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mons. Giuseppe Mani – Commento al Vangelo di domenica 21 Luglio 2024

Venite con me in disparte

Oggi, in piena estate Gesù ci invita a riposarsi dopo aver tanto lavorato; dopo un anno di lavoro ci invita a rifarci le forze. Ma Gesù parla di un riposo più profondo e interiore. Questo riposo richiede una separazione con Cristo non di una semplice interruzione dell’attività lavorativa o apostolica ma di riposarsi in compagnia di Gesù.

Questo riposo con Cristo è necessario ad un duplice titolo. Solo Gesù dona il vero riposo dell’anima il riposo di Dio di cui parla il salmo 94. Dio stesso si presenta come colui che porta sollievo e riposo delle nostre anime e ci invita ad andare con Lui per godere della sua presenza. Questo riposo non è un tempo per rifarsi le forze fisiche ma soprattutto in senso spirituale nella misura in cui è ricevuto dall’uomo come il segno della sua liberazione, se uno ricorda, e non soltanto , che la fatica è frutto del peccato originale. E’ anche un partecipazione al riposo del creatore che si fermò al settimo giorno e lo santificò. L’uomo entrando nel settimo giorno realizza questa somiglianza con Dio che parte dalla creazione.

Nel cammino verso la terra promessa il popolo di Dio aspirava di arrivare al luogo del riposo.

Questo riposo col Cristo è anche necessario agli apostoli ad un altro titolo. E’ un luogo di formazione specifica e lo fa prendere agli apostoli per dare loro un insegnamento che riserva ai più intimi. Dirà loro la ricchezza di quello che il suo disegno di amore per l’uomo con l‘incarico di comunicarlo al mondo intero. Solo questa conoscenza del cuore di Dio permette all’uomo di mettersi veramente al suo seguito. Lasciandosi avvicinare e amare dagli apostoli il Cristo comunica loro il desiderio più profondo di essere amici di Dio.

Se gli apostoli hanno il bisogno di riposare col Signore non hanno l’esclusività di questo bisogno. Donato agli uomini , il Cristo è anche donato a tutti coloro che si avvicinano a Lui e desiderano entrare nel suo riposo. La folla che Gesù ha lasciato dietro di Lui all’altra riva manifesta un attaccamento profondo alla persona di Gesù e provoca la sua pietà per essa. Il Signore ha pietà per questo popolo al punto di rinunciare a tutto per donarsi a loro. E’ il Buon Pastore che sazia la fame e la sete delle sue pecorelle.

Il vangelo ci dice che gli apostoli non avevano tempo di mangiare loro stessi. Il Cristo gli invita a dare da mangiare con la moltiplicazione dei pani. IL riposo promesso e donato dal Signore è anche un tempo di ripresa per donarsi meglio. Più che donare da mangiare alla folla gli apostoli imparano qui soprattutto a donare loro stessi “Come nutrimento”. P. Antoine Chevrier diceva che il prete è “un uomo mangiato” ma non è possibile efficacemente se non diventiamo costante nutrimento per coloro a cui siamo mandati. Non è possibile fare dell’apostolato fecondo fuori della preghiera che ci unisce a Dio.

Certamente il tempo delle vacanze è un tempo donato per il riposo del corpo. Possiamo approfittare che diventi anche un tempo di risorsa dell’anima. Lasciamo il Signore Gesù essere il Buon Pastore del nostro cuore, spesso troppo sensibile alle agitazioni del mondo.

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