Commento alle letture di domenica 28 Febbraio 2021 – Carlo Miglietta

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Il commento alle letture di domenica 28 febbraio 2021 a cura di Carlo Miglietta, biblista; il suo sito รจ “Buona Bibbia a tutti“.

Questo episodio della vita di Gesรน va capito molto bene, analizzando anche i brani paralleli degli altri Vangeli (Mt 17,1-13; Lc 9,28-36).

UNโ€™ESPERIENZA POST-PASQUALE?

โ€œL’originalitร  di questo brano, oltre che dalla scenografia tipicamente apocalittica, proviene dal contesto. Viene subito dopo l’annuncio della passione e morte del figlio dell’uomo, le rimostranze di Pietro e l’esortazione ai discepoli di seguire il maestro sulla ยซvia crucisยป. Vuole significare che al di lร  della passione esiste per Gesรน un futuro di gloria divina, che il crocifisso รจ il figlio dell’uomo che verrร  alla fine nello splendore della sua divinitร . La luce della Pasqua e della venuta finale illumina la tenebra del venerdรฌ Santo. Il servo sofferente di Dio e il figlio dell’uomo glorioso sono uniti nella stessa persona. Come valutare ora il racconto in relazione all’esperienza che i discepoli hanno avuto del maestro? Sembra di dover escludere prima di Pasqua una rivelazione del suo essere trascendente e divino. Soltanto alla luce della risurrezione essi compresero a fondo, per la prima volta, chi era Gesรน รจ il senso della sua morte tragica. Svelato l’enigma della sua persona nelle apparizioni del Risorto, nasce la professione di fede che egli รจ il figlio di Dio e il figlio dell’uomo trascendente. La crocifissione non appare piรน un fallimento ma una tappa necessaria verso la gloria e soprattutto l’espressione della sua obbedienza di servo sofferente glorificato da Dio. Lo scandalo della morte tragica รจ superato. Essa ha significato l’abbassamento del figlio dell’uomo, che verrร  alla fine nella pienezza della sua gloria e come Signore del mondo. Ne รฉ garante la risurrezione. Il racconto della trasfigurazione, originato da questa fede pasquale, intende anticipare nella trama del Vangelo il significato dell’evento di Pasqua. Come nel Vangelo dell’infanzia รจ stato prefigurato nel bambino il suo destino futuro e sono stati anticipati avvenimenti che solo piรน tardi ebbero compimento. Si tratta di un accorgimento pedagogico di estrema efficacia per mostrare ai lettori la portata vera della passione di Cristo e rivelarne, subito, l’apertura alla gloria. L’espediente nasconde l’intenzione profonda di mostrare nel ยซdopoยป della glorificazione il ยซperchรฉยป della crocifissione. Sembra dunque probabile che la trasfigurazione debba intendersi come apparizione pasquale anticipata. La concezione della storia che si aveva a quel tempo non era legata tanto alla legge di successione secondo lo schema del prima e del poi, quanto uno sguardo interpretativo teso a coglierne l’unitร  profonda. Del resto la conclusione del brano mostra il collegamento con la risurrezioneโ€ฆ

Nel Nuovo Testamento due altri scritti ne parlano. Il primo รจ addirittura un parallelo con i racconti sinottici;

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โ€œInfatti, non per essere andati dietro a favole artificiosamente inventate vi abbiamo fatto conoscere la potenza e la venuta del Signore nostro Gesรน Cristo, ma perchรฉ siamo stati testimoni oculari della sua grandezza. Egli ricevette infatti onore e gloria da Dio Padre quando dalla maestosa gloria gli fu rivolta questa voce: ยซQuesti รจ il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciutoยป. Questa voce noi l’abbiamo udita scendere dal cielo mentre eravamo con lui sul santo monteโ€ (2 Pt 1,16-18).

L’altro passo รจ nel Vangelo di Giovanni che presenta perรฒ solo una somiglianza tematica, in quanto parla della glorificazione del figlio dell’uomo nell’ora della morte di Gesรน:

โ€œOra l’anima mia รจ turbata; e che devo dire? Padre, salvami da quest’ora? Ma per questo sono giunto a quest’ora! Padre, glorifica il tuo nomeยป. Venne allora una voce dal cielo: ยซL’ho glorificato e di nuovo lo glorificherรฒ!ยปโ€ (Gv 12,27-28)โ€ (Giuseppe Barbaglio).

