Padre Giulio Michelini – Commento al Vangelo del 4 Settembre 2022

501

Lโ€™occasione per i brevi detti di Gesรน della pagina del vangelo odierno รจ spiegata nel versetto dโ€™apertura: ยซUna folla numerosa andava con Gesรน. Egli si voltรฒ e disseยป. La genteย andavaย e Gesรนย si volta: il lettore capisce che รจ ripreso il viaggio. Abbiamo lasciato Gesรน con i suoi discepoli mentre erano a tavola, cosรฌ come ricordiamo dal primo versetto del capitolo quattordicesimo, che stiamo leggendo (Lc 14,1: ยซUn sabato si recรฒ a casa di uno dei capi dei farisei per pranzare ed essi stavano a osservarloยป) e dalla situazione del vangelo di domenica scorsa (sulla scelta dei posti e degli invitati), e ora lโ€™evangelista richiama lโ€™attenzione al viaggio che Gesรน ha intrapreso (al cap. 9) e che giungerร  a compimento nella cittร  santa di Gerusalemme.

Il contesto precedente โ€“ quello del banchetto โ€“ si chiudeva con parole di invitoย per tutti, estese ad ogni categoria di persone purchรฉ la casa sia riempita (Lc 14,23: ยซEsci per le strade e lungo le siepi e costringili ad entrare, perchรฉ la mia casa si riempiaยป); ora invece le parole di Gesรน aggiungono qualcosa e chiarisconoย come poter entrare in quella casa. Si tratta delle condizioni per seguire Gesรน, perchรฉ alcune regole per essere discepoli sono necessarie. Ancora una volta queste parole, come quelle sopra dette agli invitati alle nozze, sonoย per tutti, ovvero per tutti coloro che vogliono dirsi cristiani. Lโ€™invito ad amare Gesรน piรน dei propri genitori, a portare la croce, e a rinunciare agli averi non รจ qualcosa per โ€œpersonale specializzatoโ€, ma per i cristiani.

Le parole sul rapporto con la famiglia sono presenti anche nel vangelo di Matteo, in modo quasi identico (come vedremo subito), ma lรฌ mancano le due brevi parabole, quella sulla torre e quella sul re in guerra, che sono quindi materiale propriamente lucano, che lโ€™evangelista attinge dalla sua fonte speciale.

Conviene soffermarsi sulla prima espressione, che puรฒ portare a fraintendimenti. Il linguaggio dellโ€™amareโ€“odiareย รจ effettivamente molto duro: ยซSe uno viene a me e non mi ama piรน di quanto ami suo padre, la madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non puรฒ essere mio discepoloยป (14,25). Gesรน chiede un rifiuto dei rapporti umani, un isolamento, una rigiditร  con gli altri, anche con quelli della propria famiglia? No, odiare qui significa โ€œposporreโ€. รˆ un ebraismo, presente soprattutto nel Primo Testamento, come in Gen 29,31 (e infatti CEI rende la lettera dellโ€™ebraico ยซLia veniva odiataยป con ยซLia veniva trascurataยป, intendendo che veniva โ€œmessa in secondo pianoโ€ da Giacobbe) ma anche in Mt 6,24 (ยซNessuno puรฒ servire due padroni, perchรฉ oย odierร  lโ€™uno e amerร  lโ€™altro, oppure si affezionerร  allโ€™uno e disprezzerร  lโ€™altro. Non potete servire Dio e la ricchezzaยป).

Proprio Matteo ci aiuta a capire meglio queste parole, perchรฉ le riporta, ma in una forma โ€œattenuataโ€, cioรจ senza usare il verbo โ€œodiareโ€ (ma un comparativo) in Mt 10,37: ยซChi ama padre o madreย piรน diย me, non รจ degno di me; chi ama figlio o figlia piรน di me, non รจ degno di meยป. In conclusione, Gesรน ยซnon dice che il discepolo deve voler il male per i propri familiari o soffocare i sentimenti di affetto che Dio stesso ha messo nel cuore di ogni uomo per i suoi vicini. Non si tratta di negare lโ€™affetto, ma di subordinarlo: viene chiesto al discepolo di posporre, quando รจ necessario, anche coloro che, per volontร  di Dio, occorre amare: i propri familiariยป (G. Rossรฉ).

Si tratta quindi di una condizione comune, che puรฒ capitare a ciascun credente in Gesรน nei rapporti con i familiari ma anche con propri vicini, insomma con quelli che possono risultare un eventuale ostacolo allโ€™essere discepoli. Non si fatica, infatti, a intravedere nelle coppie di termini โ€œpadre-madreโ€, โ€œfiglio-figliaโ€, โ€œfratelli-sorelleโ€ (che raccogliamo sia da Luca sia da Matteo) lโ€™artificio retorico semitico del merismo, con il quale si intende tutto quanto compreso nei termini estremi (come per lโ€™โ€œentrare-uscireโ€ del Sal 121,8, ยซquando esci e quando entriยป, che indicaย ogni momentoย tra i due momenti dellโ€™entrare e uscire di casa); nel nostro caso, insomma, si deve subordinare ogni relazione umana a quella con Dio. Non perchรฉ le relazioni vengano umiliate, ma si accrescano nellโ€™amore.

Indicazioni per tutti i credenti in Cristo, abbiamo giร  detto, e per ogni momento della vita. Certo, perรฒ, chiunque ha lasciato la propria casa per una scelta di totale consacrazione a Dio potrebbe spiegare questi versetti con la propria esperienza, magari di sofferenza, per il distacco o per lโ€™incomprensione o il disprezzo dei familiari. Cosa dire poi delle divisioni che avranno avuto luogo al tempo dei primi cristiani, quando questi si sono divisi dai fratelli nella fede che non credevano in Gesรน?

Seguono le parole sul portare la croce, giร  incontrate in Lc 9,23, e infine le due brevi parabole. Come detto allโ€™inizio di questo commento, รจ da lรฌ che si parte per capire che cosa comporti essere discepoli. Queste parabole hanno in comune un denominatore che รจ lโ€™idea della lotta e della perseveranza. Seguire Gesรน รจย comeย costruire una torre: occorre impegno e costanza, come il costruire una casa sulla roccia (cf. Mt 7,24); รจย comeย andare in guerra, perchรฉ spesso ogni la rinuncia quotidiana agli averi comporta davvero una lotta.

Fonte