Fabio Quadrini – Commento al Vangelo di domenica 11 Ottobre 2020

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Questโ€™oggi siamo al cospetto di un brano particolarmente infuocato.
Ed al centro di questi quattordici versetti matteani, estratto che la Liturgia ci offre come lettura evangelica domenicale, arde esattamente questa riga:
ยซAllora il re si indignรฒ: mandรฒ le sue truppe, fece uccidere quegli assassini e diede alle fiamme la loro cittร ยป (Mt 22, 7).

Poniamo come focus della nostra riflessione quello che la traduzione italiana rende con la circonlocuzione: ยซdiede alle fiammeยป.
Nel testo originale greco del Vangelo secondo Matteo, questa espressione appena evidenziata รจ resa propriamente con una sola parola, esattamente un verbo: enรฉpresen.
Tale termine รจ declinato da emprรฉtho che vale ยซbruciare/incendiareยป.

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Nessuna questione lessicale di divampante rilievo sarebbe da notare circa tale lemma, tranne il fatto che emprรฉtho, come secondo significato, intende ยซgonfiareยป.
Molto curioso come questa seconda accezione (ยซgonfiareยป) possa trovare immediata vicinanza logica non tanto con ยซfuocoยป (ovvero ยซbruciareยป), quanto paradossalmente col suo diretto ed immediato opposto, ovvero ยซacquaยป. -Interessante notare come nel verbo emprรฉtho si possa ascoltare lโ€™eco del sostantivo greco pลฉr, ovvero ยซfuocoยป. Ma รจ assai rilevante come dalla radice di pลฉr venga lโ€™aggettivo latino purus (il nostro ยซpuroยป), attributo che si ottiene tanto in virtรน del fuoco, quantโ€™anche in virtรน dellโ€™acqua

Ma che sintonia puรฒ esserci fra il ยซbruciare/incendiareยป e il ยซgonfiareยป?
Certamente il concetto del ยซbruciare/incendiareยป riesce a veicolare, quanto meno in senso figurato e di immagine, un ยซgonfiareยป (pensiamo allโ€™espressione ยซgonfio dโ€™iraยป, che รจ esattamente equivalente a ยซincendiato dโ€™iraยป).
Nondimeno il ยซgonfiareยป puรฒ portarci anche altrove: tanto allโ€™acqua (come accennato sopra), quantโ€™anche al senso di ยซabbondanza/opulenzaยป. -Per fare un esempio: spesso le statuette egizie che rappresentano lo scriba, riproducono il soggetto tuttโ€™altro che scarno, anzi, lo dotano di una sezione addominale ben pasciuta e manifestamente pingue e gonfia (i cosiddetti ยซrotolini di grassoยป). E questo non per manifestare un disprezzato gonfiore (obesitร ), ma per segnalarne la condizione di benessere e di abbondanza/opulenza

scriba_egitto

Detto tutto quanto, riteniamo opportuno precisare una cosa: il senso letterale del Vangelo, e delle Sacre Scritture in toto, non va mai rigettato.
Invero, non possiamo mai rifiutare il fatto che lโ€™Autore Sacro, scrivendo enรฉpresen (ยซdiede alle fiammeยป), intendesse esattamente ยซbruciare/incendiareยป, anche perchรฉ questa parola, tra lโ€™altro, รจ messa in bocca a Gesรน, quindi era opportuno riportarla fedelmente: e cosรฌ รจ stato.
Eppure la Parola di Dio che รจ dentro lo scritto, dentro la Scrittura, puรฒ spesso ispirare e disegnare tracciati, illuminazioni e allusioni di senso, celati pure dallo scrittore stesso, il quale potrebbe anche non averli pensati o conosciuti. La Parola di Gesรน, infatti, รจ piena, รจ compiuta e completa, ed รจ insieme storia e kรฉrugma (ยซannuncioยป): va recepita tanto nel suo guscio quanto nel suo gheriglio; รจ vera e veritร  tanto per le orecchie quanto per il cuore. โ€“sia ben chiaro: lo scrivente non sta incensando sรฉ stesso, riconoscendosi quale illuminato interprete della Scrittura. Ciascuno di noi, infatti, puรฒ cogliere la luce della Parola di Dio, e puรฒ farsi di questa esegeta: purchรฉ non vengano mai intaccate e travalicate lโ€™unitร  e lโ€™univocitร  di contenuto e senso della Parola stessa e della Tradizione, e purchรฉ si abbia sempre un atteggiamento di apertura e di accoglienza dinanzi allโ€™intervento della Grazia del Signore pure quando si legge, si ascolta e si medita la Scrittura

Da ciรฒ proviamo a tradurre il testo, prendendo quale accezione di significato non piรน emprรฉtho-ยซbruciare/incendiareยป, ma emprรฉtho-ยซgonfiare (abbondante)ยป:
ยซAllora il re si indignรฒ: mandรฒ le sue truppe, fece uccidere quegli assassini e gonfiรฒ (di abbondanza) la loro cittร ยป.

