SCELTI PER ESSERE AGNELLI NEL GREGGE DEL BUON PASTORE E DONARE CON LUI LA NOSTRA VITA
AUTORE: don Antonello Iapicca
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Cristo รจ il “Pastore buono e bello” che “espone, dispone e depone” la propria vita per gli altri – secondo l’originale greco reso con “offre” – perchรฉ il lupo non ci sbrani. La bellezza di Colui che non aveva bellezza nรฉ splendore da attirare gli sguardi; la bellezza del Servo davanti al quale ci si copre la faccia, tanto era sfigurato appeso alla Croce. La Veritร fatta carne in Cristo, che appariva castigato e fallito, mentre portava il peccato di tutti e intercedeva per i peccatori; la Veritร che risplende nella Croce. Gesรน รจ il “pastore bello, buono e vero”, perchรฉ, a differenza del salariato, ha “interesse” delle pecore; ciรฒ significa che ha le pecore in sรฉ, dentro al cuore, perchรฉ questa รจ l’etimologia del termine “interesse”. Sa che Gli appartengono, le porta nella sua carne, il nome di ciascuna รจ scritta indelebilmente con il suo sangue nelle sue ferite che risplendono eternamente di Gloria. ร lรฌ che conosce le sue pecore, nel dolore infinito che ha esigito il suo amore infinito. Conoscere – ghinรดskรด – nel linguaggio biblico, significa molto piรน di una conoscenza razionale; conoscere รจ donarsi, offrire la propria vita, e arriva ad indicare anche l’unione sessuale degli sposi. Cristo รจ il Pastore bello perchรฉ รจ lo Sposo piรน bello, lo Sposo perfetto e unico per la Sposa che รจ la Chiesa, che siamo ciascuno di noi scelti e chiamati nel suo gregge. Lo Sposo bello perchรฉ la bellezza autentica che non si corrompe รจ quella che conosce non per possedere nella concupiscenza, ma che conosce per donarsi senza riserve. La conoscenza che รจ in Dio, tra Padre e Figlio, dono libero e senza limiti di spazio e tempo.
La conoscenza di Gesรน che si consegna a noi oltre ogni limite, senza fermarsi dinanzi ad alcun peccato, e ci attira nella sua bellezza e nella sua conoscenza liberandoci dalla superbia e dall’egoismo per trasformarci in Lui. Nella sua conoscenza conosciamo, ovvero nel suo dono ci doniamo, deponendo come Lui la “psichรจ” – il termine che appare nel brano di oggi tradotto con “vita” – ovvero voglia di vivere questa vita biologica, disarmati, smettendo di difenderci. Gesรน ci conosce nella veritร che dร sostanza alla bellezza; la Veritร che รจ Lui stesso, l’amore piรน forte del peccato e della morte che si fa Via per cercare e unirsi alla pecora perduta. La Veritร che non esclude nulla, di sรฉ e di noi, ci conosce amandoci sino alla fine, all’ultimo peccato, deponendo la sua Vita incorruttibile nella nostra carne corrotta, come il seme nella terra. Gesรน ci conosce per quello che siamo anche in questo istante. Non la caricatura dell’amore dei salariati, passione mercenaria scambiata per amore dai fidanzati, dagli sposi, dagli amici, dai genitori e dai figli, dai fratelli della comunitร cristiana. Non una relazione superficiale basata sull’apparenza, incapace di conoscere l’altro nel dono di se stessi senza condizioni; come accade a noi quando appare l’assoluta incompatibilitร , e abbandoniamo anche colui per il quale abbiamo fatto di tutto, anche follie che siamo illusi fossero amore. Con Cristo, invece, tutt’altra cosa, una relazione che ha origine e compimento nella veritร che รจ la realtร di ciascuno.
Lui รจ Dio sempre, anche quando noi siamo peccatori. E noi siamo peccatori, fragili, poveri, un soffio balbettante di vita, sempre. Cosรฌ ci conosce, cosรฌ lo possiamo conoscere, in un una trasfusione continua di vita e amore, in una osmosi di conoscenza che รจ il dono della propria realtร . istante dopo istante. Proprio come fa una pecora: essa non puรฒ vivere senza il pastore, perchรฉ non sa procurarsi da mangiare. Senza il pastore una pecora muore. La pecora bela, e il Pastore la chiama. La pecora ha fame, e il pastore la conduce al pascolo. La pecora รจ stanca e il pastore le provvede il riposo. Cosรฌ anche noi, gridiamo, gemiamo, preghiamo, e il Pastore bello ci parla e ci chiama. Abbiamo fame e Lui si consegna a noi come unico cibo di vita. Siamo stanchi, impauriti, oppressi dai peccati, e Lui ci offre, nel suo intimo, il luogo di rifugio e riposo, il perdono e la misericordia che ci rigenerano a vita nuova. Il gregge di Cristo รจ un segno autentico, visibile e credibile del Paradiso che ci attende. Le pecore infatti, sono l’animale che piรน si avvicina all’Adamo prima del peccato, all’uomo creato ad immagine e somiglianza del Creatore. La pecora ascolta, obbedisce e vive, cosรฌ come un cristiano liberato dalla schiavitรน del demonio e del peccato, ascolta, obbedisce e vive, giร qui, la vita celeste. E come nessuna pecora puรฒ resistere senza il gregge, perchรฉ si perderebbe e morirebbe, cosรฌ anche noi non possiamo vivere senza la Chiesa, la comunitร cristiana nella quale siamo stati chiamati.
