ยซIo sono la via, la veritร e la vitaโฆ Nessuno viene al Padre mio se non per mezzo di meยป
Come sei buono, mio Dio! Come tutte le tue parole, in queste ore piรน che mai estreme, se possibile, tendono ad ยซaccendere sulla terra questo fuocoยปย dellโamore di Dio, che ยซsei venuto a portare in essaยป e che il tuoย solo desiderioย รจ di vedere che si accenda: ยซChe cosa voglio, se non che si accenda?ยป. Ciย stabilisciย qui nelย tuo amoreย con una forza divina gettandoci nellโimitazioneย di colui che รจ la sola ยซviaยป, nella fede, nella vita di fede, cioรจ nellโobbedienzaย a colui che รจ la sola ยซveritร ยป, nella partecipazione allaย santa Eucaristia, con la quale ci uniamo a colui che รจ la sola ยซvitaยปโฆ
Quanto lโimitazioneย indissolubilmente unita allโamore (quando lโamore si rivolge a Dio), quantoย lโobbedienzaย indissolubilmente unita allโamore (quando lโamore si rivolge a Dio), quanto laย santa Eucaristiaย che รจ Dio stesso, cioรจ ยซlโamoreยป stesso (ยซDeus est charitasยป), ci dispongono allโamore, ciย stabilisconoย in esso e nello stesso tempo ciย confermanoย in esso, evidentementeโฆ Come sei buono, mio Dio, ad avere comeย solo desiderioย di darci la sola cosa nella quale consiste tutta la nostra felicitร in questa vita e nellโaltra, quella che fa del cielo il cielo, e quella che farebbe della terra il cielo se potessimo riceverla pienamente quaggiรน: questa sola cosa, ยซlโunica necessariaยป, รจ di amarti, o Gesรน!ย Imitiamo Gesรน, sola ยซviaยปโฆ
Per quanto poco lo amiamo, come ci sarebbe facile: lโamore ha sete di imitare, ne ha bisogno, cerca per sua natura di identificarsi col Beneamato, di stringersi a lui al punto da fare una cosa sola con lui: non essendo possibile quaggiรน questa unificazione, questa identificazione, questa perdita totale nel Beneamato, questo assorbimento di chi ama nel Beneamato, lโanima si getta con tutte le sue forze nellโimitazione, mezzo di unificazione inferiore, incompleto, primo grado soltanto, ma il solo possibile quaggiรน, dellโunificazione che รจ il fine dellโamore e che non si realizzerร perfettamente se non in cielo (non si tratta qui se non dellโamore divino, il solo che possa essere lโamore perfetto, il solo che possa e debba lasciarsi andare a seguire questo bisogno di imitazione totale che รจ nella natura dellโamore, perchรฉ solo si rivolge ad un Essere perfetto)โฆย Obbediamo a Gesรน, solaย ยซveritร ยปโฆ
Per quanto poco lo amiamo, questo ci sarร facile: lโamore ha sete di obbedire; (nellโamore umano, esso non deve sempre lasciarsi andare a questa sete di obbedire, nรฉ alla sete di imitare, a causa delle imperfezioni di ogni creatura: ma nellโamore divino, il solo che possa essere lโamore perfetto, poichรฉ lโamore si rivolge ad un essere infallibile e perfetto, puรฒ e deve lasciarsi andare a seguire questo bisogno di obbedire al Beneamato che fa necessariamente parte dellโamore, per la natura stessa dellโamore); lโamore ha sete di adorare, di prostrarsi, di annientarsi ai piedi del Beneamato; ha sete di donarsi, di mettere ai piedi del Beneamato tutto ciรฒ che ha e tutto ciรฒ che รจ: questoย annientamento, comeย questo dono totale di sรฉ, contengono la perfetta obbedienza; lโamore prova un bisogno irresistibile di cessare di essere, di non esistere piรน per sรฉ, di fondersi e di perdersi nel Beneamato, che, ai suoi occhi, รจ la sola cosa esistente nellโuniverso, e fuori dal quale tutto gli sembra il nulla.
La perfetta obbedienza รจ racchiusa in questo assorbimento, in questa perdita di tutto lโessere, in questo sprofondamento, inย questa cessazione di ogni vita personaleย per perdersi e fondersi nellโesistenza del Beneamato: lโamore ama tutto, approva tutto, ammira tutto nel Beneamato, e non ama niente, non approva niente, non ammira niente al di fuori del Beneamato; da ciรฒ segue che tutto ciรฒ che dice, pensa, fa il Beneamato, gli appare come il solo bene, la sola cosa perfetta, e come ciรฒ che รจ piรน perfetto, il piรน perfetto possibile, il divino. La perfetta obbedienza segue necessariamente una tale fede nella perfezione superiore, incomparabile, divina, di tutte le volontร , di tutti i pensieri, di tutti gli ordini, di tutte le parole, di tutti gli esempi del Beneamatoโฆ Riceviamo nellaย santa Eucaristiaย Gesรน, sola ยซvitaยปโฆ ยซChi mangia me,ย viveย per meยปโฆ ยซChi mangia di questo paneย viveย eternamenteยปโฆ
ยซChi mangia il mio corpo ha laย vitaย eternaยปโฆ ยซChi mangia il mio corpo dimora inย meย eย ioย in luiยปโฆ ยซChi mangia questo paneย viveย eternamenteยปโฆ ยซSe non mangiate la carne del Figlio dellโUomo, non avrete laย vitaย in voiยปโฆ Riceviamo Gesรน nostra ยซvitaยป,ย il piรน spesso possibileย per quanto dipenderร da noi, riceviamo il nostro Beneamatoย preparando nel miglior modo possibileย la nostra anima alla sua visita; riceviamoloย facendogli la miglior accoglienza possibile, come si riceve il Beneamato non solamente che viene a noi, ma che viene in noi, e si dona, si consegna, si abbandona per essere totalmente posseduto da noi.
Traduzione a cura delle Discepole del Vangelo. Fonte
La vicenda spirituale di Charles de Foucauld (1858-1916) continua anche oggi ad essere motivo di interesse diffuso tra cristiani e non cristiani, poichรฉ si affida a valori umani sempre piรน cercati, diventati ormai rari nelle nostre comunitร civili: il primato di Dio, le relazioni umane, la cura del prossimo, la qualitร della vita ordinaria.Il vangelo rimane la parola piรน autorevole per introdurre il credente ad una vita autentica. Charles de Foucauld ha sostato a lungo sui testi evangelici, per imparare a vivere in modo fedele un’esistenza degna di essere vissuta: una vita a imitazione di Gesรน. Le meditazioni sul vangelo di Giovanni, che egli ha realizzato in Terra santa, possono essere considerate come un insieme di lezioni di vita cristiana, una raccolta di indicazioni pedagogiche per imparare, giorno dopo giorno, a seguire il Signore nella propria condizione di vita, in ascolto delle reali esigenze del mondo d’oggi.
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Immagine iniziale: ERMITAGE PERE CHARLES DE FOUCAULD – ASSEKREM di Salim B su flickr.com
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