La gratuità è la cifra del vero cristiano. Ce lo dice Gesù. Ma quanto è difficile viverla! Tutti ci aspettiamo almeno un grazie da coloro a cui abbiamo fatto del bene… Ma non sempre arriva.
E il Signore qui si spinge oltre. Perché dice che dobbiamo dare a chi non può assolutamente ricambiarci perché povero. Non solo di beni ma di amore. Ci sono i poveri di amore cioè gli egoisti che non possono ricambiare a causa del loro egoismo.
Saremo felici, dice Gesù, se incontriamo uno di questi poveri che non sanno amare e li amiamo gratuitamente. A volte è dura, perché per non essere manipolati bisogna tenere le distanze, ma ciò non ci impedisce di portare quella persona nel cuore e davanti a Dio.
Il Signore stesso ci mette sul cammino di questi poveri perché egoisti, come segno di un modo di amare diverso dal loro. Non sempre questo segno viene recepito. Perché ci sono non solo gli egoisti, ma quelli che non sono stati amati abbastanza sin dall’infanzia e che hanno una dimensione affettiva infantile per cui sono come quei bambini che si innamorano del giocattolo ricevuto, poi lo rompono e non lo vogliono più o si stufano subito e lo gettano via in cerca di un altro.
Così fanno con le persone, le usano e poi le gettano via. Ma chi ama gratis non sbaglia mai e diventa beato agli occhi di Gesù che lo ricompenserà al posto di tutti coloro che non hanno ricambiato amore.
Voglio anche io oggi entrare in questo dinamismo di gratuità e assaporare questo tipo di felicità.
A cura di Sr Palmarita Guida della Fraternità Vincenziana Tiberiade
