don Antonello Iapicca – Commento al Vangelo del 29 novembre 2018

78

 ASSEDIATI DALL’AMORE DELLO SPOSO CHE CI PURIFICA PER RENDERCI UN’OBLAZIONE GRADITA AL PADRE

Il mondo crede di salvarsi con le pale eoliche perché basta con il palo della Croce, i “segni” nel cielo e sulla terra parlano chiaro: Dio ha fallito, anzi, diciamolo una volta per tutte, non è mai esistito; un Creatore, figurati… Non esiste nessuno che governa l’universo, un Signore che conduce la mia vita. Non esiste un Dio che, per amore, mi lascia libero di fare il male a me e agli altri perché la sua misericordia ha il potere di riscattare la mia vita strappandola al peccato. No, non esiste Dio accidenti, ma solo una natura che è apparsa per caso (ogni teoria sulle origini dell’universo giunge a questa stessa, inevitabile, conclusione). Tutto è un caso, per questo tutti muoiono di paura! I terroristi?

Vengono dal fondamentalismo, dalla povertà e dalle bombe degli occidentali, e poi bla, bla, bla. I terremoti e le frane? Dall’incuria dell’uomo che mangia troppo, soffre di meteorismo e invade l’atmosfera di flautolenze che squagliano inesorabilmente i ghiacci. Capito? Il buco nell’ozono è colpa dei fagioli e dei ceci che mangi! Esagero ovviamente, ma è per dire che, esattamente come profetizzato dal Vangelo, Gerusalemme è ormai calpestata dai pagani: la mentalità mondana schiava delle ideologie che nascono dalla negazione di Dio, si è impadronita anche di noi, chiamati ad essere la dimora di Dio.

Dai che anche tu hai pensieri ecologisti, animalisti, o almeno bucolici (non ci credo che neanche una volta ti sei soffermato a leggere la provenienza della mozzarella, per paura che venga dalla Terra dei fuochi…). Tutto questo per dire che il mondo non capisce nulla di quello che sta accadendo, perché non sa discernere l’amore di Dio nei segni che appaiono nel cielo e negli sconvolgimenti che accadono sulla terra. L’amore di Dio in un cancro, in un terremoto, nel licenziamento o in qualsiasi cosa ti stia accadendo. Sei pazzo, che stai dicendo, tu bestemmi! Sì? Credi che stia bestemmiando? Allora significa che non hai conosciuto il perdono dei peccati, e vivi ancora nascosto come Adamo, sordo alla voce del Padre che, attraverso i fatti della tua storia, ti sta cercando: “Dove sei?”. Accettalo oggi, hai peccato, hai avuto vergogna e paura, e ti sei nascosto.

Come i pagani, che uccidono i bambini nel grembo materno ma si preoccupano dei girini, che crocifiggono i malati terminali ma invocano salvezza da una pala eolica. Destati allora, e convertiti finché sei in tempo, mentre cioè in famiglia, sul lavoro, nella stessa Chiesa, accadono “tutte queste cose”; proprio “quando sono scosse le fondamenta” della vita, impariamo nella Chiesa a vivere nella fede del “giusto” del salmo che sa riconoscere la visita del Signore e per questo “fugge come un passero verso il monte”. “Non tornare nella città” per rimettere insieme i cocci degli errori passati e salvare il salvabile con i compromessi affettivi: taglia quella relazione morbosa! “In quei momenti”, infatti, prorompe la voce del Signore che ci ordina di “risuscitare”, ovvero “alzare” gli occhi nel discernimento celeste, e “sollevare” il capo, cambiando mentalità.

Oggi infatti è già il giorno dell’ira di Dio, il suo zelo pieno di gelosia per la tua anima farà vendetta del tuo uomo vecchio. Convertirsi è accettare che Dio compia in noi quello che ha scritto sulla Croce con il sangue di suo Figlio. Accogliere cioè il suo amore incastonato nella tua storia, con il quale Dio si fa carne sin dentro ai tuoi peccati per risuscitarti e farti libero! Libero d amare mentre tutti hanno paura e odiano. Sì, odiano l’uomo venerando i gattini, odiano il matrimonio tra maschio e femmina per cancellare dalla faccia della terra il male che l’uomo compie cancellandone la presenza e la libertà; cos’è l’aborto se non la più grande e acclamata dittatura che pretende di recidere all’origine la libertà dell’uomo (e di Dio….) illudendosi di estirpare così le malattie come la possibilità di compiere il male insita nella libertà.

