TRASFIGURATI NELLA LUCE DELLA PASQUA IRRADIAMO SUL MONDO LO SPLENDORE INCORRUTTIBILE DEL CIELO CHE BRILLA NELLA CARNE DI CRISTO
Siamo incamminati verso la Pasqua, per celebrare e vivere la vittoria di Cristo sul peccato e sulla morte. โGesรน รจ risorto, รจ il Signore!โ รจ il grido inesausto che, inviata ad ogni angolo della terra, la Chiesa fa risuonare nella storia.
La Pasqua รจ il suo cuore, lโevento che la muove alla ricerca della pecora perduta, le schiude le labbra alla lode che si fa liturgia, le infonde forza e tenacia nelle persecuzioni. La Pasqua รจ il grembo da cui nasce lโannuncio del Vangelo.
Senza la Pasqua non ha senso una sola parola, fosse anche la piรน ragionevole, un solo gesto, fosse anche il piรน nobile. Senza la Pasqua nulla ha senso nella nostra vita. Il mondo, infatti, si dimena cercandone uno, ma รจ come vincolato a un elastico, piรน cerca di allontanarsi dal muro della morte, piรน violentemente ne รจ risucchiato per sbattervi rovinosamente.
Il mondo non conosce la Pasqua, se non travestita da Pasquetta, sci in spalla o gita fuori porta. Una beffarda caricatura, lโevasione al posto della risurrezione, la notte dellโillusione invece della luce della certezza. ย
Il collega, il cugino, il compagno di scuola, forse anche il coniuge o la figlia, sono tutti in fuga, sperando una vacanza, un aumento di stipendio, la vincita a qualche lotteria,ย un baglioreย che rischiari lโesistenza e le dia senso e sostanza.
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E nel mondo, placcati dai suoi tentacoli, viviamo anche noi. Spesso ci lasciamo andare e diventiamo suoi. Il cammino รจ troppo duro, con la moglie rintanata nelle sue crisi, con il marito sepolto nel lavoro e nelle preoccupazioni, con i figli che hanno chiuso qualunque canale di comunicazione; con la salute che se ne va, la pensione ridotta allโosso e i conti in rosso, con la morte, aspra, inesorabile, che ci visita in tutte le fogge.
Il deserto รจ secco accidenti, meglio tornare in Egitto, cipolle e aglio a volontร ; sempre quelli ma che importa, meglio di questโarsura. Eโ vero che la carne ogni volta piรน affamata e insoddisfatta esige sempre gli stessi peccati, ma sembrano cibo gustoso; poi ci accorgiamo che sono veleno, e che fetore in bocca e che lacrime sul viso.
Forse in questo tempo, oggi chissร , il mondo ci ha spento la luce, e brancoliamo nel buio. Per questo ci viene incontro la Quaresima, il deserto dove ritrovare la vita. Un paradosso, non cโรจ vita dove regna la morte. Eppure รจ nella tomba che esplode la Pasqua.
Come giร il Popolo di Israele sul Monte Sinai, il Signore ci prende per mano e ci ยซconduce in altoยป, sul Monte elevato, ยซin disparteยป. I Padri della Chiesa hanno letto in questo evento lโinizio della vita nuova in Cristo. Unโesperienza fondamentale per poter vivere nel mondo senza essere del mondo, la partecipazione alla sua vittoria sulla morte.
Saliamo sul Tabor con Gesรน allora. Lassรน ci vuol donare la fede adulta, che guarda la terra dalla sommitร di un monte, il punto piรน vicino al Cielo. Il mondo e la carne, invece, cercano di vedere e capire il Cielo dalla terra, con i limitati parametri umani.
Da โun alto monteโ si abbraccia un insieme che a terra non si puรฒ. Se restiamo incollati al suolo, chi ci รจ accanto e i fatti della vita restano schiacciati su una prospettiva angusta. Lโaltro sarร solo quello che appare e cade immediatamente sotto i nostri sensi. Un fallimento resterร circoscritto alla frustrazione del momento. E avranno il potere di ferire la nostra anima.
