Sorelle Povere di Santa Chiara – Commento al Vangelo di domenica 4 Agosto 2019

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Arricchire presso Dio

In questo viaggio di Gesรน verso Gerusalemme, sono molti gli incontri che Gesรน fa e che lo interpellano e danno una direzione al suo discorso, al suo insegnamento. Luca in questi capitoli 12 e 13 ci offre un lungo insegnamento di tipo sapienziale che si rivolge allโ€™oggi in cui viviamo e al quale si deve porre attenzione perchรฉ ha un limite.

Il discorso di Gesรน รจ introdotto qui dalla domanda di un tale che lo pone in mezzo ad una situazione di tensione: “Maestro, di’ a mio fratello che divida con me l’ereditร “. La brama, la cupidigia, quando sono presenti nel cuore umano, finiscono per alimentare i conflitti, per accecare gli occhi, che non riescono piรน a vedere nรฉ i fratelli nรฉ il prossimo. Ecco perchรฉ Gesรน oggi ci sprona ad aprire lo sguardo, a vivere vigilanti: โ€œFate attenzione e guardatevi da ogni cupidigia perchรฉ, anche se uno รจ nellโ€™abbondanza, la sua vita non dipende da ciรฒ che egli possiedeโ€.

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รˆ un avvertimento alla vigilanza continuamente rinnovata affinchรฉ la seduzione del possesso e dei beni, veri idoli, non impedisca al credente non solo il vero e autentico riconoscimento di Dio, ma anche una vita pienamente umana, che resta per ciascuno sempre un compito da vivere nella condivisione. Noi umani siamo preda di una facile illusione: credere che la pienezza della vita ci venga da ciรฒ che possediamo, dal denaro, dalla proprietร , e non da ciรฒ che siamo. Noi siamo chiamati ad essere molto piรน di ciรฒ che abbiamo e in veritร  in qualsiasi relazione, momento della vita, o cโ€™รจ un invisibile che รจ piรน grande di ciรฒ che vediamo e riusciamo ad accumulare, o la nostra vita รจ vuota, inconsistente.

Da cosa ho vita?ย  A cosa chiedo la vita e in che cosa la rendo stabile, vera? Non possiamo chiedere vita alle cose che ne hanno meno di noi, alle cose che sono solo transitorio momento di possesso. Questo non significa che la cura dei beni su questa terra non conti niente. Lโ€™amore per la povertร , i bisognosi รจ possibile solo per chi non considera importante il denaro, ma chi considera importanti le persone, la custodia della vita umana. Purtroppo nella storia dei nostri giorni tocchiamo con mano che il dare troppo peso allโ€™economia ci porta ad essere sempre piรน aggressivi e intolleranti con i poveri, con chi รจ altro da noi, perchรฉ si รจ angosciati di mettere al riparo ciรฒ che abbiamo, di rendere per noi comoda una vita che alla fine non sarร  piรน nelle nostre mani.

La campagna di un uomo ricco aveva dato un raccolto abbondanteโ€ฆ..โ€ Gesรน racconta la parabola dellโ€™uomo ricco che fa di tutto per accumulare i beni per sรฉ. Arriva ad ottenere il suo scopo e si sente nella realizzazione del suo desiderio di accumulo, soddisfatto, autosufficiente, sicuro di sรฉ, fino a poter dire a se stesso: โ€œOra che disponi di molti beni, per molti anni, riposati, mangia, bevi e divertiti!โ€. รˆ un programma di vita nel quale il suo io diventa lโ€™unico soggetto: โ€œIo farรฒ, io demolirรฒ, io costruirรฒ, io raccoglierรฒ, io dirรฒ a me stesso!โ€. E tutto il resto โ€“ raccolti, magazzini, e beni โ€“ sono accompagnati dallโ€™aggettivo possessivo โ€œmieiโ€.

