogni speranza nelle cose di questo mondo.
Infine, il servo. È lui che si prende in faccia il rifiuto degli invitati, che spende tutta la sua vita per cercarne di nuovi e, soprattutto, a lui sono affidate le chiavi che aprono e chiudono la casa dove è possibile gustare il cibo della vera vita.
Fabrizio Barbieri

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Fonte: Get up and Walk – il vangelo quotidiano commentato