Ebbene, non รจ forse vero che le nostre cittร , le cittร  di noi che siamo ยซinvitati alle nozzeยป, sono gonfie di tutto, tra beni, servizi, mezzi, modi e maniere che tendono a (o che ritengono di) riempire e soddisfare ogni nostro volere e ogni nostra esigenza? Non รจ forse vero che la nostra cittร , ovvero la vita di noi che siamo ยซinvitati alle nozzeยป, รจ gonfia di ogni benessere finanche al superfluo?
E tutto ciรฒ รจ dono di Dio, il quale ยซfa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiustiยป (Mt 5, 45).
Eppure, non รจ forse vero che tutto questo ยซgonfioreยป (emprรฉtho) ci ยซbruciaยป e ci ยซincendiaยป (emprรฉtho)? Ci fa ardere di insaziabile ingordigia e di ferino desiderio di accaparramento personale, e ci consuma a causa delle feroci fiamme dellโ€™egoismo piรน esasperato?

Ecco, allora, che la Parola del Signore Gesรน viene a disputa con noi e la nostra umana umanitร  (che รจ certamente ยซumanaยป, quindi predisposta allโ€™errore, ma non per questo da giustificarsi a prescindere, poichรฉ dinanzi alla predisposizione allโ€™errore, che รจ un ยซsentireยป, si puรฒ tanto ยซaccon-sentireยป quantโ€™anche ยซdis-sentireยป), avvertendoci come la grazia della nostra opulenta condizione, qualora non venga vissuta e goduta (poichรฉ ogni grazia va goduta appieno, compresa quella mondana) alla luce della Grazia, possa essere per noi un ustionante rischio, che puรฒ portarci ad escluderci (siamo noi che ci escludiamo, siamo noi che diamo alle fiamme noi stessi, preferendo i pranzi al Pranzo โ€“ Cf. Mt 22, 4) dal partecipare alle ยซnozze per suo figlioยป (Cf. Mt 22, 2).

Ebbene, la lettura dellโ€™odierno ยซdiede alle fiamme la loro cittร ยป con il senso di ยซgonfiรฒ (di abbondanza) la loro cittร ยป riesce a farci cogliere proprio quello che abbiamo appena messo in evidenza, ovvero ci aiuta ad allontanarci dallโ€™erronea considerazione che il Signore sia giudice di tracotanza e condanna, che accende roghi a destra e a manca, ma ci conduce a cogliere lโ€™essenza piena di Dio, Egli che รจ il Signore della Pienezza (anche terrena) sempre e per sempre; Egli che รจ il Signore Gonfio (ยซabbondante e che elargisce abbondanzaยป [emprรฉtho]), non gonfio (ยซincendiato ed incendiarioยป [emprรฉtho]).
Ma Colui che รจ la Pienezza, รจ Colui che ci lascia pienamente liberi: liberi di scegliere se bruciare delle fiamme dellโ€™abbondanza, o gonfiarci dellโ€™ardore della Fonte della Sovrabbondanza (Cf. Gv 4, 14 โ€“ Rm 5, 20). -Ribadiamo, ancora, come il senso letterale del Testo Sacro non debba andare disperso, e come le Parole di Gesรน non debbano essere edulcorate ad ogni costo. Facciamo presente, nondimeno, che nel caso odierno siamo al cospetto di una ยซparabolaยป (Cf. Mt 22, 1), quindi di una parola che va, giร  per sua natura, ยซcรฒlta/individuata/scavata e scovataยป; possiamo comunque ricordare come lโ€™asprezza manifesta, e mai da rinnegare, di alcune pronunzie del Signore possa ricapitolarsi nellโ€™ambito dellโ€™istituto ebraico del rรญv (ยซcontroversia a due [parti processuali] che tende ad una riconciliazioneยป โ€“ Cf. FRATELLO-AMMONISCILO)

Fonte

Per gentile concessione di Fabio Quadrini che cura, insieme a sua moglie, anche la rubrica ALLA SCOPERTA DELLA SINDONE: https://unaminoranzacreativa.wordpress.com/category/sindone/


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