Commento al Vangelo di domenica 7 novembre 2010 – padre Bruno Secondin

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In questa 32.ma Domenica del Tempo ordinario, la liturgia ci propone il passo del Vangelo in cui i sadducรจi, che non credono nella risurrezione, interrogano Gesรน su tale questione proponendogli lโ€™improbabile caso di una donna che – restando sรนbito vedova dopo ogni matrimonio โ€“ sposa ben sette fratelli. Di chi sarร  moglie alla risurrezione? Gesรน spiega che i risorti non prendono nรฉ moglie nรฉ marito, perchรฉ sono uguali agli angeli. Poi afferma:

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โ€œChe i morti risorgano, lo ha indicato anche Mosรจ a proposito del roveto, quando dice: โ€˜Il Signore รจ il Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbeโ€™. Dio non รจ dei morti, ma dei viventi; perchรฉ tutti vivono per luiโ€.

Su questo brano del Vangelo, ascoltiamo il commento del carmelitano, padre Bruno Secondin, docente di Teologia spirituale alla Pontificia Universitร  Gregoriana:

Una questione seria trattata in modo cosรฌ ridicolo da renderla assurda: ecco come si presenta oggi la domanda sulla resurrezione dei morti. A proporre il quesito sono i sadducei, una corrente giudaica tradizionalista: essi cercano qui di invischiare Gesรน in una diatriba che li vede spesso in contrasto con i farisei. La stravagante casistica dei sette fratelli che per la legge del levirato sono obbligati a sposare (uno dopo lโ€™altro) la stessa donna, fa capire che chi pone la domanda fa finta di immaginare lโ€™oltrevita come una riedizione nobilitata e piรน allegra della vita presente. Ma in realtร  non crede proprio che ci sia. Gesรน reagisce alla banalizzazione cosรฌ meschina del tema, e mette lโ€™accento invece sul Dio della vita, che dona vita a tutti e chiama a comunione con lui nellโ€™amore. Si tratta di una veritร  su cui possiamo solo balbettare con umiltร  e timore: siamo certi del dono di una vita senza fine, ma poco sappiamo come essa sia in realtร . In passato ci si interessava con curiositร  di piรน sulle modalitร  di questa esistenza futura, con consolazioni fantasiose e paure minacciose. Col rischio di qualche superstizione o ossessione. Chi ama Dio si fida di lui e sta in pace.

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