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Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 13 Novembre 2018

Data:

Non si fanno giochini, fra discepoli. Se abbiamo conosciuto e amato il Signore, se ci ha davvero cambiato il cuore e la vita, se abbiamo capito che esiste un gigantesco progetto di salvezza sull’umanità che Dio chiede di condividere, se abbiamo messo la nostra intelligenza e le nostre forze a servizio del Regno, sappiamo che il Signore ci prende sul serio, ci conta fra i suoi e ci tratta da adulti.

Non aspettiamoci complimenti e moine, se siamo nel gruppo dei suoi, non aspettiamoci troppe consolazioni ed emozioni spirituali, se abbiamo deciso di seguire colui che non ha dove posare il capo.

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Siamo servi inutili che Dio rende preziosi, siamo resi importanti ma solo se consapevoli di essere piccoli e fragili. La Chiesa è serva della Parola (anche se qualcuno si comporta come se ne fosse il proprietario!) e segue il suo Maestro, gli prepara la strada.

Quanto è triste vedere dei cristiani che non si fanno servi ma piccoli dittatori!

Quanto è sconfortante vedere, nelle parrocchie, le piccole gerarchie, le invidie, le persone preferite, invece di vedere persone diverse che mettono i loro carismi, con umiltà, nelle mani del Signore!

Fonte

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Lc 17, 7-10
Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù disse:
«Chi di voi, se ha un servo ad arare o a pascolare il gregge, gli dirà, quando rientra dal campo: “Vieni subito e mettiti a tavola”? Non gli dirà piuttosto: “Prepara da mangiare, strìngiti le vesti ai fianchi e sérvimi, finché avrò mangiato e bevuto, e dopo mangerai e berrai tu”? Avrà forse gratitudine verso quel servo, perché ha eseguito gli ordini ricevuti?
Così anche voi, quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: “Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare”».

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

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