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don Domenico Bruno – Commento al Vangelo del 1 Agosto 2024

Continuando a parlare del regno dei cieli, Gesù usa l’immagine della rete che accoglie tutti. Ma non appartiene alla rete la capacità di riconoscere un pesce buono e uno cattivo. Questo è compito dei pescatori a riva, l’importante è pescare quanto più possibile.

Che bello pensare alla storia della salvezza in questi termini: Dio mette in atto ogni tentativo per prenderci in qualche modo, di tirarci fuori dal mare dell’inutilità e della morte eterna.

La salvezza però è impegno anche nostro, la capacità di farci prendere perché ci siamo impegnati a essere pesci buoni, affidabili, ossia di fede. Infatti, se possiamo dire di “essere presi” ogni volta che ci accostiamo ai sacramenti, che ascoltiamo la Parola, che preghiamo, che facciamo un qualsiasi gesto che abbia a che fare con la fede, non possiamo dire altrettanto che saremo salvati in automatico.

Ciò che ci rende pesci buoni o cattivi appartiene alle scelte che facciamo. Il regno dei cieli è certamente Grazia, ma tiene conto anche della nostra libertà di essere afferrati da questa Grazia che ci trasforma. Se non ci trasformiamo, se non ci convertiamo, sarà difficile che entreremo nel regno dei cieli. Non possiamo delegare alla Grazia ciò che noi siamo chiamati a essere e a fare con la nostra libertà.

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Fonte: il blog di don Domenico | Unisciti al suo canale Telegram @annunciatedaitetti oppure clicca QUI |Visita anche il suo canale YOUTUBE