CONTESTO

Nel mezzo dei conflitti con i farisei e gli erodiani (Mc 8,11-21), Gesรน lascia la Galilea e si reca nella regione di Cesarea di Filippo (Mc 8,27), dove inizia a preparare i discepoli. Lungo il cammino, lancia una domanda: โ€œChi dice la gente che io sia?โ€ (Mc 8,27). Dopo aver ascoltato la risposta che lo consideravano il Messia, Gesรน comincia a parlare della sua passione e morte (Mc 8,31). Pietro reagisce: โ€œDio te ne scampi, Signore!โ€ (Mt 16,22). Gesรน ribadisce: โ€œlungi da me, satana! Tu mi sei di scandalo, perchรฉ non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!โ€ (Mc 8,33) Fu un momento di crisi. I discepoli, presi dallโ€™idea di un messia glorioso (Mc 8,32-33; 9,32), non comprendono la proposta di Gesรน e cercano di condurla per un altro cammino. Era vicina la festa delle Capanne, in cui lโ€™aspettativa messianica-popolare era solita aumentare e di molto.

Lโ€™evento della trasfigurazione รจ un evento profetizzato da Gesรน, il quale dopo il primo annuncio della sua passione-morte-resurrezione dice ai discepoli: โ€œIn veritร  vi dico: vi sono alcuni qui presenti, che non gusteranno la morte prima di vedere il Regno di Dio venire con potenzaโ€ (Mc 9,1; cfr Mt 16,28; Lc 9,27). Dunque alcuni dei discepoli saranno destinatari di una visione prima di morire, nella loro stessa vita, e vedranno il Regno di Dio veniente (Mc e Lc), vedranno il Figlio dellโ€™uomo veniente (Mt). Come il vecchio Simeone aveva ricevuto dallo Spirito santo la promessa โ€œdi non vedere la morte senza prima avere visto il Cristo del Signoreโ€ (Lc 2,26), cosรฌ alcuni ricevono una promessa da Gesรน stesso: sarร  loro manifestato il Regno di Dio, che Matteo identifica con il Figlio dellโ€™uomo, dunque con Gesรน stesso. Gesรน รจ il Regno di Dio in persona, รจ lโ€™autobasileรญa, come ha ben compreso Origene (cfr Commento a Matteo XIV,7,10.17 [su Mt18,23]). Gesรน, che ha annunciato la venuta del Regno di Dio, ora lo rivela; o meglio, Gesรน รจ rivelato dal Padre come Regno di Dio veniente con potenza, e dunque lโ€™evento della trasfigurazione appare come unโ€™anticipazione.

RETROTERRA EBRAICO

Il brano della Trasfigurazione di Gesรน puรฒ essere compreso solo nellโ€™ambito della grande tradizione ebraica. Il racconto della Trasfigurazione รจ storico, ma raccontato come un midrash, una riflessione sapienziale.

Tre sono i retroterra culturali di questo testo.

  1. La teofania sinaitica

La teofania al monte Sinai รจ evocata dal tema del monte, della gloria, di Mosรจ, dellโ€™irradiazione del volto (Es 24,15-17; 34,29-35).

  1. La visione apocalittica di Daniele (Dn 10,4-21)..
  2. La Festa delle Capanne

Si pensa alla Festa delle Capanne per lโ€™allusione alle tende fatta da Pietro. Era la festa di Sukkot, che iniziava sei giorni dopo il Kippur., in cui gli ebrei sono ancor oggi invitati per una settimana a vivere nelle tende, nelle capanne, per ricordare il momento meraviglioso del fidanzamento dโ€™Israele con Dio, il tempo dellโ€™Esodo, in cui il popolo era nomade del deserto. In questa festa, i pii ebrei dovevano salire a Gerusalemme. Qui Gesรน con i suoi salgono sul monte che รจ il luogo della teofania, della presenza di Dio. Gerusalemme era il luogo della Presenza di Dio nel tempio, il monte รจ il luogo che ricorda il Sinai, dove Dio si รจ rivelato.

Durante la festa, si usa vivere in capanne, in tende. Qui Pietro dice a Gesรน: โ€œFacciamo tre tende, una per te, una per Mosรฉ, una per Eliaโ€.

