Sorelle Povere di Santa Chiara – Commento al Vangelo di domenica 27 Ottobre 2019

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La preghiera della fede

Continuiamo a lasciarci guidare dallโ€™insegnamento di Gesรน, mentre va verso Gerusalemme, nel comprendere meglio cosa sia la fede. Il Vangelo di questa Domenica ci fa intuire che c’รจ una relazione profonda tra l’atteggiamento di fede e la consapevolezza della presenza di Dio, e quindi la vita di preghiera. รˆ una connessione intrinseca, perchรฉ non ci puรฒ essere preghiera se non c’รจ fede.

โ€œGesรน diceva ai suoi discepoli una parabola sulla necessitร  di pregare sempre, senza stancarsi maiโ€. La ragione della necessitร  di pregare, e di pregare “sempre”, sta nella natura stessa della preghiera. Noi spesso non comprendiamo la necessitร  di pregare perchรฉ abbiamo un’idea infantile della preghiera, come se la preghiera consistesse nell’esporre a Dio i nostri bisogni, o, peggio ancora, nel sollecitare Dio a fare qualcosa che non sta facendo, in modo da supplire alle nostre carenze. Ma l’azione di Dio ci avvolge continuamente e ci offre molto di piรน di quello che noi desideriamo. La preghiera รจ un esercizio per essere in armonia con la Sua Parola, in sintonia con la Sua azione; per essere in comunione con Lui.

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Per questo la preghiera รจ necessaria, ed รจ necessaria a tutti. Ci รจ necessario pregare sempre per sulla stessa lunghezza d’onda della Parola di vita che ci raggiunge e ci fa crescere come figli di Dio. Questa รจ la ragione per cui ci รจ necessario pregare sempre cercando di fare di ogni realtร , contenuto della preghiera.ย  Sappiamo che si puรฒ smettere di pregare, ridurlo a unโ€™azione esterna che non trasforma piรน la persona. Sappiamo che si puรฒ rifiutare di fare di certe realtร  preghiera perchรฉ non le si vuole affrontare di persona, prima ancora che davanti al Signore. La preghiera forse diventa lโ€™arte di assumere, nella durata, le vicende come tempi di relazione con il Signore.

Nel variare di tutto, in primo luogo di se stessi, ciรฒ che puรฒ dare unโ€™unitร  e un senso nella frammentazione รจ proprio questa relazione di fede. Ma come si fa a pregare senza stancarsi mai? Gesรน spiega il motivo di questo sottolineando, con una parabola, cheย  รจ possibile solo se la preghiera diventa una necessitร . La vedova รจ qualcuno che non ha nessuno che si prende cura di lei, che la difende, che la sostiene. Ma questa vedova davanti anche allโ€™uomo ingiusto non si ferma nella sua richiesta e questo perchรฉ per lei รจ necessario, รจ indispensabile, ne va della sua stessa vita. Grida giorno e notte chi capisce che รจ necessario avere un rapporto con Dio per poter avere vita. Spesso non sentiamo questa urgenza, questo โ€œnecessarioโ€ per cui pregare appartiene alle mie esigenze vitali.

โ€œDio non farร  forse giustizia ai suoi eletti, che gridano giorno e notte verso di lui?โ€. La fede resta solo se cโ€™รจ questo grido che sale verso Dio, solo se cโ€™รจ lโ€™invocazione: lโ€™abbandono nella preghiera รจ la premessa dellโ€™abbandono nella fede. La preghiera nasce dalla fede e la fede รจ curata, custodita e mantenuta viva dalla preghiera. Certamente la preghiera non รจ un atto di forza, ma รจ azione di deboli e chiede di riconoscersi tali, di riconoscersi bisognosi di uno sguardo piรน grande, di uno sguardo dโ€™amore sulla nostra vita. Nello stesso tempo la preghiera personale e liturgica aiuta ad assumere, portare e vivere se stessi come deboli, dร  forza nella debolezza. Nella supplica, espressione della nostra debolezza, cโ€™รจ lโ€™unico elemento di forza di cui si puรฒ disporre: nella debolezza sta la propria forza.

โ€œIl Figlio dellโ€™uomo alla sua venuta troverร  la fede sulla terra?โ€. Solo una vita di preghiera, di relazione profonda con il Signore ci puรฒ permettere di vivere nella fede lโ€™oggi della vita alla luce della fine, cioรจ del Regno che viene, della promessa di cieli e terra nuovi e della Gerusalemme celeste in cui ogni lacrima sarร  asciugata. La preghiera รจ il tempo di custodia di questa memoria, รจ la luce in questa attesa. La fede che Gesรน desidera trovare alla fine dei tempi si prende cura dellโ€™altro, perchรฉ non venga meno nellโ€™attesa della venuta del Figlio dellโ€™uomo, perchรฉ sa che รจ dura. Si tratta di vedere e ascoltare il grido di chi รจ senza voce, lโ€™urlo che cade al suolo perchรฉ non trova ospitalitร , il rantolo di chi non sarร  pianto da nessuno. La preghiera che sale a Dio diventa allora anche denuncia di ciรฒ che si oppone al suo regno nella nostra storia e forza che con la sua perseveranza, puรฒ piegare anche il cuore dei potenti.

Commento a cura delle Clarisse di S. Gata Feltria

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