L’ipocrisia è un veleno sottile che anestetizza e avvelena prima il cuore e poi la mente. Non ci fa cogliere ciò che è vero delle cose, persone, eventi… Ci lascia nell’ambiguita’.
Quella che Gesù stigmatizza. Quella che ci rende ciechi verso noi stessi, la nostra interiorità che si colora di avidità e cattiveria. I frutti dell’ipocrisia sono questi. L’apparenza è altro. Ma la sostanza è un cuore pieno di sé, che giudica gli altri perché si sente superiore. Quale medicina propone Gesù per questo male? L’amore.
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Uscire da se stessi, donandosi agli altri. Cosa difficilissima per un ipocrita. Perché presuppone uno sguardo vero dentro di sé. E proprio di questo l’ipocrita è incapace. E allora? Bisogna chiedere al Signore la Grazia della verità di noi stessi. E da lì inizia il percorso di purificazione del cuore che Gesù indica.
È difficile oggi più che mai essere persone vere, perché siamo immersi nella falsità di un mondo avido e ambiguo. Ma è possibile con la grazia di Dio. Proviamoci. Tutti abbiamo dentro un pizzico di ipocrisia. Ascoltare la Parola e lasciarsi purificare è già un primo passo.
A cura di Sr Palmarita Guida della Fraternità Vincenziana Tiberiade