Durante i primi sei giorni della festa viene eletto il Qohelet, il libro che dice: โ€œVanitร  delle vanitร : tutto รจ vanitร !โ€ (Qo 1,2). Ora Gesรน nel versetti precedenti (Mt 16,24-28; Mc 8,34-38) ci ha parlato proprio di questi temi: rinnegare se stessi, perdere la nostra vita. Nulla vale se non lui, se non il Regno.

Il settimo giorno della festa ci si veste di bianco, e nel tempio ognuno ha una luce, simbolo della Torah, della Legge di Dio. Qui Gesรน รจ vestito di bianco, cosรฌ bianco che piรน non si puรฒ, ed รจ splendente.

Nella festa delle Capanne gli ebrei celebrano la cosiddetta โ€œletizia della Torahโ€, la letizia della Legge. รˆ una celebrazione liturgica in cui si leggono i capitoli 33 e 34 del Deuteronomio. In essi si legge, tra lโ€™altro: โ€œIn Israele non ci fu piรน un profeta come Mosรฉ: il Signore si era manifestato a lui faccia a facciaโ€ (Dt 34,10). Come abbiamo visto, Mosรจ parla faccia a faccia a Dio e a Gesรน Cristo Signore.

Durante la festa delle Capanne viene nominato lo chatan Torah, โ€œlo sposo della Torahโ€, il priore della festa. Costui รจ incaricato di leggere la Torah a tutti. Gesรน tante volte dirร  di sรฉ di essere lo sposo messianico atteso (Mt 9,15; 25,1-13; Gv 3,29; 2 Cor 11,2; Ap 19,7-8; 21,2), e per questo Gesรน taccerร  di adulterio, in senso ovviamente metaforico, il popolo che lo rifiuta (Mc 8,38; Mt 12,39; 16,4).

La festa terminava in sinagoga con una preghiera per lโ€™avvento del Messia. Qui รจ Dio stesso che dice: โ€œQuesti รจ il mio figlio prediletto: ascoltatelo!โ€, che proclama Gesรน come Messia.

ESEGESI

  1. La meditazione della Scrittura ci rivela Cristo

Che cosa รจ probabilmente successo? Che Gesรน si รจ preso una giornata di ritiro con i suoi amici piรน cari, se ne รจ andato monte e si รจ messo a leggere la Bibbia, cioรจ Mosรฉ ed Elia. Per dire โ€œLa Sacra Scritturaโ€, gli ebrei dicevano โ€œMosรฉ ed Eliaโ€, oppure โ€œMosรฉ e i profetiโ€. Gesรน legge la Bibbia – questo significa parlare con Mosรฉ ed Elia-, ed in questa riflessione sulla Scrittura Gesรน prende coscienza di essere il Messia e, per miracolo divino, questa consapevolezza viene capita anche dai tre ai discepoli che sono con lui. Non vogliamo negare a Dio la possibilitร  di trasfigurarsi, di diventare bianco, splendente, con tutti i raggi intorno, ma รจ molto piรน vicino a noi pensare che quando riusciamo a trovare mezza giornata per ritirarci su un monte per leggere la Scrittura, in quei momenti anche noi parliamo con Mosรฉ e con Elia, in quei momenti Dio parla a noi e ci trasfigura, si rivela a noi, ci dice che siamo suoi figli, ci fa capire la nostra missione, ci dร  coraggio per portare avanti la nostra vita. Nulla vieta di pensare e credere che sia avvenuto un fatto strepitoso, ma dobbiamo leggere la Bibbia al di lร  del genere letterario e recuperare il senso plastico di questo brano, la rivelazione concreta che in esso ci viene data.

