Commento al Vangelo del 15 aprile 2012 – don Mauro Pozzi

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Il commento al Vangelo della domenica a cura di don Mauro Pozzi parroco della Parrocchia S. Giovanni Battista, Novara.

CREAZIONE NUOVA

Il primo giorno della settimana รจ la domenica, il giorno del Signore. Infatti per gli ebrei il sabato รจ il giorno in cui Dio si riposรฒ al termine della creazione ed รจ dunque sacro per loro. Anche Gesรน riposa nella tomba il sabato, la sua vita terrena รจ compiuta e risorge allโ€™inizio della settimana, nel giorno primo, quello della creazione del cielo e della terra, dando inizio a un mondo nuovo. La resurrezione รจ una discontinuitร  col passato, un evento unico. Nellโ€™Antico Testamento il libro del Qoelet amaramente constatava che al mondo non cโ€™รจ mai niente di nuovo, niente che non sia giร  successo e ciclicamente si ripeta. รˆ stato vero fino al giorno della resurrezione, che รจ la novitร . La fede nella resurrezione alla fine dei tempi, che giร  era presente in Israele tra i farisei, trova il fondamento in Cristo vincitore della morte. Anche noi risorgeremo col nostro corpo, ma non sarร  come quello di adesso, che si ammala e deperisce, bensรฌ un corpo glorioso come quello di Gesรน, che i discepoli stentano a riconoscere e che supera la materia conosciuta, tanto che appare e scompare e passa attraverso le porte chiuse del cenacolo. San Paolo per far capire questa trasformazione usa lโ€™immagine del seme di grano che muore e rinasce spiga (1Cor 15, 35-44). Il Maestro dunque si manifesta ai suoi alla sera della stessa domenica di Pasqua e per farsi riconoscere mostra le sue piaghe. Il suo corpo glorioso ha conservato le stigmate perchรฉ il suo sacrificio si perpetua. Ogni volta che noi celebriamo la messa rinnoviamo lโ€™offerta del Figlio al Padre. Il Signore alita su di loro in un gesto che ricorda la creazione dellโ€™uomo. Allโ€™inizio di questa settimana che segna il rinnovamento del mondo, anche lโ€™uomo รจ rinnovato con il dono dello Spirito Santo che rende partecipi del sacerdozio universale di Cristo. In particolare i vescovi, successori degli apostoli, e i sacerdoti, loro collaboratori, hanno il mandato di essere portatori del perdono di Cristo e dei segni sacramentali della sua presenza nella Chiesa. Lโ€™assenza di Tommaso รจ un regalo che Gesรน fa a tutte le generazioni future, noi compresi. Infatti la sua incredulitร  รจ la nostra. Non dobbiamo giudicarlo male, il suo proverbiale voler mettere il dito nella piaga, ci permette di essere testimoni con lui. Il Maestro lo invita a toccare con mano ed รจ come se anche noi potessimo sfiorare quelle piaghe. Tommaso cade in ginocchio: Mio Signore e mio Dio! Siamo invitati a fare lo stesso, a contemplare le ferite che significano la nostra salvezza. Lโ€™incredulitร  dellโ€™apostolo ci dร  modo di apprezzare ancora di piรน il dono inestimabile che abbiamo ricevuto.

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Gv 20, 19-31
La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesรน, stette in mezzo e disse loro: ยซPace a voi!ยป. Detto questo, mostrรฒ loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesรน disse loro di nuovo: ยซPace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voiยป. Detto questo, soffiรฒ e disse loro: ยซRicevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonatiยป. Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dรฌdimo, non era con loro quando venne Gesรน. Gli dicevano gli altri discepoli: ยซAbbiamo visto il Signore!ยป. Ma egli disse loro: ยซSe non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credoยป. Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e cโ€™era con loro anche Tommaso. Venne Gesรน, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: ยซPace a voi!ยป. Poi disse a Tommaso: ยซMetti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!ยป. Gli rispose Tommaso: ยซMio Signore e mio Dio!ยป. Gesรน gli disse: ยซPerchรฉ mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!ยป. Gesรน, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perchรฉ crediate che Gesรน รจ il Cristo, il Figlio di Dio, e perchรฉ, credendo, abbiate la vita nel suo nome

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