Gesรน stavolta sembra davvero esagerare! Quello che dice ai suoi discepoli รจ al limite dellโinaccettabile umanamente e forse anche religiosamente.
Come puรฒ chiedere di amare Lui piรน degli affetti piรน cari e persino della propria vita?
Essere discepoli di Gesรน significa amarlo piรน della propria vita, piรน di chi ti ha dato la vita (i genitori) e anche del frutto della tua vita (i propri figli). Vorrei girare la domanda al mio caro amico Lorenzo che sta attendendo in questi giorni la nascita della prima figlia dalla amata moglie Carla che ha sposato lโanno scorso. Che risponderebbe a queste affermazioni di Gesรน?
Ma voglio fidarmi della parola del Vangelo, sapendo che รจ una parola che non mi vuole fregare e che al contrario contiene per me il segreto della vita eterna giร qui dentro la mia vita limitata.
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Prima di tutto รจ importante sapere che Gesรน parla in un contesto culturale dove i legami di famiglia e di clan famigliare erano fortissimi e legavano le persone in ogni loro scelta. Gesรน propone un modo di vivere le relazioni umane in cui la scelta dโamore รจ al di sopra di tutto, arrivando a considerare come della propria famiglia anche chi non ha legami di sangue, ma solo per il fatto che lโaltro รจ un essere umano e per di piรน debole e bisognoso. Gesรน stravolge il concetto e lโesperienza dei legami umani, liberandoli dalle convenzioni e insegnando il legame dellโamore vero che non deve essere mai scontato ma al contrario coltivato continuamente.
Stando alle parole testuali, Gesรน non invita certo ad odiare i legami di sangue con padri, madri e figli, e tanto meno a odiare la propria vita, ma invita in maniera decisa a scegliere Lui come fonte e termine di ogni amore e di ogni legame. Gesรน invita i discepoli a legarsi a lui non in modo formale e solo obbedendo a direttive e ordini, ma con il cuore. Gesรน stesso per amore รจ uscito da Dio Padre e ha lasciato la comoda condizione divina per farsi uomo accanto agli uomini. San Paolo fa una sintesi stupenda della storia di Gesรน nel capitolo 2 della lettera ai Filippesi: โโฆegli, pur essendo nella condizione di Dio, non ritenne un privilegio l’essere come Dio, ma svuotรฒ sรฉ stesso assumendo una condizione di servo, diventando simile agli uomini.โ
Gesรน รจ il primo che ha amato in modo totale lโuomo, ogni uomo e donna (e quindi anche me) arrivando anche lasciare quel legame profondo con Dio e la sua vita divina.
E la vita non lโha persa, ma lโha donata, e ha saputo amare in maniera pura e piena tutti, compresa anche sua madre Maria!
Amare non significa legare e trattenere, ma far vivere e lasciar andare. E se ci pensiamo bene anche nei rapporti di famiglia quando i legami diventano soffocanti e limitanti alla fine trasformano lโamore nel suo contrario e quel legame dโamore non dona vita ma la toglie.
Penso che quel mio amico che tra poco terrร la sua prima figlia tra le mani e con la moglie la vedrร iniziare a crescere fuori dal corpo della madre. Da loro รจ fisicamente uscita e dalla loro cura educativa imparerร a vivere e diventare sempre piรน grande non solo nel corpo ma anche come persona. Nata da un amore, accolta con amore, nell’amore dovrร anche essere lasciata andare per la sua stradaโฆ
Questo รจ anche quello che chiede Gesรน, che ci insegna a legarci a lui con amore vero, perchรฉ solo in questo legame di amore reciproco possiamo crescere e imparare a fare la nostra strada.
E con Gesรน sappiamo che anche il piรน piccolo gesto di amore non va perduto e avvicina la nostra vita alla sua, e quindi a renderla eterna. Basta anche un piccolo gesto fatto con amore: anche dare un bicchiere dโacqua frescaโฆ
Fonte: il blog di don Giovanni Berti (“in arte don Gioba”)
