Commento al Vangelo di domenica 7 Aprile 2019 – Congregazione per il Clero – p. Gaetano Piccolo S.I.

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V Domenica di Quaresima – Anno C

Ruoli che non abbiamo scelto

Come diceva Shakespeare, la vita รจ un palcoscenico, e tutti noi amiamo recitare un ruolo. Sebbene proviamo a cambiare di tanto in tanto la nostra maschera, ci sono dei ruoli per i quali abbiamo una certa preferenza. E molte volte rischiamo di rimanere intrappolati dentro maschere da cui non riusciamo a liberarci.

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Ci fissiamo per esempio nel ruolo della vittima, nel personaggio di chi paga le conseguenze dellโ€™ingiustizia del mondo e diamo facilmente la colpa agli altri senza assumerci mai le nostre responsabilitร .

Altri invece amano recitare il ruolo degli accusatori, sono quelli che si ritengono sempre giusti, curano lโ€™immagine e non vogliono essere trovati in difetto. E poi ci sono quelli che provano a svolgere il ruolo del salvatore, sono quelli che devono salvare le situazioni a ogni costo, si sacrificano per gli altri anche quando nessuno glielo chiede. Quando questi tre ruoli appaiono insieme, si rischia di costruire un gioco spiacevole che puรฒ andare allโ€™infinito. Lโ€™unico modo per uscirne รจ che uno degli attori si sottragga al ruolo che gli viene imposto di giocare.

Spezzare il gioco

Anche questa pagina del Vangelo, a ben guardare, potrebbe essere letta in questa chiave. Cโ€™รจ una donna che รจ costretta a recitare il ruolo di vittima. Forse da sempre le hanno trasmesso il messaggio che lei poteva essere solo una prostituta, che non meritava lโ€™amore. Si sarร  sentita giudicata per tutta la vita. E infatti ci sono degli accusatori che lโ€™hanno sorpresa in flagrante adulterio, come se da sempre la spiassero per aspettare il momento opportuno per accusarla pubblicamente.

Questi accusatori si presentano come esperti della legge, come modelli di osservanza. Sono immagine di quelle persone sempre pronte a criticare. Sono quelli che impiegano le loro energie per difendere costantemente la propria immagine di persone irreprensibili. Sono proprio loro che vorrebbero costringere Gesรน nel ruolo del giudice, cioรจ di colui che puรฒ salvare o condannare. Ma รจ proprio qui che avviene il gesto inaspettato che rompe il gioco. Gesรน si sottrae al ruolo che gli viene imposto e spezza la dinamica in cui gli altri sono intrappolati. Gesรน si alza, uscendo cosรฌ dallo spazio riservato al giudice. Ribalta sugli accusatori il compito di giudicare, offrendo loro la possibilitร  di salvare quella donna o condannarla. Invita cioรจ chi accusa a cambiare posizione, a vedere le cose da un altro punto di vista.

Gli altri ci rivelano

Gli altri sono infatti sempre uno specchio che ci sta davanti. Quando qualcuno provoca disagio in noi, dobbiamo sempre chiederci quale parte di noi sta toccando. Quel disagio nasce spesso da un confronto. Lโ€™altro fa emergere quello che io non ho (e suscita invidia) o mi ricorda un aspetto di me che non mi piace (e mi suscita rabbia). รˆ inevitabile rivedere in ogni storia qualcosa della mia vita.

Questi scribi e farisei vedono nellโ€™infedeltร  di questa donna la loro infedeltร  potenziale (o anche reale). Quella donna ricorda ciรฒ che loro stessi possono essere. Del resto, la Scrittura accusava frequentemente Israele di essere una sposa adultera e infedele. Ogni israelita, dunque, puรฒ pensarlo di se stesso.

Forse va letto in questo modo quel gesto di Gesรน di scrivere per terra. Scrive probabilmente delle parole per coloro che si presentano come esperti delle parole della Legge. Anche quelle parole perciรฒ possono essere uno specchio in cui rivedersi. Gesรน ci invita a leggerci nella vita delle persone che accusiamo. Anche noi siamo cosรฌ, anche noi siamo in fondo vittime.

Siamo spesso tentati di distruggere lo specchio per evitare che continui a rimandarci unโ€™immagine di noi che non ci piace. Ma possiamo anche cogliere lโ€™opportunitร  di imparare qualcosa di noi dalla storia di coloro che accusiamo.

La libertร  di giocare

Sottraendosi al ruolo che gli accusatori vogliono imporgli, Gesรน spezza il gioco e sconvolge le posizioni. Gesรน sa bene che il vero imputato in quel processo รจ lui stesso. Quello che sta avvenendo a questa donna anticipa ciรฒ che poco dopo accadrร  alla sua vita. Si ritroverร  imputato, innocente condannato, davanti a un giudice che sarร  schiavo del suo ruolo.

Coloro che accusano, gli scribi e i farisei, si ritrovano a essere gli imputati e perciรฒ abbandonano il gioco.

Quando Gesรน e la donna restano da soli, Gesรน si china di nuovo, si rimette nella posizione del giudice, ma questa volta รจ egli stesso che sceglie quel ruolo. Gesรน รจ il giudice giusto e proprio per questo puรฒ rivolgere parole di misericordia.

Gesรน รจ colui che salva ogni uomo. Eppure non rimane nella posizione del giudice: dopo aver aiutato la donna a prendere consapevolezza del proprio errore, Gesรน si alza anche per lei. Non รจ solo il giudice, รจ anche il Salvatore, รจ il Risorto.

Gesรน entra nei triangoli drammatici nei quali, in un modo o nellโ€™altro ci ritroviamo. Egli spezza il gioco e costruisce percorsi nuovi, dove possiamo diventare pienamente consapevoli e liberi di stare nel gioco che vogliamo giocare: ยซNon ricordate piรน le cose passate,

non pensate piรน alle cose antiche!

Ecco, io faccio una cosa nuova:

proprio ora germoglia, non ve ne accorgete?ยป (Is 43,18-19).

Leggersi dentro

  • Quale ruolo giochi ordinariamente nelle relazioni con gli altri?
  • In che modo il Signore ti sta facendo sperimentare la sua misericordia?

P. Gaetano Piccolo SJ

Compagnia di Gesรน (Societas Iesu)Fonte

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