La parabola dei vignaioli che Gesรน racconta nel Vangelo di oggi รจ tutta spiegata innanzitutto nel suo incipit: โUn uomo piantรฒ una vigna, vi pose attorno una siepe, scavรฒ un torchio, costruรฌ una torre, poi la diede in affitto a dei vignaioli e se ne andรฒ lontanoโ. Piantare, recintare, scavare, costruire, dare, sono tutti verbi che riguardano il Padrone della vigna. Il grosso lo ha fatto lui.
Chi si mette a lavorare non ha piantato, non ha recintato, non ha scavato, non ha costruito, non ha dato, ma ha solo coltivato. In pratica la vita, simboleggiata da questa vigna, non ce la siamo dati da soli, non lโabbiamo fatta noi, non lโabbiamo voluta per primi, non lโabbiamo resa possibile, ma lโabbiamo solo ricevuta, come un dono, come una consegna.
E seppur questo Padrone se ne va lontano e la lascia in mano a noi, lo fa con due grossi motivi: fidarsi, e tornare. Solo uno che si fida di te puรฒ lasciare le cose in mano a te. Ma solo uno che ti vuole davvero bene alla fine torna affinchรฉ tu non rimanga incastrato nelle logiche della vigna, ma ti ricordi che non devi caricarti del peso del Padrone, ma solo dellโonere di chi collabora. Eppure lโarrivo del servo inviato del Padrone che chiede conto della vigna รจ visto come una minaccia.
Percepiamo sempre come una minaccia chi ci costringe a dover fare i conti con ciรฒ che abbiamo fatto, che siamo stati, che abbiamo ottenuto. Ci si convince che la libertร รจ non dover rendere conto a nessuno. Ma la libertร รจ rimanere se stessi. E poter rimanere se stessi significa ricordarci che possiamo diventare anche le persone piรน grandi del mondo, ma non siamo i Padroni di questa vita e che alla fine dovremmo riconsegnare, rendere conto di ciรฒ che ci รจ stato affidato.
Giocare troppo a fare i Padroni ha come rischio quello di farci incattivire fino al punto da uccidere โil figlio del Padroneโ: โQuesti รจ l’erede; su, uccidiamolo e l’ereditร sarร nostraโ. Vogliamo far fuori Cristo dalla storia pensando cosรฌ di diventarne i padroni, ma questa รจ la menzogna preferita del diavolo.
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Lโimmagine che usa Gesรน nel Vangelo di oggi รจ di grande efficacia. Infatti attraverso la storia del padrone della vigna Egli indica chiaramente che la piรน grande illusione che noi uomini coltiviamo รจ lโillusione del possesso. Viviamo come se questa nostra vita ce la fossimo data da soli. Ma questa vita non ce la siamo data da soli ma lโabbiamo ricevuta. Il padrone della vigna รจ lui in prima persona a faticare, e solo in un secondo momento consegna il frutto della sua fatica alle cure dei vignaioli: โUn uomo piantรฒ una vigna, vi pose attorno una siepe, scavรฒ un torchio, costruรฌ una torre, poi la diede in affitto a dei vignaioli e se ne andรฒ lontanoโ. Anche noi entriamo in scena solo dopo che abbiamo ricevuto come dono la vita, a patto perรฒ di non dimenticare che non ne siamo i padroni e che cโรจ differenza tra lโessere creature ed essere creatori. […] Continua a leggere qui.
โ๏ธ Commento al brano del Vangelo di: โ Mc 12,1-12
AUTORE: don Luigi Maria Epicoco
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