Benedetto XVI – Commento al Vangelo del 4 Marzo 2020 – Lc 11, 29-32

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Gesรน, il vero โ€œGionaโ€

Oggi, Gesรน si ci presenta come “uno piรน grande di Giona”. Gesรน Cristo caricรฒ con la colpa di tutti gli uomini; entrรฒ con essa nel Giordano. Iniziรฒ la sua vita pubblica nel luogo dei peccatori. La iniziรฒ come anticipo della croce. E’, per cosรฌ dire, il vero Giona che disse ai marinai: “Prendetemi e gettatemi in mare” (Giona 1:12).

Se nella risurrezione di Lazzaro troviamo la risposta di Gesรน alla richiesta di segni da parte dei suoi contemporanei, tuttavia la sua risposta centrale fu: “Giona rimase tre giorni e tre notti nel ventre del pesce, cosรฌ il Figlio dell’uomo resterร  tre giorni e tre notti nel cuore della terra”(Mt 12,40).

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Il Segno di Dio per gli uomini รจ il Figlio dell’uomo, Gesรน stesso. E lo รจ in modo profondo nel suo mistero pasquale, nel mistero di morte e risurrezione. Egli stesso รจ il “segno di Giona”. Credere in Lui e seguirlo, รจ il grande segno di Dio.

Il commento รจ tratto dai testi di Benedetto XVI. A cura di evangeli.net


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