p. Ermes Ronchi – Il dono di Salomone

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Commento alla prima lettura di domenica 26 luglio 2020, 1 Re 3, 5. 7-12, a cura di p. Ermes Ronchi.

IL DONO DI SALOMONE

Un contadino e un mercante trovano tesori.
Lo trova uno che, occhi fissi al suo lavoro, per caso, tra rovi e sassi, su un campo non suo, si imbatte nell’inaudito!
Lo trova l’altro, intenditore esperto che sa bene dove cercare, navigante per il quale la ricerca stessa è pura gioia: andare e ancora andare, occhi che guardano oltre.
E il suo fiuto gli dà ragione.

Un bellissimo Dio che non sopporta le statistiche: a tutti è dato incontrarlo, o esserne incontrati.

“Come un tesoro nascosto in un campo”.
Parola magica, da innamorati, da favole, da storie grandi.
I protagonisti della parabola non sono i due fortunati, ma il tesoro, che da sempre convoca mercanti e discepoli del Vangelo da ogni angolo della terra. Un tesoro ci attende, a dire che l’esito della storia sarà felice, comunque e nonostante tutto, perché sono in gioco forze più grandi, e il grande segreto è ben oltre noi.

Tesoro e perla sono nomi di Dio.

E sono per me, contadino e mercante, e mi chiedono: ma Dio è un tesoro o un dovere? È una perla o un obbligo?
Cristo è tesoro e perla per me, e seguirlo è stata l’azione migliore della mia vita. Mi sento contadino fortunato, mercante immeritatamente ricco! E ringrazio Lui che mi ha fatto inciampare in uno e in molti tesori, lungo molti giorni e strade della mia vita, facendola diventare una finestra DI GIOIA nel cielo.
I discepoli stessi non hanno soluzioni, ma cercano! Con GIOIA!
Come quel trepidante uomo, che in fretta va! Vende! Compra!
E tutti trovano perle seminate nel mare della vita, perché credere ci sprona a cercare, proiettarci, lavorare il campo, scovare dal tesoro “cose nuove e cose antiche”.
Noi avanziamo solo cercando tesori (là dov’è il tuo tesoro, lì è anche il tuo cuore) con fame di bellezza, come ostinati mercanti che cercano le perle più belle.
Chiedi al Signore la gioia e Lui ti risponderà dandoti vita.
Gioia non facile: c’è un campo da lavorare, rovi e sudore, tesori da trovare e nascondere, un tutto da vendere e investire. Ma il cristianesimo non è rinuncia, è tesoro. Se uno stupore, un “che bello!”, non precede le rinunce, esse saranno solo tristezza, disamore, consumazione del cuore, freddo.
La vita non è etica ma estetica, e avanza dritta per attrazione, sedotta dalla bellezza di Cristo e del mondo come lui lo sogna.
Allora lascerò tutto, per avere tutto!Venderò tutto, per guadagnare tutto!
Ma come diventerò cercatore di perle?
L’uomo compra il campo ma non il tesoro, che SA ATTENDERE.
Chiederò il dono di Salomone:
dammi Tu un cuore che ascolta!
Tesoro immenso per ascoltare Dio e il grido di Abele, e cielo e terra, e angeli e parabole; per ascoltare la cattedra dei piccoli della terra.
Solo allora vedremo tesori nascosti.

L’uomo che vive davvero è un cercatore d’oro che avanza verso ciò che di buono ama.
E questo lo rende eterno.

Fonte

Immagine trovata nel web