Lโaffettuosa ironia di Gesรน risorto
ยซChi รจ il terzo che sempre ti cammina accanto? / Se conto, siamo soltanto tu ed io insieme / Ma quando guardo innanzi a me lungo la strada bianca / C’รจ sempre un altro che ti cammina accantoยป (La terra desolata, v).
Con queste parole T. S. Eliot descrive l’incontro mancato con un personaggio misterioso, che due viandanti non riescono a vedere lungo la strada desolata che percorrono. Il Vangelo di Luca racconta invece che nel pomeriggio di Pasqua i due viandanti alla fine riconoscono il terzo che cammina accanto a loro, mentre discutono e condividono le loro delusioni. Gesรน in persona li accompagna e si inserisce nella conversazione: ยซChe cosa sono questi discorsi che state facendo tra voi lungo il cammino?ยป.
- Pubblicitร -
I due si fermano ยซcol volto tristeยป, e comincia un lungo dialogo, nel quale il Signore riesce piano piano a guarire i due viandanti dalle loro tristezze e disillusioni: ยซNoi speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israeleยป (Lc 24, 17-21). La cura contro la tristezza usata da Gesรน รจ innanzitutto la pazienza di camminare accanto, adeguando il proprio passo a quello dei suoi interlocutori. Rallentando l’andatura diventa possibile far sentire ascoltate le persone con cui si cammina.
Solo a quel punto il Maestro puรฒ provare a mostrare un altro punto di vista, aiutando a capire cosa รจ realmente successo, con pazienza: ยซCominciando da Mosรจ e da tutti i profeti, spiegรฒ loro in tutte le Scritture ciรฒ che si riferiva a luiยป (Lc 24, 27). C’รจ un tono particolare in tutto questo dialogo. Invece di arrabbiarsi di fronte all’iniziale risposta brusca che riceve (ยซSolo tu sei forestiero a Gerusalemme! Non sai ciรฒ che vi รจ accaduto in questi giorni?ยป), il Signore domanda semplicemente: ยซChe cosa?ยป. C’รจ un’affettuosa ironia nel modo con cui Gesรน si prende cura di questi suoi discepoli delusi, che viene espressa in una splendida versione poetica del dialogo: ยซQuale Gesรน chiede Gesรน e si fa raccontare la sua stessissima storia / dal punto di vista dell’agnosticismoยป O. M. Ibรขfiez Langlois, Il Libro della Passione, IX, 11).
Il Maestro non insegna l’ironia mordace nรฉ tantomeno il sarcasmo, ma una certa affettuosa presa in giro, che aiuta a ridimensionare i problemi senza negarli. Un tono in cui si fa sempre sentire la comprensione, che aiuta l’interlocutore a sdrammatizzare la situazione. Non si tratta di negare le preoccupazioni, le inquietudini, i drammi. Si tratta di non prendere troppo sul serio noi stessi mentre affrontiamo i problemi. ร un’arte particolarmente importante in famiglia, ancor piรน adesso che รจ terminata la fase eroica della “quarantena quaresimale”, e ci troviamo incamminati da vari chilometri sul noioso sentiero, che sembra interminabile, della “quarantena pasquale”. Anche restando chiusi in casa รจ necessario imparare a rallentare l’andatura per osservare un figlio, per ascoltare il coniuge, per assistere con pazienza un genitore anziano che non riesce a gestire bene una videochiamata…
Non รจ difficile immaginare il sorriso con il quale i discepoli di Emmaus avranno raccontato decine di volte, prima che confluisse nel Vangelo di Luca, il gesto quasi giocoso con cui il Maestro, senza mostrare la minima fretta, ยซquando furono vicini al villaggio dove erano diretti, fece come se dovesse andare piรน lontanoยป (Lc 24, 28). Ma si puรฒ ancora sorridere nel mondo di oggi? Come i discepoli di Emmaus, anche noi a volte sentiamo il peso delle ansie, come se questa Pasqua non fosse riuscita a rendere il nostro mondo davvero vivibile. In una recente omelia mattutina, Papa Francesco ha invitato a pregare per le donne incinte, che sono inquiete e si domandano: ยซIn quale mondo vivrร mio figlio?ยป.
La Pasqua ci riporta l’invito esplicito di Gesรน a fidarci della sua parola, senza essere ยซstolti e lenti di cuore a credereยป (Lc 24, 25). Il Maestro ci promette che il mondo che troveranno i nostri figli (e anche noi quando finalmente usciremo dalle nostre case) non sarร una terra desolata. Come dice il Papa, ยซsarร certamente un mondo diverso, ma sarร sempre un mondo che il Signore amerร tantoยป. E che guarderร con un sorriso affettuoso e incoraggiante. ย
Fonte: l’Osservatore Romano del 22 aprile 2020
A cura di don Carlo De Marchi
