Luca Rubin – Commento al Vangelo di domenica 26 Luglio 2020

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Gesรน prosegue la sua lezione con altre tre parabole sul regno dei cieli: il tesoro nascosto, il mercante di perle preziose, la rete gettata in mare.

Il regno dei cieli รจ simile a un tesoro nascosto nel campo; un uomo lo trova e lo nasconde; poi va, pieno di gioia, vende tutti i suoi averi e compra quel campo.

Un tesoro nascosto due volte. Un tesoro viene nascosto perchรฉ rimanga del proprietario, non venga rubato o disperso, tuttavia puรฒ succedere che qualcuno si dimentichi un tesoro e qualcun altro lo trova. Lโ€™originalitร  di questa parabola รจ nel comportamento dellโ€™uomo: non porta via con sรฉ il tesoro trovato in un campo non suo (era sicuramente un operaio o un servo del proprietario), ma lo nasconde di nuovo e poi, investendo tutto ciรฒ che possiede, compra lโ€™intero campo. Chiariamo subito che โ€œtesoroโ€ non รจ un ninnolo, ma una vera e propria ricchezza, che puรฒ cambiare per sempre la vita e la situazione economica di una persona e della sua famiglia.

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Pieno di gioia: il tesoro che ha trovato cambia anche lo stato dโ€™animo di quella persona, che prima ancora di diventarne il proprietario, รจ pieno di gioia. Lโ€™angelo che annuncia lโ€™incarnazione del Verbo a Maria, segue la stessa dinamica, e inizia tutto con un invito alla gioia: โ€œRallรฉgrati, piena di grazia: il Signore รจ con teโ€ (Lc 1,28). Questa gioia รจ lo stato dโ€™animo di chi vive giร  la realizzazione, quando questa รจ appena un progetto, รจ la caratteristica di chi si trova di fronte a una svolta, da tanto attesa, e in quellโ€™impresa concentra tutte le sue poche o tante risorse.

Chi fa cosa? Il soggetto principale della parabola non รจ il tesoro nascosto, ma lโ€™uomo che lo ritrova e tutto ciรฒ che mette in atto per essere il proprietario di quella ricchezza. Il regno di Dio รจ trovare, nascondere, investire tutto ciรฒ che si ha, comprare lโ€™intero campo e quindi il tesoro.

  • Trovare: puรฒ essere pura casualitร , o fortuna, oppure una ricerca accurata, un desiderare quel tesoro. Lโ€™importante tuttavia รจ trovarlo, riconoscerlo, fermarsi davanti a esso, e lasciare che questo ritrovamento cambi per sempre la propria vita.
  • Nascondere: custodire gelosamente quel tesoro significa averne tutte le cure, non mostrarlo a malintenzionati o a spie, ma stringerlo al cuore, e vivere al bagliore pulito di quel tesoro.
  • Andare, pieni di gioia: attenzione, il vangelo non dice allegria, ma gioia, che puรฒ essere impercettibile allโ€™esterno, ma cโ€™รจ. Questa gioia รจ il vero tesoro prezioso che puรฒ abitare la mia vista, che puรฒ piano piano trasformarla e diventare dono per gli altri.
  • Vendere tutto: disfarsi di tutto ciรฒ che si ha, a favore di quel grande tesoro, che diventa il senso di tutta la vita: โ€œRitengo che tutto sia una perdita a motivo della sublimitร  della conoscenza di Cristo Gesรน, mio Signore. Per lui ho lasciato perdere tutte queste cose e le considero spazzatura, per guadagnare Cristo ed essere trovato in luiโ€. (Fil 3,8-9).
  • Comprare: Ora il desiderio รจ realtร , ora quel tesoro รจ tuo, tra le tue mani. Non ti abituare allo splendore di quel tesoro, ma rendilo il perchรฉ di ogni tuo gesto, il senso di ogni amore e di ogni dolore, solo cosรฌ rimarrร  il tesoro, quello che cambia unโ€™intera esistenza.

Il regno dei cieli รจ simile anche a un mercante che va in cerca di perle preziose; trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra.

Seconda parabola di questo brano, ancora piรน paradossale della prima. In effetti vendere tutto ciรฒ che si ha per una perla, per quanto rara e preziosa, รจ davvero oltre ogni possibilitร . Questa volta รจ un mercante che cerca perle preziose (mentre lโ€™uomo della parabola precedente trova il tesoro senza averlo cercato). Il comportamento dei due รจ il medesimo: anche in questo caso tutto viene messo in secondโ€™ordine rispetto alla perla preziosa cercata e trovata.

Proprio questa sproporzione tra una perla preziosa e tutti gli averi del mercante (i mercanti per poter esercitare il loro mestiere devono avere una disponibilitร  economica adeguata) รจ il soggetto della parabola: il regno di Dio รจ qualcosa di apparentemente piccolo, se rapportato a tutto il resto che ci circonda, eppure ha il potere, anche in questo caso, di trasformare la vita di chi si mette in gioco, uscendo dalla razionalitร  e vivendo il tutto del regno.

Il regno dei cieli รจ simile a una rete gettata nel mare, che raccoglie ogni genere di pesci. Quando รจ piena, i pescatori la tirano a riva, si mettono a sedere, raccolgono i pesci buoni nei canestri e buttano via i cattivi.

La rete รจ lo strumento (o meglio uno degli strumenti) che permette ai pescatori di poter lavorare e mantenere le proprie famiglie. Un lavoro molto faticoso, grandi attese e grandi speranze, svolto in orari proibitivi. La rete della parabola รจ una rete speciale, la piรน grande rete, dice il testo greco, e infatti essa contiene tutti i generi di pesci. I pescatori, una volta giunti a riva, separano i pesci buoni, commestibili, da quelli cattivi.

In conclusione, il regno di Dio ha bisogno di grande fatica e grande impegno: bando alle mani in mano e alle teste ciondoloni: che sia un tesoro prezioso da custodire, che sia una perla preziosa da ricercare, o una rete piena di pesci, ti viene chiesto di essere disponibile, volenteroso e laborioso. Il regno di Dio รจ questo dinamismo che entra nella tua vita, e ti coinvolge totalmente, senza mezze misure. Ti fa perdere lโ€™equilibrio piรน volte, e ti conduce sui passi di chi ha saputo donare tutto se stesso perchรฉ questo regno fosse vita vissuta e non chiacchiere a buon mercato. Accogli la provocazione e diventa abitante gioioso di questo Regno.

Fonte: Sito Web


A cura di Luca Rubin

Sono maestro elementare, professione che cerco di vivere in pienezza, non come lavoro ma come vocazione e missione.
In parrocchia sono catechista, referente per i ministranti e accolito: in una parola, cerco di dare una mano! Mi piace molto leggere e scrivere, ascoltare musica classica, country e latina, stare in compagnia di amici. […]

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