I lager tanto aborriti sono il nostro ambiente naturale, dove tutti ci facciamo aguzzini nazisti per chi ci è accanto, dai figli che portiamo in grambo, al marito o alla moglie che abbiamo accanto o al collega o al vicino di casa. E vorremmo farci paladini dell’accoglienza di chi porta con sé non solo un criterio diverso, ma secoli di abitudini, credenze, culture e gesti che al confronto, la solita disattenzione del marito per la quale ci esasperiamo e divorziamo è una bazzecola (al netto di questioni geopolitiche che hanno spesso un peso determinante nelle migrazioni contemporanee, mosse dalla massoneria e dall’ipercapitalismo, capaci come al solito di cortocircuitare con le ideologie che pretenderebbero farsi paladine dei poveri e degli emerginati).

Tutto ciò è folle e demoniaco, ma è quello che vive il mondo, nel quale siamo inviati a testimoniare che proprio il male annuncia il bene, come la morte la vita! Come i tuoi peccati il perdono rigenerante di Cristo. Mentre, infatti, “gli uomini muoiono di paura” perché il mondo riesce a vedere solo “calamità”, gli occhi dei cristiani sanno riconoscere la passione di Cristo nella passione del mondo; nella distruzione del mondo, anche delle famiglie, riconoscono impresse le piaghe di Gesù, perché le hanno viste gloriose nella loro vita. Coraggio allora, siamo le sue avanguardie tra le macerie della società, i segni della sua gloriosa potenza: proprio dove tutto cade, il Signore ci “solleva” in una vita nuova.

La missione profetica della Chiesa è sperare laddove tutti disperano, puntando il cielo mentre vi è “sulla terra angoscia di popoli in ansia”. Il sostantivo “synochē”, tradotto con “angoscia”, significa letteralmente “costrizione”, nella versione greca della Bibbia è usato a proposito di un “assedio”. L'”aporia”, tradotto con “ansia”, rimanda a un passaggio impraticabile, una strada senza uscita: “l’aporia è la difficoltà irrisolvibile, perché la realtà che si mostra nell’esperienza entra in conflitto con la realtà mostrata dalla logica” (Dizionario filosofico). Per questo tua cugina è in ansia! La logica mondana, infatti, non regge l’urto con il peccato che “costringe” la storia in un “assedio” mortale.

Nell’aporia che appare nella nostra stessa vita siamo dunque chiamati ad “alzare la testa” per mostrare ad ogni uomo la Verità che supera ogni contraddizione, perché tutte le assume nell’unica logica possibile, quella dell’amore che pone fine al male prendendolo su di sé per bruciarlo nell’ “ira” di un cuore ardente di gelosia. Coraggio allors, perché il tempo dei pagani è la chiamata pressante del Signore a un rinnovato zelo per l’evangelizzazione di chi non conosce il suo amore, che si rinnova in questa generazione, rivolta a tutti noi. Anche oggi infatti sono attuali le parole indirizzate da San Bernardo di Chiaravalle al suo discepolo i Papa Eugenio III e citate da Benedetto XVI nel suo libro “Gesù di Nazaret”: «Tu sei debitore anche verso gli infedeli, i giudei, i greci e i pagani. Ammetto che, per quanto riguarda i Giudei, sei scusato dal tempo; per loro è stato stabilito un determinato momento, che non si può anticipare.

Devono precedere i pagani nella loro totalità. Ma che cosa dici circa i pagani stessi?… Che cosa avevano in mente i tuoi predecessori per… interrompere l’evangelizzazione, mentre è ancora diffusa l’incredulità? Per quale motivo … la parola che corre veloce si è fermata?…». Siamo debitori del Vangelo e del suo annuncio nei confronti di chi non conosce o ha dimenticato il Signore, questo il segno nascosto nelle ferite sanguinanti della storia, anche in quelle che porta la Chiesa Sposa immmacolata di Gesù, con i peccati e le perversioni che talvolta sembrano soffocarla.

[box type=”shadow” align=”” class=”” width=””]

LEGGI IL BRANO DEL VANGELO

Lc 21, 20-28
Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Quando vedrete Gerusalemme circondata da eserciti, allora sappiate che la sua devastazione è vicina. Allora coloro che si trovano nella Giudea fuggano verso i monti, coloro che sono dentro la città se ne allontanino, e quelli che stanno in campagna non tornino in città; quelli infatti saranno giorni di vendetta, affinché tutto ciò che è stato scritto si compia. In quei giorni guai alle donne che sono incinte e a quelle che allattano, perché vi sarà grande calamità nel paese e ira contro questo popolo. Cadranno a fil di spada e saranno condotti prigionieri in tutte le nazioni; Gerusalemme sarà calpestata dai pagani finché i tempi dei pagani non siano compiuti.
Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, mentre gli uomini moriranno per la paura e per l’attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte. Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire su una nube con grande potenza e gloria. Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina».

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

Fonte: LaSacraBibbia.net

[/box]

Articolo precedentedon Luigi Maria Epicoco – Commento al Vangelo del 29 Novembre 2018
Articolo successivoGesuiti – Commento al Vangelo del 29 Novembre 2018