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Gesuiti – Commento al Vangelo del giorno, 26 Agosto 2024

Quella stessa voce che aveva detto beati i diseredati, i vinti, gli afflitti, oggi dice «guai» ai capi del popolo, a quelli che sono stimati nella società e che si fregiano di importanti ruoli di rappresentanza. Sembra gridare in senso contrario a tutto ciò che sembra più ovvio a coloro che lo ascoltano.

Gesù vuole difendere i semplici e gli ingenui dallʼipocrisia e dal vuoto legalismo delle guide religiose, e non ha paura di alzare la voce, fare minacce, farsi nemici. Forse spera anche che la durezza delle sue parole possa far breccia nei cuori degli scribi e dei farisei, inariditi dal bisogno di mostrarsi sempre giusti e perfetti.

Noi non abbiamo questo coraggio: difficilmente ci alziamo a prendere le difese dei semplici e degli esclusi, difficilmente quando vediamo un problema parliamo con franchezza, difficilmente riusciamo a non omologarci al nostro ambiente. Spesso rimaniamo bloccati tra la paura di ferire lʼaltro e il terrore di dispiacergli, di mostrarci spiacevoli, così che preferiamo tenerci dentro le critiche e limitarci alle cortesie, girare attorno ai problemi piuttosto che affrontarli di petto, adeguarci a un contesto piuttosto che provare a cambiarlo.

Gesù invece ama abbastanza il suo popolo da farsi carico della posizione più scomoda, quella dell’outsider, e badare poco alla sua reputazione. Desidera innescare processi, e non solo vivere in maniera comoda e serena la sua vita e le sue relazioni. Non è schiavo del bisogno di essere ben visto nel suo contesto sociale, perché è profondamente radicato nello sguardo e nella verità del Padre. Chiedo anch’io di ricevere quell’amore che permette di dire di no e di rischiare le proprie sicurezze.

Samuele Adorno

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Fonte: Get up and Walk – il vangelo quotidiano commentato