Ma da lassรน รจ tutta unโaltra luce! Come โPietro, Giacomo e Giovanniโ, gli intimi di Gesรน, anche noi siamo chiamati a contemplare un candore mai visto, cosรฌ intenso da diventare โluceโ, ย e sfolgorare proprio lรฌ, da dentro la carne di Gesรน, identica alla nostra.
Nel cuore della Quaresima รจ preparata per noi la visione di Cristo โtrasfiguratoโ, un lampo della Pasqua nel buio del deserto. Senza questa esperienza non possiamo essere cristiani; il Mistero Pasquale di Gesรน ci resterebbe estraneo, un dogma da credere senza perรฒ parteciparne.
Abbiamo bisogno di vedere trasfigurata la carne, che, concretamente, significa sperimentare di avere dentro di noi, peccatori e fragili, la stessa vita di Cristo. Egli ยซfu trasfiguratoยป,ย metamorphรณsi, ย letteralmente โmutรฒ formaโ. Ebbene, la fede adulta รจ proprio questo:ย cambiare forma di entrare nella storia, mentre la sapienza umana cerca di cambiare forma alla storia.
Ma รจ una Grazia che il Padre ci dona rivelandociย Gesรน nella sua Gloria risplendereย nella nostra vita, dissipando le false idee che abbiamo su di Lui. Diciamocelo,ย Lo pensiamo come un eroe dei film, maย non crediamo ancora che Gesรน รจ Dio e ha vinto la morte. Non lo crediamo dinanzi alla Croce, dalla quale fuggiamo impauriti.ย
Per questo Gesรน ci lascia intravvedere dalla sua carne lo splendore della vita immortale. Ma come? Facendoci passare concretamente dalla morte alla vita, dal peccato alla Grazia. La trasfigurazione del Signore si compie in noi mentre la sua vittoria ci accompagna a chiedere perdono, a riconciliarci, ad entrare nella precarietร senza mormorare, ad accogliere un altro figlio, ad accettare la malattia e la morte.
Eโ proprio nel deserto dove vediamo issarsi la Croce che il Padre ci parla. Eโ nella paura della morte che la sua โnubeโ, immagine della sua presenza, ci โavvolgeโ. Eโ qui che, crocifissi con Cristo sul Monte, possiamo ascoltare la notizia che cambia la vita: โEโ Lui il mio Figlio, lโeletto!โ Eโ Lui e sei tu in Lui. Proprio lรฌ, incastrato nellโangoscia, sei Figlio, non resterai nella tomba.
Coraggio allora, nascosta nel dolore vi รจ una bellezza che gli occhi della carne non sanno percepire. Occorre โascoltareโ Gesรน, attraverso la sua Parola profetizzata da โMosรจ ed Eliaโ, nella liturgia e nella predicazione della Chiesa.
โShemร Israel, Ascolta Israele!โ: รจ questa la chiave che apre il sipario sulla Veritร . โAscoltareโ, infatti, In ebraico, infatti, ascoltare e obbedire sono una medesima parola: ascoltare per obbedire, obbedire per amare, amare per passare oltre la morte. Ascoltare per entrare nella Pasqua.
La nostra vita trasfigurata, infatti, รจ una vita evangelizzata, illuminata dalla Buona notizia. Una vita โbellaโ, perchรฉ, come aveva sperimentato Pietro, โรจ bello stare con Gesรนโ. Con Lui ogni situazione diviene un frammento di Paradiso, ogni persona un riverbero del suo volto.
Per questo, come Israele durante la festa di Succot che ricordava la permanenza di Israele nel deserto, con Pietro desideriamo issare e dimorare nelle โtendeโ. Nella precarietร di una tenda si puรฒ vivere felici, gustando una bellezza che ci parla della Pasqua, illuminando la meta verso la quale camminiamo.
Con amore il Signore ci prende per mano e ci dice โAlzatevi, non abbiate pauraโ; โRisuscitateโ e non temete la morte che vi sta ghermendo; รจ salario del peccato, e chi ha conosciuto il perdono e vive trasfigurato con Cristo non la gusterร in eterno.
