don Paolo Scquizzato – Commento al Vangelo del 23 Giugno 2024

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Siamo tempesta. โ€œSiamo solitudineโ€ (Rilke).

Lโ€™unica cosa veramente umana che possiamo fare รจ โ€˜mantenere la calmaโ€™.
Scendere al centro di noi e scoprirvi il luogo, la dimensione dove รจ possibile riposare nella pace, come nellโ€™occhio del ciclone, ove tutto รจ incandescenza. E lรฌ patire la trasformazione.

Si tratta di ancorarci profondamente sul โ€˜fondoโ€™ della nostra anima. Nella tempesta, โ€˜stareโ€™ in perfetta quiete al Centro di noi stessi. Dove niente e nessuno potrร  entrare, o recar danno.
Noi siamo. Siamo il nostro Essere, al di lร  di ciรฒ che abbiamo, i nomi, le cose cui ci ancoriamo.
Disarcionati, cadiamo nel Vuoto: stato dellโ€™infinitร  possibilitร .

I miti antichi, e la saggezza dei grandi ci suggeriscono che cโ€™รจ un solo modo per non lasciarsi vincere dal sentimento della paura: abitarla. Fino in fondo. Lร  si compirร  lโ€™autentico miracolo della nostra esistenza: costatare che lโ€™angoscia รจ solo un errore di prospettiva.

Non siamo cosa che puรฒ essere perduta. Ma uno con lโ€™Uno. Epifania dellโ€™incommensurabile.

Siamo lโ€™altro nome di Dio.

Per gentile concessione di don Paolo Scquizzato

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