Mosรจ ed Elia, la Legge e i profeti che sintetizzano tutte le Scritture di Israele, il Primo Testamento, sono accanto a Gesรน come testimoni e interpreti. Anzi, in quel loro โ€œintrattenersiโ€, in quel loro โ€œparlare insiemeโ€ (sunlaleรฎn: cfr Mc 9,4 e par.) a Gesรน mostrano unโ€™autentica interpretazione spirituale in atto: Gesรน รจ lโ€™ermeneuta della Legge e dei profeti che sempre, โ€œcominciando da Mosรจ e da tutti i profeti, spiega in tutte le Scritture ciรฒ che si riferisce a luiโ€ (cfr Lc 24,27); e Mosรจ ed Elia, definiti da Luca โ€œdue uominiโ€, sono coloro che, presenti accanto alla tomba vuota, interpreteranno le parole dette da Gesรน nella sua vita e lo proclameranno Crocifisso-Risorto (cfr Lc 24,4-7). Proprio in questโ€™ottica, nel racconto della trasfigurazione Luca specifica che Mosรจ ed Elia โ€œparlavano con Gesรน del suo esodo (รฉlegon tรจn รฉxodon autoรป), che stava per compiere a Gerusalemmeโ€ (Lc 9,31). Dunque la Legge e i profeti testificano la necessitas passionis di Gesรน, lo indicano come il Servo del Signore che deve passare attraverso la kรฉnosis e lโ€™innalzamento, e cosรฌ mostrano la continuitร  della fede tra Antica e Nuova Alleanza.

Le attese messianiche di Israele sono veramente compiute, e Gesรน il Messia appare come lโ€™esegesi vivente e il compimento autentico delle Scritture. Con questa convinzione Origene puรฒ commentare: โ€œSe si comprende e si contempla il Figlio di Dio trasfigurato al punto che il suo viso sia sole e i suoi vestiti bianchi come la luce, si vedranno, contemplando Gesรน in questa forma, Mosรจ la Legge ed Elia, che non รจ un profeta solo ma li rappresenta tutti, mentre conversano con Gesรน โ€ฆ E se qualcuno ha visto la gloria di Mosรจ, poichรฉ ha compreso che la Legge spirituale รจ tuttโ€™una con la parola di Gesรน, e ha compreso che nei profeti ยซla sapienza รจ nascosta nel misteroยป (1 Cor 2,7), allora egli ha visto Mosรจ ed Elia nella gloria, proprio vedendoli con Gesรนโ€ (Commento a Matteo XII,38,29-37.43-49 [su Mt 17,2-3]).

La Trasfigurazione รจ anche mistero di luce, che illumina tutto il corpo (Israele e la Chiesa; Mosรจ, Elia e i discepoli) insieme al Capo. Infatti il Primo Patto testimonia e Gesรน interpreta il Primo Patto; i discepoli, a loro volta, accolgono Gesรน, accolgono la testimonianza delle Scritture e accolgono il comando del Padre in vista dellโ€™ascolto del Figlio. Non cโ€™รจ immagine biblica piรน efficace per narrare lโ€™unitร  della fede nei due Testamenti, la centralitร  di Gesรน il Messia, la pienezza della rivelazione in lui, lโ€™essere un solo corpo da parte dei credenti che nellโ€™Antico Testamento attendevano il Messia e nel Nuovo lo confessano e lo annunciano.

Afferma Papa Francesco: โ€œLโ€™ascesa dei discepoli verso il monte Tabor ci induce a riflettere sullโ€™importanza di staccarci dalle cose mondane, per compiere un cammino verso lโ€™alto e contemplare Gesรน. Si tratta di disporci allโ€™ascolto attento e orante del Cristo, il Figlio amato del Padre, ricercando momenti di preghiera che permettono lโ€™accoglienza docile e gioiosa della Parola di Dio. In questa ascesa spirituale, in questo distacco dalle cose mondane, siamo chiamati a riscoprire il silenzio pacificante e rigenerante della meditazione del Vangelo, della lettura della Bibbia, che conduce verso una meta ricca di bellezza, di splendore e di gioia. E quando noi ci mettiamo cosรฌ, con la Bibbia in mano, in silenzio, cominciamo a sentire questa bellezza interiore, questa gioia che genera la Parola di Dio in noiโ€ฆ Al termine dellโ€™esperienza mirabile della Trasfigurazione, i discepoli scesero dal monte (cfr v. 9) con occhi e cuore trasfigurati dallโ€™incontro con il Signore. รˆ il percorso che possiamo compiere anche noi. La riscoperta sempre piรน viva di Gesรน non รจ fine a se stessa, ma ci induce a ยซscendere dal monteยป, ricaricati della forza dello Spirito divino, per decidere nuovi passi di conversione e per testimoniare costantemente la caritร , come legge di vita quotidiana. Trasformati dalla presenza di Cristo e dallโ€™ardore della sua parola, saremo segno concreto dellโ€™amore vivificante di Dio per tutti i nostri fratelli, specialmente per chi soffre, per quanti si trovano nella solitudine e nellโ€™abbandono, per gli ammalati e per la moltitudine di uomini e di donne che, in diverse parti del mondo, sono umiliati dallโ€™ingiustizia, dalla prepotenza e dalla violenzaโ€.

