L’iperbole con cui si apre il Vangelo di oggi rimane impressa nell’immaginario collettivo di tutti: <<“Signore, quante volte dovrò perdonare al mio fratello, se pecca contro di me? Fino a sette volte?”>>.
E Gesù gli rispose: “Non ti dico fino a sette, ma fino a settanta volte Eppure il problema del perdono rimane un problema irrisolto. Non basta infatti sapere che Gesù ci dice che dobbiamo perdonare all’infinito, il vero problema è la sensazione che abbiamo di non avere in mano noi le redini del perdono.
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Infatti ci sono delle situazioni che noi vorremmo perdonare, ma il dolore, la rabbia che ci portiamo dentro sembrano più forti della nostra stessa volontà e del nostro stesso proposito. Ma è proprio qui che forse dovremmo fermarci un istante e sostare. Perdonare significa smettere di provare dolore e sofferenza per il male ricevuto? Ciò che riguarda i nostri sentimenti non riguarda più la nostra volontà. Non possiamo comandare a noi stessi di sentire o non sentire qualcosa.
La rabbia, come il rancore, o l’amore e la gioia, non sono cose che proviamo a comando. Sono cose che ci capitano senza che noi possiamo fare molto, La nostra volontà però può decidere che cosa farne di quella rabbia, di quel dolore, o di quell’amore e di quella gioia. Cioè la nostra volontà può decidere cosa fare di ciò che sentiamo e che molto spesso non abbiamo deciso noi.
Perdonare allora significa non lasciare decidere la rabbia e la sofferenza al posto nostro. È opporre resistenza a ciò che essi suggeriscono. Perdonare è disobbedire al dolore che ci chiede vendetta. Bisogna ragionare come un bambino piccolo che piange perché qualcuno l’ha spinto, ciò che lo calma è essere preso in braccio dalla madre, ed è proprio a quella madre che racconta P accaduto e chiede giustizia.
Noi saremo capaci di perdono solo se ci lasceremo prendere in braccio dall’amore di Dio, se chiederemo a lui la miglior giustizia che lungi dall’essere vendetta (cioè reazione), è occasione di crescita per tutti i coinvolti.
AUTORE: don Luigi Maria Epicoco
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FONTE: Amen – La Parola che salva

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