Trinità: matematica evangelica

Quel prete gli bocciò subito la lettera dicendogli che era troppo complicata e nonostante il tentativo di parlare semplice non si capiva nulla di Dio, uno e trino, tre persone in una sostanza…ecc. Lui gli disse che con le persone usava semplicemente la matematica, dicendo che Dio non è “UNO+UNO+UNO” (Padre + Figlio + Spirito Santo) che alla fine fa “TRE”, e quindi non più un Dio unico, ma “UNOxUNOxUNO” che matematicamente da sempre “UNO”. Il Padre è per il Figlio e per lo Spirito Santo, dentro la Trinità ognuno è così fortemente “per” l’altro che diventano una cosa sola. E’ la “matematica” dell’amore che porta ad una unità così profonda e perfetta che in Dio diventa unità.
In tutto il Vangelo Gesù, Figlio di Dio, continua ad indicare questa unità profonda con il Padre che lo ha generato e con lo Spirito Santo che viene inviato. Ma Gesù non ci racconta questa unità di Dio con delle formule teologiche (che sono utili e necessarie per la riflessione e per fissare dei concetti) ma lo fa con il racconto della sua vita, dei suoi gesti e parole. Gesù ama profondamente i suoi del suo tempo con un amore che viene dal Padre, dall’eternità del principio della storia umana, e promette che questo amore non si esaurisce con la sua morte e resurrezione legate da un contesto e ad un tempo preciso. Questo suo amore diventa eterno nella storia proprio grazie allo Spirito Santo che rende sempre “attuale” l’azione di Dio. Questa è la Trinità, un amore unico che unisce e del quale noi siamo creati ad immagine.
Dio è “relazione” di amore e noi siamo creati ad immagine dell’amore di Dio e non certo ad immagine della sua faccia.
Abbiamo quindi bisogno di conoscere Dio come Trinità, perché è una Verità che cambia non solo il nostro modo di conoscere Dio, ma anche di conoscere noi stessi e di abitare questo mondo. Ogni uomo e donna, indipendentemente dal suo credo, dalla sua cultura o provenienza, porta dentro questa immagine di Dio Amore. Per capire Dio amore non c’è altra strada che amare veramente e cercare l’unità.
E se constatiamo che se è difficile capire Dio Trinità, ancora più difficile è capirsi tra di noi, rimanere uniti nonostante le differenze, è difficile superare contrapposizioni, divisioni e guerre.
È difficile ma non impossibile! Per capire Dio e noi stessi, basta iniziare ad amare sul modello di Gesù, del suo amore, quando mostrava che era sempre “per” e mai “contro” o “sopra” il prossimo.
La matematica dell’amore evangelico, dove Dio è “UNOxUNOxUNO”, ci porta a sperare e a costruire un mondo dove non esistono più le divisioni…
Giovanni don
Fonte: il blog di don Giovanni Berti (“in arte don Gioba”)