  1. La Cristofania

Qualcosa della gloria, della luce di Dio risplende in Gesรน, per quanto era possibile vedere ai discepoli: Gesรน appare nella forma di uno dei โ€œgiusti splendenti come il sole nel Regno del Padre loroโ€ (cfr Mt 13,43), come lui stesso aveva rivelato, appare come uno dei santi sapienti โ€œsplendenti nel firmamento come stelle per sempreโ€ della visione di Daniele (Dn 12,3). Ciรฒ che accade รจ dunque una vera Cristofania, anzi una teofania come quelle raccontate nellโ€™Antico Testamento, di cui beneficiarono Mosรจ (cfr Es 3,1-15; 34,5-28), Elia (cfr 1 Re 19,1-18) e gli altri profeti, soprattutto Isaia (cfr Is 6) ed Ezechiele (Ez 1).

Nello stesso tempo lโ€™evento della trasfigurazione annuncia ciรฒ che accadrร  a Gerusalemme, quando nellโ€™ora della croce il centurione confesserร : โ€œVeramente questโ€™uomo รจ il Figlio di Dio!โ€ (Mc 15,39; Mt 27,54). Sรฌ, lโ€™evento della trasfigurazione รจ memoriale del battesimo e oracolo della croce, e la posizione centrale assegnatogli dagli evangelisti vuole proprio indicare questa sua qualitร  di memoriale e di profezia, di compimento di ciรฒ che รจ stato detto nel battesimo e di anticipazione di ciรฒ che avverrร  nella resurrezione e nella parusia. โ€œNellโ€™attesa di quel giorno a noi non resta che contemplare, per quanto ne siamo capaci, ยซil volto di Cristo su cui risplende la gloria di Dioยป (cfr 2 Cor 4,6): cosรฌ, ยซriflettendo come in uno specchio la gloria del Signore, veniamo trasfigurati in quella medesima immagine, di gloria in gloria, attraverso lโ€™azione dello Spirito santoยป (cfr 2 Cor 3,18). Cosรฌ nella tua luce vediamo la luce, Signore (cfr Sl 36,10)!โ€ (E. Bianchi). โ€œLa comunitร  cristiana ha le piรน alte garanzie della sua predicazione: la legge, i profeti e lo stesso Padreโ€ (O. Da Spinetoli).

  1. La bellezza di Dio

Nel contesto liturgico, celebrando la Festa delle Capanne, i discepoli capiscono che Gesรน รจ il Messia annunciato da tutta la Scrittura, che Gesรน รจ lo chatan Torah, lo sposo, lโ€™ermeneuta, colui che spiega tutta la Torah; evidentemente sono arrivati gli ultimi tempi, la preghiera per il Messia si รจ realizzata, il Messia รจ qui tra loro e instaura il Regno. E poichรฉ realizza il Regno, la creazione diventa bella: โ€œDio vide che tutto era buonoโ€, nel creare lโ€™universo (Gen 1,4.10.12.18.21.25.31). รˆ qui i discepoli che cosa dicono? โ€œรˆ bello per non restare quiโ€ (Mt 17,4), il mondo รจ tutto bello. Tu, Signore, in questo momento sei venuto e porti veramente a compimento il piano creazionale di Dio. Sei la Genesi, sei il nostro paradisoโ€. I padri diranno: โ€œCreavit Deus Adam et posuit eum in paradiso, id est in Christoโ€: โ€œDio pose Adamo in paradiso, cioรจ in Cristoโ€. Il paradiso รจ simbolo del Cristo, perchรฉ solo in Cristo si compie il progetto creazionale (la Genesi non racconta come eravamo, ma come saremo!) nel quale i figli di Dio parlano tutti con il Padre, lo vedono non solo piรน di spalle (Es 33,23), ma faccia a faccia (Es 33,11), partecipano alla sua stessa vita, godono dellโ€™immortalitร  (Rm 8,17). Il paradiso รจ Cristo, Gesรน รจ il nostro paradiso: questa รจ la lettura piรน completa e piรน esatta del libro della Genesi. Allora quello che era il caposaldo della fede ebraica, lo โ€œShemร , Israelโ€,ย  lโ€™โ€œAscolta, Israeleโ€ (Dt 6,3-4; 9,1; 20,3; 27,9), che veniva proclamato tutti i giorni in sinagoga, ora diventa lโ€™obbedienza alla Parola di Gesรน: il Padre dice: โ€œQuesti รจ il mio figlio prediletto: ascoltatelo!โ€ (Mt 17,5).

