Commento al Vangelo del 28 ottobre 2012 – don Mauro Pozzi

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Il commento al Vangelo della domenica a cura di don Mauro Pozzi parroco della Parrocchia S. Giovanni Battista, Novara.

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IL VALORE DELLA PREGHIERA

Il verbo vedere non si riferisce solo allโ€™uso degli occhi, ma significa anche saper cogliere e comprendere la realtร  in senso piรน ampio. La vista ci permette di orientarci costruendo la mappa dello spazio in cui ci muoviamo. Questo spazio รจ anche interiore. In questโ€™ultima dimensione siamo per lo piรน tutti ciechi. Bartimeo rappresenta la nostra incapacitร  di vedere interiormente. Come il cieco noi ci rendiamo conto della presenza di Dio, lo sentiamo, ma non riusciamo a vederlo con chiarezza. Bartimeo perรฒ non si dร  per vinto, รจ deciso a incontrare Gesรน che gli passa vicino e si mette a gridare ripetutamente il suo desiderio: Figlio di Davide, Gesรน, abbi pietร  di me! Questo รจ lโ€™atteggiamento della preghiera. Dice Santโ€™Agostino: Il pregare consiste nel bussare alla porta di Dio e invocarlo con insistente e devoto ardore del cuore. Come ci ha insegnato il Maestro stesso, non sono necessarie molte parole nella preghiera dato che il Signore conosce benissimo le nostre necessitร . Quello che vuole da noi รจ un cuore ardente, un sincero desiderio di comunione con Lui. Come dice lโ€™Apocalisse (3,20): Ecco, sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrรฒ da lui, cenerรฒ con lui ed egli con me. Il Signore rispetta sempre la nostra libertร  e non si impone, sta a noi accogliere il suo invito. La preghiera ripetuta esprime un atteggiamento. Dispone il cuore allโ€™accoglienza, permettendo cosรฌ a Dio di raggiungerci. Molti perรฒ rimproverano il cieco perchรฉ smetta di gridare. Molti insinuano che pregare non serve perchรฉ tanto non si viene mai esauditi. Il fatto รจ che il Signore non รจ un distributore automatico di grazie, Lui vuole il nostro bene e ci dร  quello che veramente ci serve. Al primo posto cโ€™รจ la salute dellโ€™anima e quindi se chiediamo la fede, la forza di fare il bene e di amare ci verrร  data. Bartimeo รจ un uomo nel buio e chiede la luce, come noi sente la presenza di Gesรน, ma non riesce a vederlo e allora lo invoca con tutte le sue forze. Coraggio! Alzati, ti chiama! La vera guarigione del cieco รจ che vede la Luce, cioรจ il Maestro. La salute del corpo conta relativamente, infatti nessuno puรฒ sfuggire alla morte. Perfino Lazzaro, benchรฉ resuscitato, ha dovuto morire una seconda volta! Se lโ€™anima non รจ sana invece, รจ un problema molto piรน serio. A quella che Francesco nel Cantico delle Creature chiama la morte secunda, non cโ€™รจ rimedio. Anche noi dunque dobbiamo invocarlo con tutto il cuore perchรฉ si mostri a noi in modo che ci sia possibile, come Bartimeo, vederlo e poterlo seguire lungo la strada.

Mc 10, 46-52

In quel tempo, mentre Gesรน partiva da Gรจrico insieme ai suoi discepoli e a molta folla, il figlio di Timรจo, Bartimรจo, che era cieco, sedeva lungo la strada a mendicare. Sentendo che era Gesรน Nazareno, cominciรฒ a gridare e a dire: ยซFiglio di Davide, Gesรน, abbi pietร  di me! ยป. Molti lo rimproveravano perchรฉ tacesse, ma egli gridava ancora piรน forte: ยซFiglio di Davide, abbi pietร  di me!ยป. Gesรน si fermรฒ e disse: ยซChiamatelo!ยป. Chiamarono il cieco, dicendogli: ยซCoraggio! ร€lzati, ti chiama!ยป. Egli, gettato via il suo mantello, balzรฒ in piedi e venne da Gesรน. Allora Gesรน gli disse: ยซChe cosa vuoi che io faccia per te?ยป. E il cieco gli rispose: ยซRabbunรฌ, che io veda di nuovo!ยป. E Gesรน gli disse: ยซVa’, la tua fede ti ha salvatoยป. E subito vide di nuovo e lo seguiva lungo la strada.

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