In questa situazione non si riesce nemmeno a intravedere la possibilitร  della condivisione, a leggere che lโ€™abbondanza dei raccolti, o delle ricchezze da noi accumulate, รจ unโ€™occasione per distribuire quei beni inattesi ai poveri e a chi non ha questa fortuna. Questโ€™uomo, presente anche in noi, sa vedere solo i propri beni, in una solitudine della quale non รจ consapevole, accecato dalle proprie ricchezze, preoccupato solo di difendere. Secondo la prospettiva del mondo tutto ciรฒ che abbiamo, e spesso che siamo, รจ tutto ciรฒ che ci appartiene qui, secondo un’altra prospettiva quello che noi abbiamo รจ solo una parte di ciรฒ che veramente noi siamo e a cui siamo chiamati a partecipare.

I beni hanno una importanza, possono essere anche un mezzo per amare, per fare del bene, ma la vita non sta in loro. Se la nostra vita dipende da ciรฒ che abbiamo siamo nel punto sbagliato perchรฉ arriverร  il momento in cui perderemo tutto quello che abbiamo: “Stolto, questa notte stessa ti sarร  richiesta la tua vita. E quello che hai preparato, di chi sarร ?“. Lโ€™uomo ricco della parabola, che ha abbondanza su tutti i punti di vista , รจ un uomo che non ha una risposta di fronte a chi gli chiede conto della sua vita. Il nostro problema รจ avere una vita vera. In questo testo vediamo cosa porta essere bloccati in una vita piccola, senza grandezza, in una vita che non sfonda il muro della morte, della fine della nostra esistenza.

โ€œCosรฌ รจ di chi accumula tesori per sรฉ e non si arricchisce presso Dioโ€ Cโ€™รจ un arricchire davanti a Dio. Siamo chiamati a puntare su ciรฒ che resta: oggi se il Signore mi chiedesse la vita, che cosa veramente ho ? Che cosa resterebbe della mia esistenza, di me? La sapienza con cui Gesรน ci chiede di vivere il nostro oggi sta nellโ€™imparare a vivere rispondendo a Dio della propria vita, scoprendo che in fondo ogni giorno รจ lโ€™ultimo perchรฉ unico e irrepetibile e dobbiamo vivere con la leggerezza di sapere che uno solo sarร  il giudice, il mediatore tra noi e gli altri.

Ogni situazione limite che ci pone avanti la storia ci permette di verificare quanta vita abbiamo . Quando incontreremo Colui che Dio ha costituito giudice e mediatore, allora sarร  evidente la realtร  della nostra vita e si manifesterร  se abbiamo tenuto conto o meno della volontร  di Dio che tutti gli uomini siano fratelli che sanno partecipare con giustizia dei beni ricevuti, in quella condivisione che vince la miseria. Chi ha accumulato per sรฉ con un folle egoismo, chi non si รจ โ€œarricchito presso Dioโ€, cioรจ condividendo i suoi beni, sarร  nella solitudine eterna. Colui che da ricco che era si รจ fatto povero per arricchire noi con la sua povertร , ci mostra, con la sua totale adesione al Padre, la bellezza di una vita che non trattiene nulla per sรฉ, nemmeno il dono della vita oltre ogni morte di cui ci fa partecipi.

Allora anche se la vita sarร  spezzata sul legno della croce, se sembrerร  allโ€™occhio accecato di sรฉ una vita sprecata, sarร  un vita solidale fino in fondo con ogni uomo con cui vuole condividere tutto ciรฒ che ha ricevuto dal Padre. Solo cosรฌ avrร  saputo essere dono e genererร  vita per tutti, nella grazia di non essere per sรฉ, ma vita per il mondo.

Commento a cura delle Clarisse di S. Gata Feltrie

Letture della
XVIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO โ€“ ANNO C

Prima Lettura

Quale profitto viene allโ€™uomo da tutta la sua fatica.