โ€œNella fatica di ogni giorno per seguire Gesรน portando la nostra propria croce (cf. Mt 16,24) abbiamo bisogno di momenti in cui poter dire: ยซรˆ bello per noi stare qui accanto a te, Gesรน, nostro Signore!ยป; momenti in cui la luce del ยซDio-con-noiยป (Mt 1,23) si fa evidente, in cui la nostra fede รจ confermata dalla voce di Dio che ascoltiamo nel cuore: ยซรˆ lui il mio Figlio amato, ascoltatelo!ยป. Sono momenti rari, di presenza elusiva, ma ci sono necessariโ€ (E. Bianchi).ย ย ย ย ย ย ย 

  1. La tentazione di rifiutare la Croce

โ€œLa risurrezione รจ il messaggio fondamentale del Vangelo ma non puรฒ essere disgiunto dalla passione. L’intervento di Pietro, evidentemente funzionale (v. 5), viene a mettere in risalto il contrasto segnalato varie volte nel corso della vita pubblica di Gesรน tra le aspirazioni dell’uomo e il disegno di Dio… Le tre tende rivelano il senso che Pietro aveva dato alla scena accomodandosi subito sugli allori di unโ€™immeritata vittoria. Anche in questo caso Pietro rappresenta la voce della carne e del sangue (Mt 16,17), colui che pensa non secondo Dio ma a modo degli uomini (Mt 16,23), per questo รจ ancora una volta motivo di intralcio piรน che collaboratore di Dio. La spiegazione di Pietro non รจ solo sua; Paolo la ritrova a Corinto (1 Cor 1-4), ad Atene (At 17,16-32) presso il procuratore Festo e re Agrippa (At 25-26). Eโ€™ il tentativo di accomodare il disegno di Dio al piacimento e alla ยซsaggezzaยป dell’uomo. L’apostolo questa volta non รจ tacciato di ยซuomo di poca fedeยป (Mt 14,31), nรฉ meno ancora da alleato satanico (Mt 16,23), ma il Padre stesso si scomoda a redarguire sue aspirazioni e a rettificare le sue concezioniโ€ (O. Da Spinetoli).

  1. Vedere Dio nel volto dei fratelli

Dopo la Trasfigurazione, i discepoli vedono โ€œGesรน soloโ€. Ne contemplano ormai solo la sua umanitร , la sua presenza tra gli uomini, la sua Incarnazione. โ€œSiamo chiamati a esercitarci alla capacitร  di vedere lโ€™umanitร , come i tre discepoli lโ€™hanno vista in Gesรน: una ยซvisioneยป di Dio, almeno per noi, una traccia di Dio. Essere uomini e donne destinatari della trasfigurazione significa anche essere capaci di mutare lo sguardo per vedere lโ€™invisibile nel volto umano, e lรฌ vedere Dioโ€ฆ Al nostro orizzonte cโ€™รจ la promessa del profeta Malachia: ยซSi leverร  per voi che credete nel suo Nome il sole della giustificazione, nei cui raggi cโ€™รจ la guarigioneยป (Ml 3,20). Sole che, illuminando i volti degli umani, cosรฌ feriti, piagati, sporchi, li guarirร  e li farร  apparire a noi come i volti dei fratelli di Gesรน, dei figli di Dio, di Dio stessoโ€ฆ! รˆ come dice Benedetto nella sua Regola: ยซDavanti agli ospiti che arriveranno o partiranno si inchinerร  la testa o ci si prosternerร  a terra, adorando in essi il Cristo che si accoglie nella loro personaยป (53,6-7). I discepoli sono dunque invitati a un cammino che รจ ben riassunto in un detto di Gesรน riportato da Clemente Alessandrino: ยซHai visto tuo fratello, un uomo? Hai visto Dioยป (Stromati I,19,94). Questo รจ il mistero della trasfigurazione: ยซHai visto tuo fratello, tua sorella? Hai visto Dioยปโ€ (E. Bianchi).

