Un po’ strano il Signore, no? Cioè sembra quasi non importarsi della Sua famiglia, degli Suoi affetti, delle Sue origini, di coloro con i quali è cresciuto, di coloro che desiderano vederlo perché chissà da quanto tempo era via. Forse però il Signore non vuole essere strano, anzi probabilmente vuole provocarci e scuoterci.
Perché a volte, anche siamo quelli che “stanno dentro”, se siamo quelli che si definiscono cristiani, quelli che credono di sapere tutto, diventiamo un po’ come la folla, che mandiamo a dire le cose al Signore, ma in realtà degli altri e di Lui sappiamo ben poco e quindi diventiamo incapaci di far avvicinare a Lui coloro che desiderano davvero tanto vederlo perché forse è da un po’ che l’hanno perso, anzi è da un po’ che hanno perso la Speranza, la Gioia, la Vita!
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Che fare quindi? Forse c’è bisogno di riconoscerci anche noi desiderosi di vederlo, di toccarlo, di ascoltarlo, di assaporarlo, di viverlo. Perché è solo frequentandolo che impariamo ad assomigliargli sempre di più, che assumeremo i suoi tratti, i suoi comportamenti e atteggiamenti. Solo così la gente al vederci potrà dirci “ma sei tale e quale a tuo fratello!”
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