Nella Parola che ieri e oggi il Signore ci regala è ancora, e sempre più evidente, il contrasto tra il pensiero e l’azione del “mondo” e l’anima del Popolo Ebraico!
Nicanore, l’uomo pagano, aggredisce e deride la fede del Popolo del Signore. Il “sovrano sulla terra” nega che possa esistere “il sovrano del cielo” (ver.4)!
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Giuda Maccabeo invece confida nella “protezione del Signore”.
L’ “arma” del Popolo di Dio è la sua memoria fedele “degli aiuti che in passato erano venuti dal cielo” e che ora chiede di “aspettare la vittoria che sarebbe stata loro concessa dall’Onnipotente”! (ver.8).
Questo smaschera “la malafede delle nazioni e la loro violazione dei giuramenti” (ver.10).
L’arma dei Giudei è il conforto di quella “Parola” che non tradisce e li riempie di gioia.
A conferma di tutto questo, Giuda Maccabeo narra loro “un sogno degno di fede, anzi una vera visione” (ver.11)!!
Gli è apparso Onia, la cui persona e la cui vicenda possiamo ritrovare in 1Macc.3,1 e in 2Macc.3 e 4. Accanto a lui “un uomo distinto per età senile e maestà, circonfuso di dignità meravigliosa e piena di magnificenza”.
Onia lo presenta dicendo: “Questi è l’amico dei suoi fratelli, che prega molto per il popolo e per la città santa” e ne rivela il nome e la celebrità: “Geremia, il profeta di Dio” (ver.14).
Il “dono di Dio” che questi consegna a Giuda, una spada d’oro, è quella Parola di Dio con la quale l’attuale piccolo e povero Popolo del Signore abbatterà i nemici (ver.16). Ieri e oggi, nella pienezza della rivelazione del Cristo di Dio, tale è la vera potenza di salvezza per il popolo del Signore e per l’intera umanità!
Dio ti benedica. E tu benedicimi. Tuo. Giovanni.
A cura di don Giovanni Nicolini

