E questo chi รจ? La novitร che spaventa
Chi รจ veramente lo straniero? Perchรฉ facciamo tanta fatica ad aprirci allโaccoglienza non solo dellโaltro, ma anche allโaccoglienza della novitร , degli eventi che accadono, dellโimprevisto? Puรฒ darsi forse che il primo straniero sai io, estraneo a me stesso, e come tale sono anche il primo che chiede di essere accolto. Se non accolgo me stesso, con le mie parti estranee o strane, non amate, non volute, difficilmente mi potrรฒ aprire allโaccoglienza di qualcun altro, persona o evento che sia.
Probabilmente potrebbe essere questa una chiave di lettura del famoso romanzo di Camus, che si intitola proprio Lo straniero. Il titolo potrebbe alludere al fatto che il protagonista รจ un francese che vive al Algeri, ma a ben guardare quel titolo sembra rimandare allโestraneitร del protagonista a tutto quello che gli accade intorno, dalla morte della madre, con cui si apre il romanzo, fino allโassassinio, che egli commette, di un arabo sulla spiaggia. Meursault, il protagonista, sembra estraneo a tutto, anche a Dio ovviamente, al punto da venire alle mani con il prete che vorrebbe proporgli di abbandonare il suo ateismo.
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Accogliere
Lโesercizio che ci viene proposto dalle letture di questa domenica, la disponibilitร cioรจ ad accogliere il profeta, ha la sua difficoltร proprio in questa premessa: mi mette davanti al rapporto con me stesso. ร come se mi mettesse davanti a uno specchio nel quale non mi riconosco.
Il testo del secondo libro dei Re cosรฌ come il Vangelo (Mt 10,37-42) ruotano appunto intorno allโinvito ad accogliere il profeta. Potremmo dire perรฒ che lโaltro รจ sempre in qualche modo un profeta nella mia vita, perchรฉ parla in nome di un Altro. Lโaltro รจ sempre profeta perchรฉ mi costringe a interrogarmi, mi provoca, mi induce a rivedere il mio equilibrio, mette in questione le mie abitudini, spariglia le carte con cui stavo giocando il solitario della mia esistenza.
Il profeta che mi chiede di essere accolto puรฒ essere il figlio che arriva o il genitore anziano che ha bisogno di essere assistito, il profeta da accogliere รจ il nuovo arrivato, il collega, il parroco o lโanimatore. La novitร รจ sempre unโoccasione attraverso cui Dio mi parla. Lโesercizio dellโaccoglienza รจ fondamentale per riconoscere Dio: il Figlio รจ infatti lโinviato del Padre, colui che entra e sconvolge lโordinarietร dellโuomo. E il Figlio รจ Colui che invia i suoi discepoli affinchรฉ portino nel mondo una parola provocatrice che non lascia indifferenti, una parola scomoda, davanti alla quale occorre cambiare prospettiva.
Perdere
Accogliere vuol dire sempre perdere qualcosa, per questo ci fa paura. Al tempo stesso perรฒ nellโaccoglienza cโรจ anche lโunica possibilitร di vita: la mamma perde qualcosa generando il figlio, perde una parte di sรฉ, ma solo in questo modo puรฒ vivere, puรฒ diventare madre e puรฒ permettere a un altro di trovare il suo spazio.
Possiamo rileggere in questo modo lโinvito di Gesรน a non tenere per stessi la propria vita. Chi รจ ossessionato dalla salvaguardia della propria immagine, dalla tutela del proprio futuro, dalla paura di non trovare un posto nel mondo, di fatto finisce con il perdere la propria vita, anzi non comincia mai a vivere. Rimane chiuso dentro di sรฉ.
Si comincia a vivere solo quando si รจ disposti a mettersi in gioco, a rischiare, sapendo di poter anche perdere. E qual รจ il luogo in cui si rischia di piรน se non nelle relazioni? Per questo si ama veramente quando si รจ disposti a perdere. Gesรน รจ il piรน fulgido esempio di questa libertร di rischiare per amore dellโaltro. Per questo puรฒ dire che si vive veramente quando si รจ disposti a prendere la croce, cioรจ il Vangelo, e a vivere seguendo la sua logica, anche quando significa sembrare dei perdenti agli occhi del mondo.
Ritrovare la propria vita significa allora cominciare ad accogliere se stessi, accogliere cioรจ quello straniero che molte volte sono io per me stesso, quando percepisco in maniera estranea e diffidente alcune parti di me, il mio passato, la mia storia e i miei fallimenti. Cominciamo dunque da lรฌ, e poi ci sarร dentro di noi tanto spazio per accogliere il mondo intero.
Leggersi dentro
- Quali sono gli aspetti di te che senti estranei e che fai fatica ad accogliere?
- Come vivi lโinvito di Gesรน a essere accogliente?

Compagnia di Gesรน (Societas Iesu) – Fonte
