Il brano del Vangelo di oggi inizia con la descrizione di una rimpatriata: “Si recò a Nazaret, dove era stato allevato; ed entrò, secondo il suo solito, di sabato nella sinagoga e si alzò a leggere”.
Il gesto sembra semplice e allo stesso tempo abituale, ma quello che sta per accadere cambierà tutto:
“Gli fu dato il rotolo del profeta Isaia; apertolo trovò il passo dove era scritto: Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione (…). Poi arrotolò il volume, lo consegnò all’inserviente e sedette. Gli occhi di tutti nella sinagoga stavano fissi sopra di lui. Allora cominciò a dire: «Oggi si è adempiuta questa Scrittura che voi avete udita con i vostri orecchi»”.
Ascolta “don Luigi Maria Epicoco – Commento al Vangelo del 2 Settembre 2024” su Spreaker.Qui tutto cambia. Una cosa è ascoltare una cosa bella, e una cosa è dire sono io questa cosa bella che avete appena ascoltato. La maniera migliore che abbiamo di difenderci dalla realtà è negarla. E la negazione migliore che usiamo si chiama pregiudizio. Il pregiudizio ci tiene lontani dalla realtà, non ce la fa mai veramente incontrare, perché ci fa preferire la nostra convinzione a ciò che è davanti ai nostri occhi come un fatto.
Gesù aggiunge una frase che rimarrà particolarmente fissa nell’immaginario collettivo della storia:
“Nessun profeta è ben accetto in patria”.
Ed ha perfettamente ragione, perché la prima cosa che facciamo davanti a ciò che conosciamo è crearcene una convinzione, un’idea, una prospettiva. Ed è sempre molto difficile cambiare quella convinzione, quell’idea, quella prospettiva.
La cosa drammatica è che per colpa di questo atteggiamento molte volte ci perdiamo il meglio della vita e delle persone. Cristo stesso potrebbe passare nella nostra vita e noi per amore delle nostre convinzioni potremmo non accoglierlo.
Dovremmo invece lasciarci sempre stupire dalla realtà. Dovremmo lasciare sempre aperta la porta dell’imprevedibile, di ciò che non avevamo calcolato, di una porzione di mistero che ognuno e ogni situazione si portano sempre addosso.
Dovremmo smettere di essere convinti che abbiamo già capito tutto.
Autore: don Luigi Maria Epicoco
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