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don Domenico Bruno – Commento al Vangelo del 22 Febbraio 2024

Oggi festa della Cattedra di Pietro, ossia dell’insegnamento di san Pietro sul quale è fondata tutta la nostra fede e la nostra Chiesa cattolica. Molti infatti credono che ci siano molte cose inventate dai cattolici riguardo l’istituzione della Chiesa. Il fatto è che nel tempo la Chiesa ha dovuto iniziare a parlare in modo umano per mettersi al passo con le organizzazioni laiche al fine di portare il vangelo anche lì. Nessuna istituzione può restare avulsa dalla realtà e dalle modalità umane.

La Chiesa è un’istituzione di fede, qualcuno può dire che debba riguardare solo le cose spirituali, ma noi sappiamo che lo Spirito si è incarnato, il Verbo è entrato nel tempo e ha vissuto seguendo le regole del tempo finito, ma dando esempio di come si possano orientare quelle regole verso un amore infinito.

Ecco, questo è lo scopo della Chiesa: vivere nel mondo, ma cercando di scardinare quei ragionamenti del mondo che nulla hanno a che fare con la vita, con l’amore, con il rispetto… e quindi aiutando l’uomo a  scoprire una realtà di vita ben superiore a quella mercantile e della sopraffazione a tutti i costi.

È quello che chiede accoratamente l’apostolo Pietro nella Prima lettura di oggi: “pascete il gregge di Dio che vi è affidato, sorvegliandolo non perché costretti ma volentieri, come piace a Dio, non per vergognoso interesse, ma con animo generoso, non come padroni delle persone a voi affidate, ma facendovi modelli del gregge”.

Ogni pastore, ma in generale ogni cristiano che opera nella Chiesa, è chiamato a vivere in modo esemplare la fede che dice di avere in Dio. Spesso ci lasciamo turbare dalle vicende del mondo e sembra quasi che non ci sia via di scampo, quindi iniziamo a pensare che tanto vale adattarsi alla mentalità di tutti e se tutti sbagliano, perché io devo essere da meno? In fondo, quale vantaggio ne traggo?

Ecco perché nella preghiera di colletta della messa di oggi si prega: “Dio onnipotente, concedi che tra gli sconvolgimenti del mondo non si turbi la tua Chiesa, che hai fondato sulla roccia della professione di fede dell’apostolo Pietro”.

La Chiesa siamo noi tutti battezzati, ogni peccato o cattivo esempio, anche se nascosto, è scandalo per tutti i fratelli e sorelle; e la roccia è Gesù Cristo: Pietro ha dato la sua vita per Gesù, a costo di non tradirlo, spesso noi invece, pur di non sentirci da meno agli altri, o pur di non rimanere indietro alle logiche del mondo, mettiamo da parte Cristo.

Fai tua, allora, la domanda che nel Vangelo di oggi Gesù rivolge ai suoi discepoli: Chi dite che io sia?

  • Chi è il Cristo per te? Quanto vale la pena per te scommettere in Lui e fondare la tua vita su di Lui a scapito del mondo? Perché spesso non ci riesci?

Fonte: il blog di don Domenico | Unisciti al suo canale Telegram @annunciatedaitetti oppure clicca QUI |Visita anche il suo canale YOUTUBE