Per un credente non cโรจ stagione che sia infruttuosa, anche quella in cui ci si dovesse trovare di fronte a difficoltร insormontabili. La vita cristiana, infatti, รจ feconda non giร per virtรน naturali (non era la stagione dei fichi), ma in virtรน della grazia di Dio accolta in noi. Chi si lascia plasmare dallโazione dello Spirito Santo, diventa capace di realizzare anche lโimpossibile. Impossibile naturalmente che Zaccheo potesse conoscere la grazia della condivisione e che la Samaritana potesse sperimentare quella della conversione: in virtรน della grazia, invece, lโuno e lโaltra conoscono la gioia di una vita insperata.
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Mc, molto attentamente annota che quella non era stagione di fichi, quasi a voler scusare lโimpossibilitร per quellโalbero di portare il frutto che Gesรน attendeva per saziare la sua fame. Tuttavia, quando Pietro farร presente a Gesรน cosa รจ accaduto al fico, Gesรน richiamerร proprio la capacitร , per la fede, di compiere proprio ciรฒ che รจ oltre le nostre capacitร naturali: โAbbiate fede in Dio! In veritร vi dico: se uno dicesse a questo monte: ยซLรฉvati e gettati nel mareยป, senza dubitare in cuor suo, ma credendo che quanto dice avviene, ciรฒ gli avverrร . Per questo vi dico: tutto quello che chiederete nella preghiera, abbiate fede di averlo ottenuto e vi accadrร โ.
Il fico rinsecchito รจ figura del tempio nel quale Gesรน entrerร per riportarlo a ciรฒ per cui esso era deputato. Se un fico e un tempio cessano la loro funzione nel momento in cui รจ necessario, a cosa servono? Anche Dio ha fame, ha fame di un uomo che finalmente torni ad essere ciรฒ per cui รจ stato pensato e voluto.
Qual รจ il frutto che egli attende da noi se non quello della nostra conversione espressa nella disponibilitร a perdonare piuttosto che in quello di ridurre ogni cosa a un mercato, persino il rapporto con Dio?
Il fico rinsecchito, inoltre, ricorda la necessitร di non nascondere dietro delle foglie lโimbarazzo provato per il nostro essere creature. La storia dellโumanitร , infatti, conosce un peccato di origine inteso proprio come rifiuto della propria creaturalitร .
Senza un sincero chiamare per nome le proprie fragilitร e debolezze, la fede si traduce in uno scambio di prestazioni, in vero e proprio commercio.
AUTORE: don Antonio Savone
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