Il commento al Vangelo del giorno a cura di padre Enzo Fortunato.
Trascrizione del video – non rivista.
Buonasera, stasera chi è la prima? Maria Teresa? Eccoci qui, eccoci qui. E Giuseppe, i primi due. Allora, ci siamo, ci siamo. Elisabeth, Alfina… e voilà, vediamo se riesco… qua sono riuscito. Andiamo avanti piano piano.
Buonasera brava gente, anche questa nuova settimana è iniziata, non senza tanta fatica. Mi sentite? Sì? Voglio scrivere una cosa prima che mi dimentico. No, eccoci qua, vediamo un po’… eccoci, sto scrivendo, se non mi dimentico a posto, ho scritto.
E allora, come state? Faccio subito un avviso perché mi è stato segnalato da più di qualcuno. Oggi c’è un ennesimo profilo fake “Padre Enzo Fortunato – Chat dei Fan in Privato” o una cosa del genere. È falso. So che sono arrivati anche dei messaggi che vi dicono nella mail o nel Messenger di Facebook o Instagram: “Possiamo parlare in privato, conta su di me, spacchiamo!” È tutto falso, tutto falso.
Voi sapete che la pagina ufficiale è questa, lo dico a tutti, anche per chi si affaccia. Quando è una pagina di una persona con tante persone che seguono, c’ha un cerchietto blu vicino al nome. Quando vedete “Padre Enzo Fortunato” con un cerchietto blu e una specie di asterisco, quello significa che è la pagina ufficiale. Tutte le altre sono false, fake, gente che manda messaggi per ricevere soldi o altro. Voi sapete che la mia pagina ufficiale, come Instagram, Twitter e altro, c’ha l’asterisco blu, un rotondino blu piccolino con un segnetto bianco dentro. È semplicissimo, una specie di asterisco praticamente.
Va bene, è chiaro? Chiarissimo. Domani semmai faccio anche una foto così la vedete. Va bene.
Detto questo, andiamo al nostro appuntamento, al motivo per cui stiamo insieme: aggrapparci e accendere la luce sul nostro cammino. Perché ogni volta che ci rivolgiamo a Gesù, e Gesù si rivolge a noi con la sua Parola, è un appuntamento che illumina, come accendere una luce nella nostra vita. Ed è forse una delle cose più belle che noi sperimentiamo con questa Parola, perché ci illumina. Ci illumina, non ci fa sbattere, non ci fa cadere, e soprattutto illumina la parte più bella della nostra vita.
Una lampada non si mette sotto il letto ma sopra il lucernario per fare luce. Marco Rivello mi aveva scritto un messaggio, ma non lo riesco a leggere. Se me lo rimandi, Marco, così lo leggo bene.
Ma ascoltiamo, ascoltiamo il Vangelo. Gesù disse ai suoi discepoli: “Siate pronti, con le vesti strette ai fianchi e le lampade accese. Siate simili a quelli che aspettano il loro padrone quando torna dalle nozze, in modo che quando arriva e bussa, gli aprono subito. Beati quei servi che il padrone a suo ritorno troverà ancora svegli. In verità vi dico, si stringerà le vesti ai fianchi, li metterà a tavola e passerà a servirli. E se giungendo nel mezzo della notte o prima dell’alba li troverà così, beati loro”.
Brava gente, che bello sentirsi dire da Gesù: “Beati voi, beati loro”. Chi sono queste persone beate? Beate come quando vediamo una persona felice e diciamo: “Beato te!” Oppure una persona che è contenta e diciamo: “Beato te!” Una persona che ha trovato la felicità nella sua vita: “Beato te!”
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Ma vediamo come si arriva a questo essere beati. Ricordiamoci: “Beata tu, o Maria, che hai trovato grazia presso Dio”. Le pagine del Nuovo Testamento si aprono con questa beatitudine. Poi avremo il cuore delle Beatitudini, chiamate la Magna Carta, la bussola della storia. Ci sono degli appellativi uno più bello dell’altro per le Beatitudini di Gesù.
Ancora una volta, “Beati voi”, cioè quelli che sono svegli. Chi è il beato? È chi è sveglio. Ma cerchiamo di capire cosa intende Gesù per “beato” e “sveglio”. La prima cosa che dice è: “Siate pronti”. Pronti ad ogni evenienza. Chi è pronto è colui che si prepara per partire, no? Quando partite per un viaggio, dite: “Sei pronto?” E avete tutto l’equipaggiamento per partire, la valigia pronta, i documenti presi, tutto pronto.
Gesù dà due indicazioni: “Con le vesti strette ai fianchi e le lampade accese”. Per capire questa simbologia, dobbiamo fare un’immersione nel tempo di Gesù. Chi erano quelli che si cingevano le vesti ai fianchi? Erano le persone che lavoravano nei campi. Gesù vuole persone impegnate, che lavorano. I contadini si alzavano le vesti per lavorare meglio. Con le vesti strette ai fianchi, significa togliere tutto ciò che dà fastidio a un campo che deve fiorire.
Gesù dice anche di avere le lampade accese, perché quando questi contadini tornavano a casa, accendevano la luce per guardare bene la casa. Quindi, Gesù ci sta dicendo due cose: togliete ciò che non va e guardate bene intorno dove vivete, con la lucerna accesa.
Poi, Gesù fa un terzo esempio: “Siate simili a quelli che aspettano il padrone quando torna dalle nozze”. Quando il padrone tornava, i servi preparavano la casa. Gesù ci chiede di farci trovare pronti, come quando prepariamo tutto per accogliere qualcuno a casa. Essere pronti è il senso della vita cristiana, perché il Signore può arrivare all’improvviso e chiederci conto di come stiamo vivendo.
Beati quei servi che il padrone troverà svegli. Se giunge nel mezzo della notte, quando è il momento più buio… Questo esempio è bellissimo. Può arrivare quando meno ce lo aspettiamo, anche quando c’è buio nella nostra vita. Anche nel buio del peccato, Gesù può arrivare. Ma c’è sempre una luce nel buio, un rimorso che ci dice che quel peccato non lo volevamo fare.
Mi fermo qui, brava gente. Beati voi se il Signore ci troverà svegli. Oggi a molti manca il senso del peccato, ma su questo torneremo.
Avete visto che ho seguito la pagina della Basilica di San Pietro? Bene, questo per dirvi che potete seguirla anche voi. Andiamo avanti.
Adesso saluto Giulia, che vorrebbe una preghiera per i nipoti Simone e Giulia. Ogni bene a entrambi. Teresa vorrebbe gli auguri per l’anniversario di matrimonio di Valerio e Dario, 7 anni insieme. Chiara vorrebbe gli auguri per i 50 anni di Pileria. Ogni bene a tutti. Avanti, forti, forti!
Ricordo che potete inviare le vostre lettere alla redazione della Basilica di San Pietro. Buona serata, brava gente. Vi auguro una notte santa.
