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Gesuiti – Commento al Vangelo del giorno, 30 Luglio 2024

Gesù è un maestro paziente che non scappa davanti alle domande dei suoi discepoli. Questa idea che la zizzania sia lasciata crescere insieme al buon seme stupisce, sconcerta, suscita interrogativi. Possiamo prenderci tempo per parlarne, seduti a casa con lui.

Il Signore è franco: il nemico del regno c’è, si muove per distruggere, per rovinare. Si insinua nell’oscurità, approfittando di quel punto in cui la recinzione del campo è un po’ più fragile, lì dove il nostro mondo è più esposto. Il nemico se ne va lasciando le sue spore, una logica figlia del suo stile: scandali, iniquità…

Pur provando a intrecciare le sue radici intorno a quelle del buon seme, la zizzania seminata nella notte non ha il potere di impedire la crescita dei figli del regno, fino alla piena maturazione del chicco nella spiga. Il Figlio dell’uomo ha una grande fiducia nella potenza vitale del seme buono. La prova si può attraversare. La prova seminata dal nemico non è la fine del mondo.

Più sapiente delle frette e dei perfezionismi del “tutto subito” fiorisce la pazienza di Gesù. Più passa il tempo più sarà chiaro quali steli portano frutti splendenti e quali sono erbaccia inconsistente. Contempliamo il sorriso sereno del maestro buono che già intravede la festa del giorno della mietitura, la fragranza del pane nuovo.

Matteo Suffritti SJ

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Fonte: Get up and Walk – il vangelo quotidiano commentato