don Vincenzo Marinelli – Commento al Vangelo del 6 Novembre 2022

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“I Sadducèi dicono che non c’è risurrezione”

Quando si immagina la vita eterna non si hanno le idee chiare. Non le avevano i Sadducéi, i quali negavano addirittura l’idea stessa che si potesse risorgere, nè è umanamente possibile a noi concepirla adeguatamente. Per questo la Parola di Dio ci è di aiuto, perché ci dona delle informazioni certe e preziose per poterla comprendere, in modo da non ingannarci con l’immaginazione o con teorie fantasiose come la reincarnazione e simili.

La certezza che la risurrezione esiste è scritta nel nostro cuore innanzitutto. Ne facciamo esperienza quando amiamo qualcuno. Quando l’amore è profondo e si dice “ti amo”, nel nostro cuore non c’è un associazione temporale, ma si intende “per sempre”, in modo stabile e continuativo, ieri e allo stesso modo oggi, e ho intenzione di farlo anche domani. Allo stesso modo quando perdiamo una persona cara, sentiamo che c’è un legame così profondo che non si può perdere con la morte.

Il dolore che si prova nel non vederla più, ci appare quasi come un tradimento improvviso dell’esperienza che si è accumulata nel tempo, soffriamo perchè quella relazione ci sembrava duratura e connaturale alla nostra stessa vita, in un certo qual modo eterna. La nozione di eternità è dunque già scritta dentro di noi e può aiutarci a moderare l’ansia e la frenesia quotidiana. Questa infatti è, in un certo senso, il tentativo di realizzare quante più cose possibili, i nostri programmi, perchè inconsciamente sappiamo che il tempo a nostra disposizione è breve.

Meditare sul modo in cui sarà vissuta l’eternità, secondo l’insegnamento del Vangelo, ci aiuta a gustare e vivere meglio il tempo che abbiamo a disposizione, a fare le scelte più giuste per dimorare stabilmente nell’eternità beata.

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