In essa si compie la conoscenza tra ciascuno di noi e il pastore, tra lo Sposo e la Sposa. Nella Chiesa la conoscenza intima che รจ amore si dilata e abbraccia ogni fratello. In essa si impara cosรฌ ad essere cristiani, pecore di Cristo, e poi mariti, mogli, padri, madri, figli, presbiteri, suore, ma anche celibi e nubili, perchรฉ in ogni circostanza sapremo conoscere il fratello nella stessa conoscenza con la quale siamo conosciuti dal Pastore buono e bello: “conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, come il Padre conosce me e io conosco il Padre”. Come Gesรน conosce il Padre? E come il Padre conosce Gesรน? In un amore infinito, nel quale l’uno compie i desideri dell’altro perchรฉ tutto dell’uno appartiene all’altro. Non c’รจ alcuna curiositร morbosa volta a conoscere per possedere, ma l’ascolto umile della voce del Padre che risuona per noi attraverso il Figlio le cui parole ci sono predicate dalla Chiesa. E cosรฌ, uniti nell’ascolto, i fratelli si conoscono e obbediscono alla volontร del Padre che fa buona e bella ogni cosa. Prima di essere ciรฒ che siamo apparteniamo a Cristo, in una conoscenza che ci depone nel cuore e nella vita stessa di Dio. In questa appartenenza ci apparteniamo gli uni gli altri. Per questo non รจ la curiositร che spella l’altro per possederlo, precipitando in quel mondo carnale e diabolico dove si sbriciolano le relazioni: senza lo sguardo di misericordia del pastore nei nostri occhi la conoscenza delle proprie e altrui debolezze รจ puro veleno. Nell’intimitร di Cristo invece, i cristiani vivono ogni relazione senza segreti nella consapevolezza di essere tutti pecore, tutti deboli, tutti peccatori. Che segreti puรฒ avere un fratello che condivide con me la stessa ferita? Cambieranno solo i tempi e i modi in cui essa si rivela nella debolezza e nelle cadute. Per questo non importano i dettagli che il mondo rende gossip pruriginosi su cui curiosare per tenere alta la concupiscenza.
I cristiani, e rispettando i tempi e la libertร , insieme ai segreti che ciascuno ha con il suo Signore, conosce l’altro sino in fondo, perchรฉ, senza giudizi e con la sola misericordia, vi ha giร deposto la propria vita con quella di Cristo. Per le pecore dello stesso ovile di Cristo, la storia con i suoi Getsemani e i suoi Golgota, รจ giร illuminata dalla luce della Pasqua. Cosรฌ, possiamo vivere nella vita divina, amando senza riserve, oltre gli steccati dell’egoismo e della concupiscenza. Possiamo essere sinceri perchรฉ nulla รจ segreto tra noi e Cristo, e in Lui, tra noi e il Padre. Perchรฉ tutto di noi รจ trasfigurato nella sua Croce e nella sua resurrezione: perdonati e amati non dobbiamo piรน difendere la nostra vita, ormai saldamente stretta nelle mani del Pastore. Gesรน รจ per ciascuno il vino buono, il vino bello e vero delle nozze di Cana, nel cui brano รจ usato “kalos”, lo stesso termine che si riferisce al Pastore: รจ Lui che infonde la gioia, il gusto, il senso e la pienezza alla nostra vita, trasformando l’acqua delle relazioni sterili ed egoistiche, nel vino nuovo della vita che sovrabbonda al punto di essere donata. E’ Lui il Pastore-Sposo che, unito alla Sposa, depone la sua vita nel mondo perchรฉ ogni sua pecora dispersa possa, attraverso la missione della Chiesa, essere ricondotta all’unico ovile. E’ la vita della pecora, offerta a ogni uomo perchรฉ in essa tutti possano conoscere il Pastore nell’amore con cui sono conosciuti.