Dal libro del Qoรจlet
Qo 1,2; 2,21-23

ย 
Vanitร  delle vanitร , dice Qoรจlet,
vanitร  delle vanitร : tutto รจ vanitร .
ย 
Chi ha lavorato con sapienza, con scienza e con successo dovrร  poi lasciare la sua parte a un altro che non vi ha per nulla faticato. Anche questo รจ vanitร  e un grande male.
ย 
Infatti, quale profitto viene allโ€™uomo da tutta la sua fatica e dalle preoccupazioni del suo cuore, con cui si affanna sotto il sole? Tutti i suoi giorni non sono che dolori e fastidi penosi; neppure di notte il suo cuore riposa. Anche questo รจ vanitร !
Parola di Dio

Salmo Responsoriale

Dal Salmo 89 (90)
R. Signore, sei stato per noi un rifugio di generazione in generazione.

Tu fai ritornare lโ€™uomo in polvere,
quando dici: ยซRitornate, figli dellโ€™uomoยป.
Mille anni, ai tuoi occhi,
sono come il giorno di ieri che รจ passato,
come un turno di veglia nella notte. R.
ย 
Tu li sommergi:
sono come un sogno al mattino,
come lโ€™erba che germoglia;
al mattino fiorisce e germoglia,
alla sera รจ falciata e secca. R.
ย 
Insegnaci a contare i nostri giorni
e acquisteremo un cuore saggio.
Ritorna, Signore: fino a quando?
Abbi pietร  dei tuoi servi! R.
ย 
Saziaci al mattino con il tuo amore:
esulteremo e gioiremo per tutti i nostri giorni.
Sia su di noi la dolcezza del Signore, nostro Dio:
rendi salda per noi lโ€™opera delle nostre mani,
lโ€™opera delle nostre mani rendi salda. R.

Seconda Lettura

Cercate le cose di lassรน, dove รจ Cristo.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Colossรฉsi
Col 3,1-5.9-11

ย 
Fratelli, se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassรน, dove รจ Cristo, seduto alla destra di Dio; rivolgete il pensiero alle cose di lassรน, non a quelle della terra.
ย 
Voi infatti siete morti e la vostra vita รจ nascosta con Cristo in Dio! Quando Cristo, vostra vita, sarร  manifestato, allora anche voi apparirete con lui nella gloria.
ย 
Fate morire dunque ciรฒ che appartiene alla terra: impuritร , immoralitร , passioni, desideri cattivi e quella cupidigia che รจ idolatria.
ย 
Non dite menzogne gli uni agli altri: vi siete svestiti dellโ€™uomo vecchio con le sue azioni e avete rivestito il nuovo, che si rinnova per una piena conoscenza, ad immagine di Colui che lo ha creato.
ย 
Qui non vi รจ Greco o Giudeo, circoncisione o incirconcisione, barbaro, Scita, schiavo, libero, ma Cristo รจ tutto e in tutti.

Parola di Dio

Vangelo

Quello che hai preparato, di chi sarร ?

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 12, 13-21

In quel tempo, uno della folla disse a Gesรน: ยซMaestro, diโ€™ a mio fratello che divida con me lโ€™ereditร ยป. Ma egli rispose: ยซO uomo, chi mi ha costituito giudice o mediatore sopra di voi?ยป.
E disse loro: ยซFate attenzione e tenetevi lontani da ogni cupidigia perchรฉ, anche se uno รจ nellโ€™abbondanza, la sua vita non dipende da ciรฒ che egli possiedeยป.
Poi disse loro una parabola: ยซLa campagna di un uomo ricco aveva dato un raccolto abbondante. Egli ragionava tra sรฉ: โ€œChe farรฒ, poichรฉ non ho dove mettere i miei raccolti? Farรฒ cosรฌ โ€“ disse โ€“: demolirรฒ i miei magazzini e ne costruirรฒ altri piรน grandi e vi raccoglierรฒ tutto il grano e i miei beni. Poi dirรฒ a me stesso: Anima mia, hai a disposizione molti beni, per molti anni; ripรฒsati, mangia, bevi e divรจrtiti!โ€. Ma Dio gli disse: โ€œStolto, questa notte stessa ti sarร  richiesta la tua vita. E quello che hai preparato, di chi sarร ?โ€. Cosรฌ รจ di chi accumula tesori per sรฉ e non si arricchisce presso Dioยป.

Parola di Dio

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