p. Gaetano Piccolo S.I. – Commento al Vangelo di domenica 8 Gennaio 2023

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Una missione

Se ci chiedessimo di tanto in tanto quale sia la missione, il compito, che la vita ci sta affidando o che ci ha affidato, forse riusciremmo piรน facilmente a trovare il senso della nostra vita. Viviamo per lo piรน lasciandoci portare dalla corrente, dallโ€™abitudine, dalle urgenze oppure alimentiamo le nostre fantasie, magari anche i nostri desideri, senza perรฒ arrivare mai a concretizzare quel progetto che ci portiamo nel cuore. Sรฌ, perchรฉ cercare di realizzare la missione della propria vita significa inevitabilmente compromettersi.

Un itinerario

Il Vangelo di Matteo ci presenta, nel testo che la liturgia ci consegna in questa domenica, lโ€™inizio della missione di Gesรน e in questo modo ci mette davanti anche un itinerario, delle tappe, che valgono per ognuno di noi. Prima di tutto infatti Gesรน non rimane fermo: non resta in Galilea, dove in qualche modo si era creato anche un contesto familiare ed amichevole, quella che avrebbe potuto diventare una zona di conforto, che come sempre rischia anche di essere una trappola. Gesรน ritorna invece verso il Giordano, un luogo fortemente simbolico per dare inizio alla sua missione. Il Giordano infatti รจ il luogo che aveva segnato lโ€™ingresso del popolo di Israele nella terra promessa: lรฌ, Giosuรจ, nome simile a quello di Gesรน, aveva preso il popolo per mano e lo aveva accompagnato in questa nuova avventura, ora Gesรน prende per mano questo popolo di peccatori, di cui anche noi facciamo parte, e ci invita a seguirlo nella vita eterna, la vita piena.

Vicinanza

Gesรน ci fa vedere un Dio che non rimane distante, ma scende nelle nostre miserie: Gesรน si immerge in quelle stesse acque dove la gente aveva lasciato i propri peccati. Gesรน si lascia sporcare, perchรฉ รจ lโ€™unico modo per sanare quelle acque. Come diceva Nouwen, ne Il guaritore ferito, se vuoi salvare un bambino intrappolato tra le fiamme di un incendio, devi essere disposto a lasciarti bruciare: Gesรน ci salva confondendosi tra noi peccatori, al punto da essere considerato anche lui, che รจ lโ€™innocente, un peccatore come noi. Lโ€™atteggiamento opposto, che tante volte รจ invece il nostro, รจ quello della sposa del Cantico dei Cantici, la quale si rifiuta di aprire allo sposo che bussa, dicendo che non vuole sporcarsi i piedi che ha appena lavato!

Dio invece si fa vicino, diventa accessibile: per Gesรน si aprono i cieli, il velo si squarcia, Dio diventa visibile. I cieli si aprono in favore di Gesรน, ma potremmo anche dire che si aprono a causa sua, perchรฉ Gesรน rende Dio visibile. Quella vicinanza di Dio era stata resa possibile, in precedenza, attraverso la parola dei profeti, poi il cielo si era chiuso, la profezia era cessata. Ora in Gesรน i cieli si aprono di nuovo e in modo definitivo, perchรฉ Gesรน รจ la parola incarnata che non smetterร  mai piรน di parlarci. Grazie a Gesรน, i cieli restano aperti per sempre.

Sorprese

Giovanni Battista rimane meravigliato davanti al modo in cui Dio si rivela in Gesรน: questo modo di fare di Gesรน sconvolge i suoi schemi e le sue convinzioni, al punto che vorrebbe impedire a Dio di manifestarsi in quel modo che per Giovanni Battista resta incomprensibile. Anche a noi, a volte, Gesรน chiede di lasciarlo operare per quanto non sia il modo in cui noi ci saremmo aspettati di vedere lโ€™azione di Dio.

Eppure รจ proprio questo Gesรน e non un altro che rivela il vero volto di Dio. รˆ il servo, lโ€™eletto, che

ยซNon griderร  nรฉ alzerร  il tono,

non farร  udire in piazza la sua voce,

non spezzerร  una canna incrinata,

non spegnerร  uno stoppino dalla fiamma smortaยป (Is 42,1-3).

Forse avremmo preferito un Dio che grida, che distrugge il nemico, che si impone con la sua forza. Non sempre siamo pronti e disposti ad accogliere il volto con cui Dio si rivela nella nostra vita.

Anche Giovanni Battista deve riconoscere che in Gesรน si compie la Scrittura al di lร  delle sue convinzioni. Dice infatti di aver visto lo Spirito scendere su di lui come una colomba, unโ€™immagine che attraversa tutto lโ€™Antico Testamento. Troviamo per esempio lโ€™immagine della colomba in alcuni passi significativi:

  • e la colomba tornรฒ a lui sul far della sera; ecco, essa aveva nel becco un ramoscello di ulivo. Genesi 8,11
  • Dico: ยซChi mi darร  ali come di colomba,

per volare e trovare riposo? Salmo 54,7

  • O mia colomba, che stai nelle fenditure della roccia,

nei nascondigli dei dirupi,

mostrami il tuo viso. Cantico dei Cantici 2,14

Ma potremmo pensare anche allo spirito che aleggiava sulle acque allโ€™inizio della creazione e anche al profeta Giona, il cui nome vuol dire appunto colomba.

Dallโ€™inizio alla fine

In ogni inizio, come sempre, cโ€™รจ giร  la fine: Gesรน assume fin dallโ€™inizio il suo destino, non si sottrae, ma lo porta a compimento. Lo comprendiamo, confrontando questo testo di Matteo con i versetti che riguardano la scena del Golgota:

GiordanoGolgota
Gesรน si immerge nelle acque.Gesรน si immerge nella morte.
Si squarcia (cf Mc skizรฒ) il cielo.Si squarcia (skizรฒ) il velo del tempio.
Gesรน riceve lo spirito.Gesรน dona lo spirito.
Il Padre chiama il Figlio (Questi รจ il Figlio mioโ€ฆ).Il Figlio chiama il Padre (Padre perchรฉ mi hai abbandonato?).
รˆ riconosciuto figlio dal Padre.รˆ riconosciuto figlio dal fratello-peccatore.

In Gesรน, nel nostro battesimo, abbiamo ricevuto la grazia che ci permette di ricominciare in ogni momento. Si tratta di assumere e portare a compimento la nostra missione, sapendo che il Signore non prenderร  mai le distanze da noi!

Leggersi dentro

  • Qual รจ il compito a cui oggi sei chiamato?
  • Quali sono gli ostacoli che oggi ti impediscono di concretizzare i tuoi progetti?

per gentile concessione di P. Gaetano Piccolo S.I.
Fonte