โMentre Gesรน si allontanava di lร , due ciechi lo seguivano urlando: <<Figlio di Davide, abbi pietร di noi>>โ .
Come avranno fatto questi due ciechi a seguire Gesรน? La situazione sembra tragicomica ma in realtร forse potrebbe indicarci qualcosa di molto piรน profondo. Ci sono cose di cui abbiamo talmente tanto bisogno che sono esse stesse a guidarci. La sete in noi รจ cosรฌ forte che essa stessa ci guida verso la sorgente. ร la grande lezione del vangelo di oggi. La seconda รจ saper trovare compagni di strada. Molte esperienze di amicizia nascono proprio dalla condivisione delle stesse fatiche.
I migliori amici li abbiamo trovati ai margini delle nostre ferite. E li abbiamo riconosciuti amici perchรฉ non li abbiamo usati per riempire i nostri vuoti, ma per aiutarci a rimanere in piedi davanti ad essi. Ecco, due amici cosรฌ, pregano Gesรน e gli implorano la guarigione. “Entrato in casa, i ciechi gli si accostarono, e Gesรน disse loro: <<Credete voi che io possa fare questo?>>. Gli risposero: <<Sรฌ, o Signore!>>.
Allora toccรฒ loro gli occhi e disse: <<Sia fatto a voi secondo la vostra fedeยป. E si aprirono loro gli occhi”. Nessuno puรฒ donarti qualcosa in cui innanzitutto tu non credi veramente, Nessun miracolo รจ possibile per chi non รจ disposto a credergli. Questo non perchรฉ Gesรน non ne abbia il potere, ma perchรฉ senza la partecipazione della nostra libertร noi non vivremmo quel cambiamento come grazia, ma come una magia, un gesto sovrapposto alla vita.
In tutto ciรฒ perรฒ c’รจ una conseguenza che ogni tanto il vangelo sottolinea: รจ talmente tanta la gioia che nemmeno davanti all’espressa richiesta di Gesรน di non dirlo a nessuno, si riesce a stare in silenzio. “Quindi Gesรน li ammonรฌ dicendo: <<Badate che nessuno lo sappia!>>.
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Ma essi, appena usciti, ne sparsero la fama in tutta quella regione”. L’evangelizzazione vera รจ un irresistibile bisogno di condividere la gioia dell’incontro con Chi ha cambiato la nostra vita donandoci di nuovo di vedere qualcosa per cui valga la pena vivere
Commento di don Luigi Maria Epicoco.
