Commento al Vangelo di domenica 27 Ottobre 2019 – p. Alessandro Cortesi op

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La preghiera รจ atteggiamento di chi si scopre povero e si apre a stare sotto lo sguardo di Dio sostegno del povero, dellโ€™orfano e della vedova. In Dio nutre fiducia e attesa perchรฉ Egli โ€˜ascolta la preghiera dellโ€™oppresso, non trascura la supplica dellโ€™orfanoโ€™.

โ€œGesรน disse questa parabola per alcuni che presumevano di essere giusti e disprezzavano gli altri. Due uomini salirono al tempio a pregareโ€ฆโ€. Luca presenta un insegnamento di Gesรน che riguarda la contrapposizione di due modi di pregare, una falsa preghiera e per contro lo stare davanti a Dio in autenticitร .

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La chiave di lettura di questa pagina รจ la critica a chi ritiene di essere giusto. Il fariseo e il pubblicano, lโ€™esattore delle tasse, sono presentati in un comune movimento che li accomuna: entrambi si recano al tempio, tutti e due sono ritratti in un momento della preghiera, ma vivono la stessa esperienza due atteggiamenti profondamente diversi.

La preghiera del fariseo รจ espressione di una tensione religiosa preoccupata dellโ€™osservanza della legge โ€“ e tutto questo รจ buono, positivo, importante: per Israele infatti la legge รจ cammino di vita รจ via per accogliere lโ€™incontro con Dio. Ma il fariseo vive questo ripiegato su di sรฉ, in una ricerca di perfezione individualistica e senza compassione. La osservanza scrupolosa nellโ€™ambito della vita ordinaria รจ centrata sul suo io. Cosรฌ la sua preghiera esprime la vita di quellโ€™uomo religioso attento a compiere le pratiche rituali, scrupoloso nel praticare il digiuno, puntuale nel pagare le tasse. La sua vita รจ condotta secondo prospettive di rettitudine: รจ una vita buona e impegnata. La sua preghiera tuttavia rivela un atteggiamento di fondo che lo rende chiuso allโ€™incontro con Dio perchรฉ presenta a Lui solo i suoi buoni comportamenti come suo possesso e come sua affermazione: a Dio non chiede nulla, presenta solo la sua giustizia. Parla con Dio ma si presenta come un padrone tutto preoccupato del proprio io. La sua preghiera รจ quella di un ricco che offre a Dio le sue ricchezze, ciรฒ che ha accumulato per avere ricompensa. Eโ€™ in fondo un tentativo di piegare Dio alla sua grandezza piuttosto che un ricercare il volto di Dio stesso. Inoltre nella sua vita, pur impegnata, cโ€™รจ senso di superioritร  e disprezzo nei confronti degli altri โ€˜ti ringrazio perchรฉ non sono come gli altri uomini, ladri disonesti e adulteriโ€ฆโ€™.

La sua tensione morale risulta vanificata dalla freddezza nel suo cuore, dallโ€™assenza di un umile affidamento, dal mancare nel riconoscere il proprio limite.

La figura del pubblicano, lโ€™esattore delle tasse, รจ posta a contrasto. La sua non รจ una vita irreprensibile ma รจ segnata dal peccato: esercitava un mestiere mal visto, a servizio della potenza occupante romana nella Palestina del tempo, visto come persona da evitare perchรฉ sfruttatore dei poveri. Non si trova a suo agio nel tempio, luogo di culto e per questo rimane in fondo. La sua preghiera si risolve in una semplice invocazione: โ€˜Dio, abbi pietร  di me peccatoreโ€™. Eโ€™ una sorta di grido e di supplica in cui si riconosce nella condizione di peccato. Non elenca inutili giustificazioni del suo comportamento. Vive un affidamento in veritร . In queste poche parole sta ciรฒ che Gesรน chiede ai suoi: mettersi in veritร  di fronte a Lui non ricchi della propria autosufficienza, ma affidando a Lui la propria povertร . Il pubblicano รจ sincero nel suo rivolgersi senza difese e ponendosi nelle mani di Dio e a lui affidando tutto.

La sua vita รจ segnata dalla consapevolezza del peccato, dal senso di non farcela con le sole sue forze. Non parla di sรฉ a Dio, ma riconosce la possibilitร  che la presenza di Dio nella sua vita lo cambi. Riceve il perdono di Dio, accoglie la sua misericordia perchรฉ non รจ prigioniero del suo io, non รจ ripiegato su di sรฉ. Non รจ migliore del fariseo, nรฉ piรน umile, ma affida a Dio la sua scontentezza per la sua situazione, il desiderio di cambiare: riconosce il primato di Dio nella sua vita. Affida a Dio il peso che aveva nel cuore nella consapevolezza del suo essere peccatore.

โ€œIo vi dico: questi tornรฒ a casa giustificatoโ€. La preghiera รจ esperienza di gratuitร  e di salvezza che viene da Dio e per questo anche nella liturgia nel invocazioni allโ€™inizio , dicendo Signore pietร , e alla fine โ€˜Agnello di Dioโ€ฆ abbi pietร  noiโ€™, riprendono questa semplice preghiera e richiamano allโ€™umiltร  quale condizione umana davanti a Dio.

Continua sul sito di don Alessandro…

p. Alessandro Cortesi op

Sono un frate domenicano. Docente di teologia presso lโ€™Istituto Superiore di Scienze Religiose โ€˜santa Caterina da Sienaโ€™ a Firenze. Direttore del Centro Espaces โ€˜Giorgio La Piraโ€™ a Pistoia. Socio fondatore Fondazione La Pira โ€“ Firenze.

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