don Luigi Maria Epicoco – Commento al Vangelo di oggi, 21 Settembre 2019

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<<Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Andate dunque e imparate che cosa significhi: Misericordia io voglio e non sacrificio. Infatti non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori>>.

La storia di Matteo ci serve per non perdere mai di vista il metro di misura che Gesรน usa. Egli ci sceglie perchรฉ ama di noi non ciรฒ che amano tutti, e forse ciรฒ che nemmeno noi amiamo di noi stessi. Egli ama di noi il nostro scarto, la nostra debolezza, la nostra fatica. Non รจ un modo per giustificarla ma per riempirla di significato. Lรฌ dove noi sperimentiamo di non essere degni di amore, lรฌ lui invece ci ama.

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La parte bella di noi รจ facile da amare. Ci dร  gloria, dร  soddisfazione anche alla gente che abbiamo intorno, ma la parte buia di noi, quella malata, fa scappare tutti. Ma mentre tutti scappano, lui invece resta e va a cercare proprio questa parte. รˆ a partire dalla nostra miseria che il Signore costruisce con noi una relazione di intimitร . Perchรฉ va a scovare la parte piรน intima, quella piรน nascosta, quella che ci fa piรน male, e la libera dalla vergogna e dalla colpa, donandole la possibilitร  di guarire.

Infatti solo l’amore fa guarire, mentre il giudizio rende solo piรน profonda la nostra miseria. Credo che questo giustifichi la velocitร  con cui Matteo risponde alla chiamata di Gesรน: <<Gesรน vide un uomo, seduto al banco delle imposte, chiamato Matteo, e gli disse: “Seguimi”. Ed egli si alzรฒ e lo seguรฌ>>. รˆ Gesรน che vede Matteo, e non Matteo che vede Gesรน per primo.

รˆ sempre lui che fa il primo passo, e questo ci mette nella condizione di dire che se noi desideriamo un cambiamento, lui lo ha desiderato prima di noi e certamente sta giร  facendo qualcosa. Serve perรฒ che mettiamo in moto anche la nostra libertร , prendendo delle decisioni, accogliendo, facendo spazio soprattutto allโ€™esperienza del perdono, e di un Dio che vuole entrare nelle nostre fragilitร , sedere a tavola con loro, evangelizzarle, parlare loro, Ma questo non dipende piรน da lui, ma da noi.

Commento a cura di don Luigi Maria Epicoco.

Qui puoi continuare a leggere altri commenti al Vangelo del giorno.

Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Misericordia io voglio e non sacrifici.

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 9, 9-13

In quel tempo, Gesรน, vide un uomo, chiamato Matteo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: ยซSeguimiยป. Ed egli si alzรฒ e lo seguรฌ.
Mentre sedeva a tavola nella casa, sopraggiunsero molti pubblicani e peccatori e se ne stavano a tavola con Gesรน e con i suoi discepoli. Vedendo ciรฒ, i farisei dicevano ai suoi discepoli: ยซCome mai il vostro maestro mangia insieme ai pubblicani e ai peccatori?ยป.
Udito questo, disse: ยซNon sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Andate a imparare che cosa vuol dire: “Misericordia io voglio e non sacrifici”. Io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatoriยป.

Parola del Signore.

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