Lโoccasione per i brevi detti di Gesรน della pagina del vangelo odierno รจ spiegata nel versetto dโapertura: ยซUna folla numerosa andava con Gesรน. Egli si voltรฒ e disseยป. La genteย andavaย e Gesรนย si volta: il lettore capisce che รจ ripreso il viaggio. Abbiamo lasciato Gesรน con i suoi discepoli mentre erano a tavola, cosรฌ come ricordiamo dal primo versetto del capitolo quattordicesimo, che stiamo leggendo (Lc 14,1: ยซUn sabato si recรฒ a casa di uno dei capi dei farisei per pranzare ed essi stavano a osservarloยป) e dalla situazione del vangelo di domenica scorsa (sulla scelta dei posti e degli invitati), e ora lโevangelista richiama lโattenzione al viaggio che Gesรน ha intrapreso (al cap. 9) e che giungerร a compimento nella cittร santa di Gerusalemme.
Il contesto precedente โ quello del banchetto โ si chiudeva con parole di invitoย per tutti, estese ad ogni categoria di persone purchรฉ la casa sia riempita (Lc 14,23: ยซEsci per le strade e lungo le siepi e costringili ad entrare, perchรฉ la mia casa si riempiaยป); ora invece le parole di Gesรน aggiungono qualcosa e chiarisconoย come poter entrare in quella casa. Si tratta delle condizioni per seguire Gesรน, perchรฉ alcune regole per essere discepoli sono necessarie. Ancora una volta queste parole, come quelle sopra dette agli invitati alle nozze, sonoย per tutti, ovvero per tutti coloro che vogliono dirsi cristiani. Lโinvito ad amare Gesรน piรน dei propri genitori, a portare la croce, e a rinunciare agli averi non รจ qualcosa per โpersonale specializzatoโ, ma per i cristiani.
Le parole sul rapporto con la famiglia sono presenti anche nel vangelo di Matteo, in modo quasi identico (come vedremo subito), ma lรฌ mancano le due brevi parabole, quella sulla torre e quella sul re in guerra, che sono quindi materiale propriamente lucano, che lโevangelista attinge dalla sua fonte speciale.
Conviene soffermarsi sulla prima espressione, che puรฒ portare a fraintendimenti. Il linguaggio dellโamareโodiareย รจ effettivamente molto duro: ยซSe uno viene a me e non mi ama piรน di quanto ami suo padre, la madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non puรฒ essere mio discepoloยป (14,25). Gesรน chiede un rifiuto dei rapporti umani, un isolamento, una rigiditร con gli altri, anche con quelli della propria famiglia? No, odiare qui significa โposporreโ. ร un ebraismo, presente soprattutto nel Primo Testamento, come in Gen 29,31 (e infatti CEI rende la lettera dellโebraico ยซLia veniva odiataยป con ยซLia veniva trascurataยป, intendendo che veniva โmessa in secondo pianoโ da Giacobbe) ma anche in Mt 6,24 (ยซNessuno puรฒ servire due padroni, perchรฉ oย odierร lโuno e amerร lโaltro, oppure si affezionerร allโuno e disprezzerร lโaltro. Non potete servire Dio e la ricchezzaยป).
Proprio Matteo ci aiuta a capire meglio queste parole, perchรฉ le riporta, ma in una forma โattenuataโ, cioรจ senza usare il verbo โodiareโ (ma un comparativo) in Mt 10,37: ยซChi ama padre o madreย piรน diย me, non รจ degno di me; chi ama figlio o figlia piรน di me, non รจ degno di meยป. In conclusione, Gesรน ยซnon dice che il discepolo deve voler il male per i propri familiari o soffocare i sentimenti di affetto che Dio stesso ha messo nel cuore di ogni uomo per i suoi vicini. Non si tratta di negare lโaffetto, ma di subordinarlo: viene chiesto al discepolo di posporre, quando รจ necessario, anche coloro che, per volontร di Dio, occorre amare: i propri familiariยป (G. Rossรฉ).
Si tratta quindi di una condizione comune, che puรฒ capitare a ciascun credente in Gesรน nei rapporti con i familiari ma anche con propri vicini, insomma con quelli che possono risultare un eventuale ostacolo allโessere discepoli. Non si fatica, infatti, a intravedere nelle coppie di termini โpadre-madreโ, โfiglio-figliaโ, โfratelli-sorelleโ (che raccogliamo sia da Luca sia da Matteo) lโartificio retorico semitico del merismo, con il quale si intende tutto quanto compreso nei termini estremi (come per lโโentrare-uscireโ del Sal 121,8, ยซquando esci e quando entriยป, che indicaย ogni momentoย tra i due momenti dellโentrare e uscire di casa); nel nostro caso, insomma, si deve subordinare ogni relazione umana a quella con Dio. Non perchรฉ le relazioni vengano umiliate, ma si accrescano nellโamore.
Indicazioni per tutti i credenti in Cristo, abbiamo giร detto, e per ogni momento della vita. Certo, perรฒ, chiunque ha lasciato la propria casa per una scelta di totale consacrazione a Dio potrebbe spiegare questi versetti con la propria esperienza, magari di sofferenza, per il distacco o per lโincomprensione o il disprezzo dei familiari. Cosa dire poi delle divisioni che avranno avuto luogo al tempo dei primi cristiani, quando questi si sono divisi dai fratelli nella fede che non credevano in Gesรน?
Seguono le parole sul portare la croce, giร incontrate in Lc 9,23, e infine le due brevi parabole. Come detto allโinizio di questo commento, รจ da lรฌ che si parte per capire che cosa comporti essere discepoli. Queste parabole hanno in comune un denominatore che รจ lโidea della lotta e della perseveranza. Seguire Gesรน รจย comeย costruire una torre: occorre impegno e costanza, come il costruire una casa sulla roccia (cf. Mt 7,24); รจย comeย andare in guerra, perchรฉ spesso ogni la rinuncia quotidiana agli averi comporta davvero una lotta.



