Matteo ci dona altre 3 parabole,ย tutte introdotte dalla formula ยซil regno dei cieli รจ simile aโฆยป. Gesรน non smette di parlare della presenza di Dio, รจ qualcosa di piรน forte di lui, come quando succede una cosa bella nella nostra vita e non possiamo fare altro che condividerla. Potremmo dire che con queste 3 parabole Matteo, nel sottofondo, ci ricordi che tutti possono incontrare Dio: chi per caso, chi cercandolo e chi inciampandovi dentro.ย ย Anche se molto diverse tra loro cโรจ qualcosa che le accomuna: il tesoro, la perla, i pesci sono tutti nascosti, da qualche parte. Lโocchio nudo non riesce a vederli, ma qualcosa avviene e li fa affiorare.ย Cโรจ sempre una esperienza, un incontro, o la fine di una ricerca esistenziale che ci porta a intravedere la presenza e lโazione di Dio nelle nostre vite.ย Ma non basta percepire, le parabole insistono sul fatto che trovare non significare possedere. Chi trova un tesoro deve rinunciare a tutto il resto, chi trova la perla deve vendere tutto le altre che considerava preziose e chi ha visto i pesci sotto la superficie del mare non puรฒ fermarsi a contemplarli ma deve fare uno sforzo per raccoglierli.
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Infineย ย tutte e tre ci dicono che chi fa il salto, vendendo, comprando e pescando riceve come ricompensa subito una cosa: la gioia (anche se viene citata solo nella prima parabola).ย Se si deve rinunciare ai propri beni, a quello che si ha, a qualcosa che dร sicurezza, non รจ mai per unโascesi fine a se stessa o per il gusto della rinuncia: รจ per la gioia,ย perchรฉ il Regno porta una ricompensa infinitamente piรน grande di quanto si deve lasciare per entrarci. Non si tratta di vivere facendo sacrifici, infatti la parola โsacrificiโ nel vangelo di Matteo appare solo due volte ed รจ per negarli.ย
In queste parabole Gesรน invita a vedere nellโesperienza di Dio il cammino certo perย ย la pienezza di vitaย alla quale ogni personaย ย aspira.ย In veritร , secondo la terza parabola, Dio non รจ cosรฌ nascosto da non farsi trovare. โร simile a una rete gettata in mare che raccoglie ogni genereโฆโ. Dio accoglie tutti, non fa distinzioni e ciรฒ che viene scartato non รจ una pesce buono o cattivo , che rende lโidea di un giudizio morale ma una pesce vivo da uno morto, putrefatto.ย ย La parabola ci fa intendere che chi trova e accoglie lโinvito di Gesรนย ย e ne diventa discepolo (il nome pesce in Greco รจ lโacronimo della parola CRISTO) verrร riconosciuto da Dio nellโultimo giorno. Si, perchรฉ con questโultima parabola sul Regno Matteo vuole ricordarci che Dio non รจ solo invisibilmente presente ed attuante nel nostro ora , ma lo sarร anche nel giorno del giudizio dove coloro che hanno seguito Gesรน saranno riconosciuti come pesci (cristiani) sani, pieni di vita e non morti/putrefatti e quindi da gettare nel fuoco.ย
ยซAvete compreso tutte queste cose?ยป Gli risposero: ยซSรฌยป.ย Ecco la conclusione nella quale lโevangelista probabilmente mette la sua firma: comprendere e scegliereย il mistero di Dio alle certezze, alle delusioni e credere nel concreto che le nostre vite siano guidate, alimentate e sostenute da questa sua presenza invisibile che ci guida ai valori del bene e della vita. Chissร se noi cristiani del XX secolo abbiamo capito o meno queste cose?ย ย Voi che ne pensate???
Buona domenica!
Fonte: Sito Web

Un luogo dove ascoltare ed approfondire la Parola con l’apporto di P. Arturo, missionario comboniano ?? ???????????, teologo biblista. Se vuoi comunicarti con loro, scrivici a paturodavar @ gmail.com BUON CAMMINO!!!
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