  1. Trasfigurarci e trasfigurare il mondo

โ€œMa qui noi ci poniamo una domanda. Siccome in Marco e in Matteo sta scritto che Gesรน ยซfu trasfigurato รฉmprosthen autรดn, davanti a loroยป (Mc 9,2; Mt 17,2), e solo davanti a loro, allora ci chiediamo: รจ il corpo di Gesรน che si รจ trasfigurato oppure sono stati i discepoli che, per grazia di una rivelazione, hanno visto nella carne fragile e umana di Gesรน la sua gloria divina? Giร  Origene si poneva tale domanda, e concludeva che sono stati i discepoli a subire una trasfigurazione della loro vista nella fede, fino a vedere nellโ€™umanitร  del Servo, nella forma dello schiavo, la forma di Dio Egli scrive: ยซTu tenti di sapere se i discepoli, quando Gesรน si trasfigurรฒ davanti a quelli che aveva fatto salire sullโ€™alta montagna, videro Gesรน sotto la forma di Dio, quella che era la sua prima, avendo egli preso quaggiรน la forma di schiavo? Ebbene, ascolta queste parole, se tu sei capace, in un senso spirituale, e nota che non รจ detto solo ยซfu trasfiguratoยป, bensรฌ ยซfu trasfigurato davanti a loroยป, come dicono Matteo e Marco. Tu dunque concluderai che รจ possibile che Gesรน davanti ad alcuni sia trasfigurato e davanti ad altri non lo siaโ€ (Commento a Matteo XII,37,1-21 [su Mt 17,2]).

Ma affinchรฉ questa rivelazione, questa apocalisse sia per i discepoli autentica e definitiva, ecco anche la visione della Legge e dei Profeti, di Mosรจ ed Elia che conversano con Gesรน. Mosรจ ed Elia, servi del Signore, appaiono qui nella condizione gloriosa di viventi presso Dio, quali testimoni della gloria di Gesรน. La Legge e i Profeti che sullโ€™alta montagna avevano visto la teofania, la manifestazione di Dio e della sua gloria (cfr Es 19,16-25; 24,12-18,33,18-34,28; 1 Re 19,8-18), ora sullโ€™alta montagna vedono la cristofania, la manifestazione del Messia Gesรน! รˆ manifestazione, questa, della Parola di Dio detta dalla Legge e dai Profeti e fatta carne in Gesรนโ€ (E. Bianchi).

La trasfigurazione รจ mistero di trasformazione: il nostro corpo e questa creazione sono chiamati alla trasfigurazione, a diventare โ€œaltroโ€; il nostro corpo di miseria diventerร  un corpo di gloria (cfr Fil 3,21), e โ€œla creazione che geme e soffre nelle doglie del partoโ€ (cfr Rm 8,22) conoscerร  il mutamento in โ€œcielo nuovo e terra nuovaโ€ (Ap 21,1). Ciรฒ che รจ avvenuto sul monte Tabor in Gesรน Cristo avverrร  per tutti i credenti e per il cosmo intero alla fine della storia.

โ€œCelebrare lโ€™Eucaristia รจ vivere in anticipo la trasfigurazione in comunione con il Signore e con i fratelli e sorelle: la Parola si trasfigura in pane e in vino e questi in cibo che a sua volta si trasfigura nella nostra vita. In questo modo lโ€™Eucaristia diventa un progetto di trasformazione che deve impegnarci nella nostra storia: abbiamo lโ€™obbligo di trasformare il pane delle nostre possibilitร  in pane per tutti affinchรฉ non vi siano affamati nel mondo; abbiamo il compito di trasfigurare ciรฒ che viviamo e facciamo e tocchiamo perchรฉ la pace possa chiamarsi giustizia. Gesรน non resta sul monte della trasfigurazione, ma scende nel mondo della storia quotidiana per portare il vangelo della trasformazione agli uomini e alle donne che incontrerร  sul suo cammino verso la cittร  di Dio: la cittร  della trasfigurazione definitiva che muta la morte in vita e la croce da strumento di tortura e di morte in simbolo di misericordia e di redenzione. Noi ne siamo testimoni. Noi lo annunciamo con la nostra vitaโ€ (P. Farinella).

Carlo Miglietta


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