Voce Serafica di settembre

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Cosโ€™รจ Voce Serafica?

Voce Serafica della Sardegna รจ la rivista mensile dei Cappuccini della Sardegna, fondata nel 1921 da Padre Ignazio Rossi da Carrara. La rivista รจ nata soprattutto per divulgare le attivitร  e le opere apostoliche della Famiglia Cappuccina sarda; fin dallโ€™inizio รจ stata, ed รจ ancora, anche uno strumento per diffondere la devozione verso Santโ€™Ignazio da Laconi e degli altri confratelli che si sono โ€œdistintiโ€ in maniera esemplare per la loro vita. Il โ€œbollettinoโ€ (cosรฌ era chiamata la rivista fino a non molti anni fa) era indirizzato in maniera particolare agli appartenenti alla famiglia francescana. La pubblicazione, intesa come strumento di evangelizzazione, ebbe subito un successo enorme, se si pensa che un mese dopo la sua nascita contava giร  1.300 abbonati. La rivista, aperta alla collaborazione dei laici e dei religiosi, ha curato alcune rubriche molto interessanti sulla religiositร , lโ€™arte sacra e la storia dellโ€™Isola.

Lโ€™intento principale รจ comunque quello di promuovere nei lettori la maturazione della fede e lโ€™insegnamento evangelico, secondo l’esempio di San Francesco dโ€™Assisi.

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I primi numeri, stampati in b/n erano formati da 10 pagine; nel numero di novembre 1948 appare la prima copertina a colori, dove รจ rappresentato Santโ€™Ignazio da Laconi che, di fronte ad un Crocifisso, prega la Madonna, ed ha come sfondo lโ€™Isola. Poco tempo dopo una nuova copertina ricorda lโ€™elevazione agli onori degli altari di santโ€™Ignazio nel novembre 1951; dal 1956 la copertina sarร  sempre a colori.

Oggi Voce Serafica conta 44 pagine ed รจ stampata completamente in quadricromia. Senza tradire la sua ispirazione francescana, essa si presenta in tutta semplicitร  ed รจ il frutto della collaborazione dei laici e dei religiosi cappuccini che operano in Sardegna dal 1591. Molto diffusa nellโ€™Isola, nel Continente e allโ€™estero, essa conta attualmente piรน di 20.000 abbonati. Essa costituisce ancor oggi uno strumento insostituibile per conoscere la Sardegna e la Chiesa sarda.

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