don Luigi Maria Epicoco – Commento al Vangelo del 25 Dicembre 2018

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I Vangeli di Natale ci accompagnano dalla notte, allโ€™aurora, al pieno giorno facendoci fare esperienza di tre sguardi diversi sulla stessa scena. Nella messa della notte cโ€™รจ lo sguardo cieco di Cesare Augusto che ordina un censimento su tutta la terra per contare i cittadini del suo impero.

Cesare conta i numeri ma non sa che non serve a nulla contare se non sai riconoscere i volti di quei numeri. Chi nella vita calcola troppo si perde ciรฒ che conta: le persone, gli affetti, lโ€™amore, la felicitร .

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Diverso รจ il caso dei pastori che allโ€™albeggiare โ€œvanno senza indugioโ€ e trovano Gesรน cosรฌ come gli angeli avevano annunciato loro.

Solo i semplici credono agli angeli, i superbi sorridono alle storie degli angeli, a loro piace credere ai ragionamenti, mentre le persone semplici credono ai fatti, anche quando non ne sanno dare una spiegazione.

Per questo รจ piรน facile parlare alla povera gente, non perchรฉ รจ piรน credulona, ma รจ piรน disposta ad ascoltare ciรฒ che non capisce. I cosiddetti intelligenti, invece, tutto ciรฒ che non capiscono dicono che non esiste.

E piรน che intelligenti sembrano solo molto miopi. Ma per fortuna non tutti gli intelligenti sono uguali, infatti cโ€™รจ quello sguardo cosรฌ โ€œintelligenteโ€ del prologo del Vangelo di Giovanni, che riesce a intuire che dietro quel bambino cโ€™รจ โ€œil Verbo fatto carneโ€, praticamente lโ€™oceano della Sapienza fatta bambino e adagiato in una mangiatoia.

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