Vangelo di domenica 24 Marzo 2019 – don Mauro Pozzi

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Il commento al Vangelo di domenica 24 Marzo 2019, a cura di don Mauro Pozzi.

La pazienza del Signore รจ infinita, ma la nostra vita no… il momento per iniziare a portare frutto รจ adesso.

PAZIENZA E URGENZA

Il Signore ha tanta pazienza con noi. Vuole darci tutte le possibilitร  di fruttificare, anche se noi siamo cocciuti e presuntuosi. Il racconto della vocazione di Mosรจ ce lo prova. Mosรจ avvicinandosi al roveto si trova al cospetto di Dio che gli parla e che gli affida la missione di liberare il suo popolo. Ci si potrebbe aspettare un immediato consenso da parte sua, invece fa un mucchio di obiezioni.

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Se mi chiedono il tuo nome cosa devo dire? Chiede un segno e il Signore gli fa trasformare il bastone in serpente, ma non basta ancora, perchรฉ Mosรจ non vuole accettare, gli dice che รจ impacciato a parlare e allora Dio lo rassicura dicendo che sarร  con lui suo fratello Aronne che gli farร  da portavoce. In pratica รจ Dio che prega Mosรจ e non viceversa! Se con gli uomini non usasse questa bontร , poveri noi. Gesรน ci invita perรฒ a non abusare della pazienza del Padre. Si rifร  alla cronaca nera del suo tempo e cita due episodi in cui alcuni sono morti, per mano dei romani e per il crollo di una torre.

รˆ rassicurante pensare che siano morti perchรฉ lo meritavano, ma Gesรน ci mette in guardia: in realtร  tutti dobbiamo convertirci e non pensare che tocchi sempre agli altri, come se noi fossimo giร  buoni. I terremoti e le sciagure recenti sono fatti analoghi. Mentre noi crediamo di possedere il mondo e di poterci salvare solo con la scienza e la tecnica, la natura ci riporta alla realtร . Siamo fragili e mortali. Il nostro occidente invece di costruire giustizia fabbrica armi; invece di soccorrere i poveri cerca solo il profitto anche a spese di chi รจ piรน debole.

Come puรฒ sopravvivere a lungo un sistema cosรฌ iniquo? Se non vi convertirete perirete tutti allo stesso modo. Non รจ la minaccia di un castigo di Dio, ma un avvertimento: se non cambiamo rotta, la nostra aviditร  ridurrร  questo pianeta un deserto. Dalla parabola del fico, sembra addirittura che Dio sia stanco di aspettare che noi, cioรจ lโ€™albero, facciamo frutto. Vorrebbe che fosse tagliato subito. Il Maestro รจ il giardiniere, che fa un estremo tentativo: diamogli ancora una possibilitร . Grazie a Lui cโ€™รจ ancora una parte di umanitร  che prega e che si sforza di vivere la legge dellโ€™amore e cosรฌ facendo ci salva dallโ€™ira di Dio.

Ecco perchรฉ dobbiamo convertirci e diventare contagio positivo, per contribuire alla salvezza nostra e del mondo intero. Ogni anno in quaresima siamo invitati a fare un esame di coscienza e a ricominciare. Il vangelo parla a ciascuno di noi, non parla solo agli altri, bisogna che ciascuno dica a se stesso: come posso convertirmi? Cosa mi chiede il Signore? In che modo posso migliorare la mia vita?

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